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L’effetto Amazon sulla distribuzione e il commercio online

L’effetto Amazon sulla distribuzione e il commercio online

17 Ottobre 2016 Redazione SoloTablet
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Non allo stesso modo in tutti i mercati ma sicuramente in quelli che hanno visto nascere e affermarsi i modelli di business delle aziende tecnologiche. L’effetto Amazon è quello che obbliga o suggerisce a molte realtà della media o grande distribuzione a chiudere punti vendita nelle strada e preferire negozi virtuali online. Una scelta quasi forzata dalle scelte dei consumatori, sempre più orientati all’acquisto online.

L’ultimo in ordine di tempo per importanza è stato l’annuncio della catena di punti vendita Macy’s che ha comunicato l’intenzione di chiudere 100 spazi commerciali. Una scelta motivata dalla costante crescita delle pratiche commerciali online di consumatori che si dicono gratificati e soddisfatti dalle loro esperienze online perchè le trovano più facili, più congeniali con i loro comportamenti di acquisto e stili di vita mobile, più ricche in termini di prodotti disponibili e modi per acquistarli.

Le numerose catene della distribuzione hanno vissuto periodi di continua e grande competizione (cane mangia cane) e oggi devono confrontarsi e competere con nuove realtà cresciute prevalentemente grazie alla tecnologia. La pressione che ne è derivata ha portato molti operatori all’abbandono e molti altri a dover adeguare le loro strategie per sopravvivere o per mantenere le loro posizioni di leadership di mercato.

Tutti hanno subito e patito il cosiddetto effetto Amazon e la sua trasformazione nel più grande negozio online del mondo. Un negozio che ha riempito i suoi scaffali di tutti i tipi di prodotti ma soprattutto ha cambiato il modo di fare acquisti di milioni di consumatori. Il suo successo è ciò che obbliga oggi molti operatori del mercato della distribuzione a ripensare i loro modelli di business per allinearsi a quelli delle più famose delle startup dell’era di Internet. Una startup partita da un negozio e che ha rivoluzionato il commercio e non solo quello dei libri agendo sulla logistica e sulla vendita online, automatizzando e robotizzando magazzini e negozio online, abbassando i prezzi in modo da rendere sempre più conveniente l’acquisto online con l’obiettivo di conquistare nuovi clienti e far crescere la domanda online. Una rivoluzione che non a caso ha preso il nome del fiume più grande del mondo e a quello fa riferimento in termini di quantità di informazioni e contenuti che è in grado di mettere a disposizione.

Quella di Amazon è stata un’alluvione continua e prolungata che ha spazzato via librerie e case editrici, operatori della logistica e della distribuzione, ha cambiato processi e filiere imponendo un modello di business che oggi, proprio mentre Amazon sta aprendo negozi di strada, in molti sembrano volere imitare. Un modello che è risultato vincente perché ha saputo tenere conto dei bisogni del consumatore (meno quelli dei dipendenti…) soprattutto rispetto ai tempi di consegna, oggi di molto migliorati grazie al servizio Amazon Prime e a molti altri servizi complementari. Un modello che non poteva avere successo senza la rivoluzione organizzativa e operativa dell’azienda che grazie alla tecnologia (robot nelle fabbriche e nei magazzini, droni per le consegne) ha rivoluzionato non soltanto la produzione ma anche la logistica e la distribuzione. Una rivoluzione che ha permesso la riduzione dei costi che è servita ad Amazon per battere la concorrenza.

Ora che il modello Amazon è affermato e i suoi effetti sono visibili, ai concorrenti non rimane che adeguarsi e rincorrere.

 

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