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Sempre meno libri venduti, ma crescono gli ebook

Sempre meno libri venduti, ma crescono gli ebook

05 Dicembre 2011 Redazione SoloTablet
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Calano dell'1,8% le vendite in libreria ma continua a crescere il numero di libri digitali che ormai supera i 18000. Il mercato editoriale è in crisi ma grazie agli e-book e alle novità dell'editoria digitale anche pieno di nuove opportunità. Per gli editori ma anche per gli autori e i lettori.

SoloTablet segnala un articolo di approfondimento sul tema del libro scritto da Giorgio Lonardi per l'inserto Affari&Finanza del giornale la Repubblica.

E adesso la crisi si fa sentire anche sul mercato del libro. Quello che non era accaduto nel 2008 e nel 2009 quando i lettori continuavano ad acquistare saggi e romanzi, sta invece succedendo proprio adesso. Nei primi 9 mesi dell’anno, infatti, si registra un calo di circa l’1,4% in termini di copie vendute che sale all’1,8% in valore. Certo, non si tratta di un crollo ma solo di una frenata, per quanto brusca. Un andamento che risulta attutito parzialmente dalle vendite di libri online che, invece, continuano a crescere rosicchiando oltre due punti di quota fino a coprire più del 10% del mercato italiano. In questo ambito vola la nicchia degli ebook che pur partendo da dati modesti sta moltiplicando le vendite. Il fenomeno più evidente è la crescita di titoli di ebook italiani: dai 1.609 di dicembre 2009 ai 6.879 di dodici mesi dopo sino ai 18.816 di fine novembre 2011. Secondo l’Aie, che presenterà questi dati alla fine di questa settimana all’expo "Più libri, più liberi" di Roma, sono il 2,6% dei titoli "commercialmente vivi": erano lo 0,2% a fine 2009.


In termini monetari non si tratta ancora di grandi entità. «In ogni caso molto dipenderà dalla vendita di tablet e device per la lettura di ebook che avverrà entro fine anno», commenta Alberto Ottieri, presidente di Giunti Messaggerie, la jointventure paritetica nel settore della distribuzione libraria costituita fra Giunti e Messaggerie e guidata dall’amministratore delegato Martino Montanarini. Un gruppo che, controllando circa il 30% del mercato, è il leader del settore. Precisa Ottieri: «Preciso che ci stiamo riferendo ai dati complessivi di mercato e che l’andamento di Giunti Messaggerie è sensibilmente migliore. Ad ogni modo i nostri dati confermano che la crisi sta accelerando una serie di fenomeni già in corso. Per rendersene conto basta valutare quanto accade all’interno dei singoli canali distributivi. Continua l’erosione delle vendite all’interno delle librerie che, pur rimanendo di gran lunga il canale più importante in grado di soddisfare oltre il 60% della domanda, risentono della crisi economica».


Il calo della quota di mercato delle librerie dal 62% al 61% non sorprende. Stupisce invece che, al contrario di quanto fosse avvenuto nel 2009 e nel 2010, quando vendite e quote di mercato apparivano in sensibile aumento, la grande distribuzione subisca un colpo d’arresto. E anzi, per la prima volta la stessa grande distribuzione accusa una flessione passando dal 30 al 28,5% del mercato. «Questo dato costituisce una discontinuità con il passato e dimostra quanto la crisi economica stia colpendo in modo particolare le fasce più deboli della popolazione». Secondo Ottieri una chiave di spiegazione della flessione della vendita di libri nell’ambito della grande distribuzione va cercata nel numero di titoli non più di alcune centinaia fra i più venduti offerti dalla grande distribuzione ai lettori. Fino ad ora questa scelta era stata premiata dagli acquirenti. Oggi, al contrario sono proprio i bestseller ad aver subito la flessione più consistente. «Stiamo ancora elaborando i dati sui cento titoli più venduti, comunque la tendenza è inequivocabile: in questo segmento si registra il calo più marcato. Difficile spiegare il motivo: forse è mancato Harry Potter, oppure "Cotto e mangiato" che nel 2010 erano andati molto bene. In ogni caso questo fenomeno ha danneggiato di più la grande distribuzione rispetto alla librerie tradizionali che hanno un‘offerta più ampia».


Insomma, questa volta sembra proprio che il fenomeno della "coda lunga" abbia risparmiato parzialmente le librerie che vantano un’offerta più ampia colpendo la grande distribuzione. La prova del nove è offerta dalla vendite di libri online, una modalità di acquisto che sta crescendo a tutta forza con un incremento percentuale più vicino al 30% che al 20%. Risultato: il 10,5% delle vendite di libri in Italia avviene attraverso la rete, una modalità di commercializzazione che consente di attingere ad un numero altissimo di titoli soddisfacendo le richieste della gran maggioranza dei lettori. Quanto alla nicchia degli ebook, Ottieri rileva che si tratta di «un mercato nato due anni fa quando erano disponibili meno di 2mila titoli. Oggi i titoli sul mercato sono oltre 18mila. E’ dunque logico che si registri una forte crescita. Anche se in termini assoluti i numeri risultano modesti».


Stanno mutando infatti anche i comportamenti del pubblico in relazione alle fonti attraverso cui si decide di comprare un libro: quelle accessibili attraverso Internet (forum, chat, social network) vengono indicate dal 47,2% dei lettori abituali.

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