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Dalla FIAT di Marchionne alla iCar di Apple

Dalla FIAT di Marchionne alla iCar di Apple

17 Febbraio 2015 Redazione SoloTablet
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Di automobile in Italia si parla molto, soprattutto da quando sulla scena del mercato dell’auto è arrivato Marchionne con le sue idee poco rispettose di regole e diritti acquisiti. Di auto in tutto il mondo si parla per le nuove iniziative di aziende, nuove sul mercato dell’auto, ma con idee sulla carta molto innovative. Aziende come Google, Apple, Microsoft, Amazon e forse altre ancora.

Tutti i grandi big del mercato mondiale della Rete e le aziende che hanno fatto la storia della Siicon Valley hanno scoperto il loro nuovo orizzonte e sono alla ricerca di un nuovo Eldorado. Non più nei settori tradizionali che hanno reso ricchi e famosi i loro Brand ma in quello dell’auto elettrica e senza pilota.

La prima società ad avventurarsi nel nuovo mercato è stata Tesla, un marchio e un prodotto che è già diventato oggetto di culto, nonostante i costi ancora proibitivi da 40 a 100 mila dollari. Poi è arrivata Google che ha realizzato un prototipo che è già in circolazione sulle strade della California.

Un nuovo tipo di auto senza condicente che permette al passeggero di continuare a navigare in Internet e a scolgere le sue attività lavorative demandando all’intelligenza dell’auto le decisioni da prendere di fronte ad ogni tipo di ostacolo incontrato sulla strada, sia esso un semaforo, una rotatoria, o un pedone. La terza società che sembra interessata alla produzione di auto intelligenti è ora Apple. Se ne sta parlando da un mese, anche se per il momento, non si sappia quasi nulla. Una situazione di assoluta normalità quando si tratta di Apple, azienda abituata a non rivelare nulla se non al momento del rilascio ufficiale.

 

 

A colpire in questo inizio di anno 2015 non è tanto il lavoro di Tesla nella produzione di batterie ultrapiatte di nuova generazione che allungheranno il tempo di autonomia delle sue auto. Non è neppure il prototipo di Google già in funzione da tempo per sperimentare le difficoltà della guida sulle highway della Silicon Valley e per memorizzarne percorsi e ostacoli in modo da diventare ancora più intelligente di quanto già non sia. Si parla poco anche del modello industriale e della visione eco-sostenibile che sta dietro ai numerosi progetti di auto elettrica dei guru della tecnologia californiana.

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Ciò di cui tutti sembrano interessati a parlare, noi compresi, è la iCar, un’auto di cui non si sa nulla ma di cui si racconta che è già oggetto di studio, di ricerca e di sviluppo da parte di un team che conta centinaia di ingegneri. Ce lo ha raccontato anche Federico Rampini su la Repubblica, indicando nella iCar l’auto del futuro.

La notizia è assolutamente credibile e comprensibile. Per capitalizzazione di Apple è superiore alla sommatoria di quelle dei colossi automobilistici che continuano a produrre auto sempre più tecnologiche e intelligenti ma ancora molto tradizionali. Apple, così come Google e altre aziende della Silicon Valley, dispongono anche del know how tecnologico utile a portare l’auto nel futuro trasformandolo in semplice veicolo di trasporto nel quale poter allestire spazi appropriati di lavoro, divertimento, omtrattenimento e relazione. Il tutto in modalità eco-sostenibile con motori elettrici, a bassa o zero emissione di anidride carbonica, silenziosità e sicurezza garantite e con l’intelligenza e conoscenza adeguate per evitare congestioni di traffico, incidenti, velocizzano il viaggio e ottimizzando il tempo del passeggero.

Ciò che colpisce del non-annuncio della iCar di Apple è l’isteria che si è scatenata intorno a quella che per il momento è solo una probabile abilissima manipolazione mediatica, condotta da una società che ha sempre dimostrato grandi capacità e cinismo nell’uso dei media. E’ una abilità che ha sempre permesso a Apple di avere una copertura mediatica che altre aziende possono solo sognare, prima fra tutte Microsoft. Con Steve Jobs tutto risultava facile. Jobs era un’icona di per sé e capace di vendere prima ancora che il prodotto fosse realizzato. Il meccanismo continua però a funzionare e lo si è visto anche con gli annunci recenti, fatti di prodotti non più dirompenti per novità, design e capacità attrattiva, seppure sempre di qualità e apprezzati dai consumatori.

 

 

Secondo alcuni analisti americani la notizia dell’iCar è potuta filtrare al mercato perché Apple era troppo impegnata a celebrare i suoi record finanziari. Forse è circolata anche perché pochi parlano ancora dell’iWatch, l’altra grande novità di Apple per il 2015 su cui sembra calato il disinteresse e venuta meno l’attenzione.

Rimane il dubbio su cosa possa avere spinto Apple a investire in un auto elettrica e se lo stia facendo sul serio. Alla società non mancano capitali e know how ma il mercato dell’auto elettrica va ben oltre l’auto stessa. Prevede stazioni di rifornimento speciali, la produzione di batterie come quelle che Tesla sta assembrando nei suoi nuovi stabilimenti costruiti ad hoc con investimenti miliardari, la formazione di nuovi meccanici e di stazioni di servizio e molto altro ancora. Si tratta di un impegno economico che mal si adatta con il modello di business di Apple, tutto incentrato su elevati profitti e costi limitati.

Una possibile risposta che alcuni analisti avanzano è che Apple stia puntando su mercati alternativi perché il mercato attuale dei dispositivi di personal computin g Mobile sta diventando troppo affollato e ancor più competitivo. E’ un mercato nel quale lo stesso iPhone, prodotto di qualità ma molto costoso, potrebbe andare incontro a nuove sfide già nel corso del 2015.

La decisione di Apple potrebbe però essere dettata da motivi più semplici ma capaci di generare nuova profittabilità. Un’auto che lascia libero il conducente dall’incombenza della guida può diventare uno spazio ludico e/o lavorativo da attrezzare con una infinità di gadget tecnologici, applicazioni e funzionalità, tutti o quasi naturalmente prodotti, pubblicizzati e venduti da Apple.

Non male come idea…..

Nel frattempo cosa faranno BMW, Mercedez, Wolkswagen, FCA, ecc.?

 

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