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e-book, Apple e editori europei

e-book, Apple e editori europei

09 Dicembre 2011 Redazione SoloTablet
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La commissione europea ha deciso di indagare su un possibile cartello costituito da Apple con alcuni editori europei. Aperta una indagine formale alla ricerca di una violazione delle leggi europee.

La commissione europea dell'antitrust ha ufficialmente aperto una investigazione per verificare se Apple e cinque editori europei abbiano violato le leggi europee costituendo un cartello con la finalità di fissare il prezzo degli e-book in quropa. La commissione investigherà su un accordo tra Apple e coinque grossi editori come Simon & Schuster e Harper Collins, Britain's Penguin, France's Hachette Livre e  Verlagsgruppe Georg von Holtzbrinck. La commissione dovrà verificare se sono state violate le leggi antitrust attraverso accordi illegali o pratche per deiminuire o impedire la libera concorrenza sul mercato degli e-book nella UE. Sotto lente di ingrandimento sarà anche la natura degli accordi intrapresi tra i gruppi editoriali e i rivenditori di e-book. L'indagine è partita in seguito alle ispezioni a sorpresa effettuate dai servizi di Bruxelles in molte sedi di case editrici di e-book.

La portavoce della commissione Amelia Torres ha dichiarato che "il tema è di particolare importanza per i consumatori, per persone che amano leggere libri, compresi i libri su piattaforma digitale". La torres ha anche dichiarato che il caso avrà la massima priorità.

La notizia non dovrebbe sorprendere visto la concorrenza sempre più agguerrita tra Apple e Amazon su un mercato, quello degli e-book e degli e-reader, sempre più ricco e che potrebbe anche determinare il futuro meracto dei tablet.

L'azione della commissione segue azioni simili che in marzo 2011 avevano portato le autorità antitrust europee a visitare gli uffici di molte aziende attive nel settore del libro digitale in numerosi paesi europei. Le investigazioni di marzo e quelle attuali derivano dalla preoccupazione dell'antitrust europeo su possibili cartelli che impediscano una maggiore concorrenza sul mercato europeo. Sulle stesse problematiche sono all'opera anche le singole nazioni come la Gran Bretagna che con il Britain's Office of Fair Trading ha avviato una investigazione parallela.

Per ora le reazioni degli editori, come quella della Pearson, è di ritenere l'avvio della investigazione come non pertinente per la non esistenza di alcun reato.

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