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Il calo delle vendite di iPhone incide sui risultati trimestrali di Apple

Il calo delle vendite di iPhone incide sui risultati trimestrali di Apple

27 Luglio 2016 Redazione SoloTablet
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In molti avevano anticipato risultati deludenti per il leader del mercato tecnologico, puntualmente confermati dalla stessa azienda. Il mercato dello smartphone è sempre più saturo e non c’è da meravigliarsi per vendite calanti anche per l’iPhone. Il mercato Mobile è diventato maturo e i suoi effetti si fanno vedere sui risultati economici di Apple ma anche di Samsung e Google Android così come di Xiaomi, Huawei, Mocrosoft e BlackBerry.

Il secondo trimestre 2016 (il terzo nell’anno finanziario di Apple) conferma per Apple un trend negativo con il calo del fatturato e dei profitti determinati in massima parte dal calo di vendite di iPhone, un calo comunque inferiore a quanto era stato previsto. Il fatturato trimestrale è passato dai 49,6 milioni di dollari dello stesso trimestre 2015 a 42,4 e il profitto da 10,7 a 7,8 con un calo del 27% nei guadagni.

Il calo è stato determinato in massima parte da un calo del 15% nelle vendite di iPhone. Le unità vendute sono state 40 milioni, un numero di poco superiore a quello previsto e ottenuto grazie ad un aumento nelle vendite del modello iPhone SE. Il modello ha un prezzo più basso e per questo ha determinato un calo consistente (-23%) del fatturato.

A calare nelle vendite è stato anche il Mac, un calo del 13% anno su anno forse determinato dalla prolungata assenza di grandi novità e di aggiornamenti coerenti su tutta la gamma di prodotti in circolazione.

A sorpresa la linea di prodotti iPad ha marcato un segno positivo con un incremento di profitti del 7%, grazie alle vendite crescenti di iPad Pro. Le vendite complessive di iPad continuano comunque a declinare.

I risultati positivi per Apple sono arrivati dai servizi di Apple Music e iCloud con un aumento di fatturato del 19% (fatturato di 5,9 miliardi di dollari).

Il calo delle vendite si è verificato su tutti i mercati con l’unica eccezione del Giappone. Significativo il calo del 33% in Cina, un mercato sul quale Apple ha investito molto e punta in modo strategico per il suo successo e la sua leadership futura. Il calo è stato del 20% nell’are Asia-Pacific, dell’11% in USA e del 7% in Europa.

I risultati negativi non hanno avuto alcun effetto sulle quotazioni in borsa dei tioli di Apple. Il mercato si aspettava risultati peggiori e si è accontentato di osservare  che la previsione era sbagliata.

Per tutti rimane la percezione che i tempi di Steve Jobs sono finiti per sempre e difficilmente torneranno perchè è difficile creare a tavolino personalità come quella di Jobs.

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