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La mistica dell’iPad e l’illusione della sua crescita illimitata

La mistica dell’iPad e l’illusione della sua crescita illimitata

30 Aprile 2014 Redazione SoloTablet
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Anno dopo anno e soprattutto nei primi tre mesi dell’anno Apple è costretta a comunicare dati di vendita in declino sul suo prodotto forse più iconico e rappresentativo. Il 2014 non ha fatto ecezione e l’iPad ha mostrato una ulteriore perdita di market share nei confronti di Android ma soprattutto un calo vistoso di unità vendute.

In molti si sono ingegnati nel cercare e raccontare una spiegazione e nel reprimere la sorpresa che li obbliga a valutare diversamente un prodotto e un marchio diventato mito per le sue caratteristiche tecniche e funzionali ma soprattutto iconiche, visuali e immaginifiche legate alla sua interfaccia emozionale e tattile di natura magnetica ( un mesmerismo di ritorno e tutto tecnologico).

La realtà è fatta di fatti e questi raccontano di un prodotto iPad stabilmente collocato nella fascia alta del mercato (ampio ma non infinito soprattutto in assenza di nuovi modelli) e in quello enterprise ma anche alle prese con una maggiore capacità competitiva da parte dei produttori che hanno scelto la piattaforma Android ma anche, e questa può essere la novità, da parte delle nuove architetture di processore Bay Trail di Intel e dal predominio crescente di Android nel mercato vasto dei segmenti di fascia bassa.

I fatti sono anche quelli comunicati da Apple sul declino (momentaneo) dell’iPad e misurato in -16% di unità vendute e -13% di fatturato. Un dato non dissimile da quello del secondo trimestre 2013 prima del rilascio dell’iPad Air e che potrebbe anche essere semplicemente ciclico e legato al rilascio di nuovi modelli e novità. Un dato da leggere però nello scenario nuovo di mercato (maggiore competizione globale) e nel movimento costante di posizionamento dei vari prodotti tecnologici disponibili come tablet ibridi e smartphone con le loro relative evoluzioni. I dati negativi sull’iPad sono stati ben compensati per la fortuna di Apple da quelli boom dell’iPhone che ha superato ogni più rosea aspettativa di vendite nel trimestre che segue quello solitamente ricco del periodo natalizio.

Alcuni analisti scartano l’ipotesi che i problemi nascono da una accresciuta competitività di Android. Le due piattaforme, iOS e Android, si contendono mercati differenti e difficilmente la seconda è oggi in grado, pur nelle sue manifestazioni più performanti, di mettere in difficoltà la prima. Soprattutto per la ricchezza dell’ecosistema applicativo che rende l’iPad uno strumento di lavoro professionale e aziendale altamente produttivo e performante.

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Essendo la mistica dell’iPad ancora forte conviene scartare anche l’ipotesi che a rubare market share all’iPad siano stati i numerosi nuovi tablet ibridi che stanno arrivando sul mercato. Più probabile invece che siano stati i budget limitati dei consumatori che, nella necessità o volontà, di acquistare un nuovo dispositivo, hanno preferito optare per uno smartphone di fascia alta piuttosto che un iPad.

A leggere con attenzione i vari report sul mercato tabelt del 2013 si possono però individuare alcune risposte più verosimili e quindi accettabili. Gartner Group ad esempio ha evidenziato come nel 2013 per la prima volta il market share dell’iPad è stato inferiore a quello di Android, a causa di vendite tendenzialmente piatte, nonostante i picchi natalizi legati ai nuovi modelli Air e Retina Mini. La verità quindi è che Android vende di più e aumenta la sua presenza costante sul mercato, mentre l’iPad ha un andamento di mercato piatto.

 

 

Questa verità non è ben accolta dai numerosi giornalisti che alimentano la mistica di Apple e il misticismo magnetico dell’iPad. Per loro il tablet più usato continua ad essere il tablet di Apple perché è quello più usato per la navigazione in rete e per il consumo di contenuti perché è più facile da usare. Come se non si fosse realizzata nel frattempo una convergenza tra piattaforme in termini di usabilità e funzionalità dell’interfaccia e in maggiore semplicità d’uso e fruibilità dei contenuti. Il vantaggio che Apple aveva saputo costruire è oggi ampiamente ridotto dalla evoluzione rapida e globale della tecnologia e dalla facilità con cui nuovi produttori si possono affacciare sul mercato offrendo prodotti con funzionalità simili. Tanto somiglianti da poterli quasi definire uno standard. Come altro definire l’interfaccia Android rispetto a quella iOS?

Fortunatamente per Apple l’iPad può contare sulla potenza di fuoco del suo ecosistema applicativo e sui vantaggi reali che esso è in grado di offrire rispetto ad Android. La frammentazione del sistema operativo di Google penalizza la sicurezza ma anche le performance applicative, limitate dalla necessità di usare la macchina virtuale di Google che fa girare applicazioni non necessariamente native ma scritte in Java.

Apple può contare anche su un altro asset importante, il numero di tablet fin qui venduti dal 2010, valutati in quasi 212 milioni, molti di più di quanti non siano stati tutti i tablet Android sommati insieme, e una base installata fidelizzata imponente e che non è legata all’iPad solo per amore del marchio e la sua mistica tecnologica ma per le sue caratteristiche, qualità e uso che ne fanno.

La vera sfida ad Apple sembra ora arrivare da nuovi produttori cinesi ma soprattutto da nuovi protagonisti come Intel che puntano a riconquistare il terreno perduto proponendo nuove architetture Bay Trail di processori a 64 bit a prezzi competitivi per battere  i produttori di piattaforme ARM. Il prossimo arrivo del processore Cherry Trail potrebbe cambiare le carte in tavola e cambiare il mercato dei media tecnologici con le sue prestazioni superiori al processore A7 di Apple e che finiranno per attrarre la maggior parte dei produttori di piattaforme Android. E non c’è solo Intel! Qualcomm ha promesso a sua volta un nuovo processore ARM a 64 bit per la seconda metà del 2014 che permetterà ai produttori Android di competere con l’iPad a 64 bit di Apple.

In conclusione, ciò che sembra essere il vero problema per l’iPad è da un lato l’incapacità, da parte di molti analisti, a leggere i dati del mercato senza la velatura mistica dell’icona della Mela, dall’altro la mancanza per ora di novità da parte di Apple. Il tutto in uno scenario in costante movimento e che potrebbe vedere il ritorno in grande stile di un protagonista come Intel che ha fatto la storia del personal computing ma anche l’accresciuta capacità competitiva di aziende come Samsung e di altri che stanno investendo pesantemente sulle architetture ARM e sulla loro evoluzione rapida futura.

Ma al gioco è sempre presente come primattore anche Apple, un’azienda che è sempre stata capace di sorprendere e non si mai dimostrata molto disponibile a lasciare sul tavolo da gioco alcun tipo di guadagno o di profitto.

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