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Apple, dopo l’iPad, il vuoto? O forse no!

Apple, dopo l’iPad, il vuoto? O forse no!

12 Febbraio 2013 Redazione SoloTablet
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Apple ha sempre dimostrato di essere una azienda ‘disruptive’, capace cioè di cambiare il corso dell'evoluzione tecnologico grazie alla sua capacità visionaria, alla sua innovazione, al design e alla capacità realizzativa. Dopo l’annuncio dell’iPad qualcosa si è però inceppato e l’orizzonte continua ad essere nascosto dalle nebbie. Ma cosa succederà quando le nebbie diraderanno?

Gli estimatori del marchio della Mela con una certa età si ricordano ancora l’arrivo nel 1984 del primo Mac con una interfaccia utente grafica che rendeva immediatamente obsoleta quella testuale del sistema operativo DOS. Da allora le cosiddette GUI (Graphica User Interface) sono diventate la norma. Dal primo Mac all’iPad la strada di Apple è stata pavimentata da soluzioni innovative (desktop publishing, iPdo, iPhone, …) che hanno fatto la storia dell’information technology e che hanno cambiato il panorama della tecnologia per i consumatori.

La novità Apple del 2010 non è stata l’invenzione del tablet ma l’introduzione di un prodotto iPad che, per la sua forza ‘disruptive’ e di innovazione ha cambiato il significato stesso della parola tablet a cui ci eravamo abituati. L’iPad è quasi diventato, e per molti lo è ancora, sinonimo di tablet e con esso si devono ancora oggi misurare tutti i produttori che si stanno cimentando sul mercato.

La novità principale dell’iPad è consistita nell’aver fatto percepire al mercato l’esistenza di una alternativa al personal computer. L’iPad ha reinventato il tablet così come ha reso obsoleto il personal computer, windows maniera, prospettandone le possibili evoluzioni future. Evoluzioni ora perseguite dalla stessa Microsoft e da altri produttori storici di piattaforme PC. Evoluzioni che descrivono un mercato 2013 che sarà caratterizzato dalla perdita di market share del notebook rispetto al tablet.

 

Fonte: www.atelier.net

La capacità dirompente dell’oggetto iPad non è stata subito compresa dai produttori di PC e forse neppure all’interno del mondo Apple. Solo Steve Jobs aveva sicuramente compreso che l’iPad avrebbe cambiato l’industria del personal computer e operato un cambiamento di paradigma nella mente di molti consumtaori. Le aziende (HP, Lenovo, Dell, Motorola, Intel, Microsoft, ecc.) che non hanno compreso quanto l’iPad fosse rivoluzionario hanno già pagato conseguenze pesanti che hanno portato a riorganizzazioni, smembramenti produttivi e alla ridefinizione delle loro strategie future. Queste aziende, che hanno costituito prevalentemente il dominio Wintel, devono oggi fare i conti con l’iPad ma anche con Android e una azienda come Google che ha compreso a suo modo la rivoluzione in arrivo e sta contribuendo alla sua affermazione definitiva.

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Nonostante i successi acquisiti e il ruolo che l’iPad continua a giocare nel mercato ma soprattutto nel fatturato della Apple, oggi carica propulsiva dell’azienda in termini di innovazione tecnologia sembra essersi un po’ appannata. Almeno questa è la percezione di analisti di mercato che negli ultimi due mesi hanno condiviso opinioni non proprio positive sulle prospettive di business di Apple. Molte di queste analisi e stime sono esagerate e vanno comunque contestualizzate con i risultati stellari di Apple in termini di unità vendute, market share e soprattutto utili. Ma soprattutto queste analisi non sembrano tenere conto che i cicli di innovazione di Apple sono solitamente misurabili in 3/4 anni.

Apple non si è mai fatta condizionare dalle lancette dell’orologio o dal valore delle azioni a Wall Street ma si è sempre focalizzata su cicli di produzione che lasciassero tutto il tempo necessario alla riflessione, allo studio e alla sperimentazione. Per Apple l’hardware è solo una componente del prodotto finale. Il prodotto nasce sempre come combinazione di componenti tecnologici diversi, hardware e software ma anche di servizi e di nuove idee che suggeriscono nuovi comportamenti e nuove abitudini da parte dei consumatori. E’ stato così con l’iPod, poi con l’iPhone e con l’iPad. Senza l’ecosistema applicativo dello stre, nato inizialmente come negozio musicale per l’iPod, non ci sarebe stato il bomm dell’iPad. Questo approccio di Apple prevede che sul mercato i concorrenti con lo stesso prodotto e modello di business siano pochi e che ci sia abbastanza tempo per portare a casa il massimo di risultati prima che la concorrenza sforni qualcosa di simile. L’esempio di Samsung spiega bene questa situazione. Samsung è oggi leader di mercato con i suoi smartphone ma Apple continua ad incrementare le vendite in termini di unità e non ha diminuito la sua marginalità perché con l’iPhone finora ha potuto mantenere lo stesso modello di business (prezzi più alti della media con utili elevati).

Apple, dopo l’iPad, il vuoto? O forse no!

Fonte: www.stuff.co.nz

Se questa riflessione, che nasce dalle considerazioni di alcuni attenti analisti di mercato, è veritiera, nei prossimi due anni Apple sorprenderà il mercato con altre novità dirompenti. Stando alle indiscrezioni che da tempo animano la rete, le novità principali potrebbero essere due, una iTV e una iCar. Apple cioè starebbe lavorando a due soluzioni che potrebbero cambiare l’uso che attualmente facciamo del nostro schermo televisivo in casa e trasformare le nostre auto in macchine intelligenti, sempre connesse e con interfacce tattili e visuali avveniristiche capaci di cambiare la user experience di ogni guidatore del futuro.

Le indiscrezioni relative ad un prossimo rilascio di un iWatch devono essere viste come l’adattamento e lo sfruttamento di tecnologie già sviluppate, per la produzione di nuovi gadget alla ricerca di nuovi mercati e nuovi guadagni. L’iWatch no può però dieventare una tecnologia ‘disruptive’ alla pari di un iPhone o iPad. E dissuptive non saranno neppure i nuovi modelli di iPhone (iPablet) e iPad che Apple rilascerà durante il 2013.

A chi si interroga sulla capacità di Apple di innovare anche dopo la scomparsa di Steve Jobs deve considerare che il successo dell’azienda è strettamente legato ad una cultura aziendale e all’esistenza di competenze di eccellenza che hanno dato forma a modi di pensare e plasmare il futuro in modo avveniristico e futuristico. Queste capacità e la sottostante cultura non sono destinate a sciogliersi al vento tanto presto ed è probabile che già ora siano completamente immerse nella ideazione di qualcosa di nuovo destinato a sorprenderci di nuovo.

Probabilmente non nel 2013 ma sicuramente tra il 2014 e il 2015.

Su questo accettiamo scommesse!

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