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Può Apple diventare una azienda come le altre?

Può Apple diventare una azienda come le altre?

15 Maggio 2013 Redazione SoloTablet
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Mentre le notizie sul mondo Android e Windows 8 si arricchiscono ogni giorno di novità, Apple fa notizia principalmente tra gli analisti finanziari e delle borse nele quali il titolo di Apple è quotato.

Molte analisi nascono e si alimentano dal calo di valore delle azioni di Apple sul mercato borsistico e dal fatto che nessuna azione o risultato positivo siano riusciti a dare forma a qualche interessante rimbalzo degno di nota. Per alcuni analisti la situazione pone il titolo di Apple in una zona a rischio (Danger Zone) soprattutto perché molti investitori continuano a guardarlo con lo specchietto retrovisore mentre dovrebbero guardarlo in prospettiva.

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La realtà che invece molti sottolineano è che si è sottostimato  di molto l’impatto determinato sull’azienda dalla scomparsa di una persona carismatica come Steve Jobs e si sia, al contrario,  sopravvalutata la capacità dell’organizzazione e del management cresciuti con lui di mantenere lo stesso passo in termini di innovazione, visione  e capacità di coinvolgere le vaste schiere di clienti fidelizzati.  Ma mentre qualità e innovazioni erano semplici sinonimi del nome Steve Jobs e il suo marchio di differenziazione, Tim Cook sembra incapace (per ora) di giocare un ruolo determinante e sembra non disporre della stessa energia, creatività e attenzione al dettaglio che sono state per anni le caratteristiche e le fondamenta stesse della proposizione della Apple di Steve Jobs. Paradigmatico a conferma di ciò è il flop della applicazione Apple Maps che ha portato anche all’allontanamento o dimissioni del responsabile della divisione che gestiva lo sviluppo della nuova applicazione. Errata è stata forse anche la determinazione con cui Apple ha cercato di perseguire legalmente samsung per appropriazione indebita di brevetti. La disputa giudiziaria non ha infatti resa inoffensiva la concorrenza e forse non l’ha neppure rallentata e resa meno aggressiva.

 

Queste riflessioni non sono fatte da analisti che non hanno ancora elaborato la dipartita di Stebe Jobs ma da pragmatici osservatori che non vedono da tempo nuovi annunci Apple che abbiano la carica dirompente avuta da prodotti come l’iPod, l’iPhone e da ultimo l’iPad. Con Tim Cook abbiamo finora assistito a semplici aggiornamenti tecnologici e funzionali e a nessun annuncio rivoluzionario. Il rischio è che Apple, da azienda leader assoluto con un portafoglio di marchi unici e irraggiungibili dalla concorrenza, si trasformi in una delle tante aziende che competono sul mercato elettronico costruendo prodotti a partire da tecnologie sempre più disponibili e al servizio della creatività di tutti.

Se questa è la realtà condivisa, gli analisti paventano l’impossibilità per Apple di mantenere l’attuale modello di business basato su prezzi alti ed altrettanto elevati profitti. Se questa è la probabile conclusione il suggerimento a chi investe in borsa è di utilizzare lenti nuove capaci di percepire per tempo cosa possa essere possibile e ragionevole per il futuro e sia meglio fare. Probabile infatti che il modello Apple attuale non sia più sostenibile se confrontato con prodotti di qualità ma con prezzi molto più bassi come il Galaxy Note di Samsung e altri smartphone Android.

* Fonte di informazioni usate nell'articolo: seekingalpha.com

Fonte: www.itespresso.it

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