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Quando l’iPad si trasforma in MacBook

Quando l’iPad si trasforma in MacBook

09 Aprile 2015 Redazione SoloTablet
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Anche coloro che si sono innamorati dell’iPad sanno che il dispositivo non è paragonabile ad un laptop, almeno per un uso legato alla produttività personale e professionale. Lo può sostituire in alcune occasioni, meglio se in mobilità e con l’aggiunta di alcuni accessori come una testiera, ma prevalentemente per la posta, la navigazione web e prendere note. Ora però l’iPad è diventato un…MacBook.

La narrazione online descrive il tablet come sostitutivo del laptop ma nella realtà, chi lo usa, sa che il tablet copre il 20% dei bisogni mentre per il rimanente 80% è necessario ricorrere al laptop.

Il tablet è perfetto per navigare, giocare, divertirsi e consumare contenuti. Il laptop lo è per lavorare e produrre in modo efficiente e efficace. E’ per questo che è dotato di uno schermo più grande, di processori più potenti e veloci, che ha una tastiera integrata, un mouse che permette di navigare più facilmente tra grandi quantità di dati e complessi fogli elettronici e permette di selezionare, tagliare e incollare contenuti e immagini senza esercizi ginnici e imprese tattili irrealizzabili.

Tutte cose possibili anche su un tablet ma con maggiore difficoltà e minore certezza di riuscita. Chi ciha provato è il primo a riconoscere la superiorità del laptop, almeno per questo tipo di azioni e attività.

 

L’arrivo del nuovo MacBook di Apple, assimilabile in molti modi all’iPad o al tablet elimina la dialettica in corso da alcuni anni tra le due tipologie di piattaforma e evidenzia una cosa molto semplice. Si può essere un laptop nelle performance e nelle caratteristiche tipiche del personal computing da PC e mantenere la bellezza, la leggerezza, la sottigliezza, la tattilità e la specificità del tablet. Con in più la disponibilità di una tastiera, di un mouse, di prestazioni elevate e soprattutto tutte le funzionalità e le esperienze utente di un sistema operativo come OSX.

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La differenza non sarebbe così marcata e la somiglianza con il tablet così verosimile se non ci fossero le numerose novità tecnologiche introdotte da Apple come la nuova tastiera ultrapiatta, ingrandita e ultra-sensibile, i nuovi processori, il display Retina. Nella sua configurazione il nuovo laptop di Apple diventa un perfetto compagno per la mobilità lavorativa e potrebbe diventarlo anche per studenti e semplici consumatori con portafogli e budget abbastanza ricchi da permetterselo.

Il nuovo MacBook non è una novità, è assimilabile al MacBook Air ma anche al Surface Pro 3 di Microsoft, lo Yoga Pro 3 di Lenovo, l’XPS 13 di Dell e molti altri. Gli uni e gli altri rappresentano insieme un nuovo paradigma del personal computing e determineranno l’evoluzione futuro di quell’oggetto ibrido e convergente tablet-PC di cui su SoloTablet parliamo da più di tre anni. Le nuove tipologie di tablet-PC renderanno la mobilità più efficiente, efficace e soprattutto performante e porterà le caratteristiche tipiche del laptop in ogni ambito lavorativo ma in mobilità e nelle vesti di un tablet.

 

 

A rendere possibile la nuova evoluzione e le trasformazioni che stanno emergendo sono la continua miniaturizzazione delle componenti elettroniche, la potenza e robustezza dei materiali, il design avveniristico e coraggioso, la potenza crescente delle batterie, i display sempre più grandi, ad alta risoluzione e estremamente sottili  e il software.

In attesa che le nuove tecnologie indossabili si affermino e convincano anche il consumatore più scettico ad una nuova rivoluzione, i nuovi tablet-PC trasformeranno il mercato del personal computing un’altra volta. Si venderanno meno iPad e forse anche tablet e si venderà un numero maggiore di laptop. A speire nel prossimo futuro non sarà il PC ma il PC e il tablet. Entrambi lasceranno il posto a nuove tipologi di dispositivi ibridi e convergenti, in attesa che anch’essi siano sostituiti da dispositivi indossabili e potenti come i sistemi odierni e poi, in un altro prossimo futuro, da sistemi tecnologici implantati e integrati direttamente nell’organismo umano e capace forse di comunicare con il suo sistema operativo centrale.

Ma questa è un’altra storia.

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