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Se non si può andare oltre lo smartphone non resta che reinventarlo

Se non si può andare oltre lo smartphone non resta che reinventarlo

10 Marzo 2016 Redazione SoloTablet
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Lo smartphone sta colonizzando il mondo che conosciamo (quasi due miliardi di dispositivi in uso, presto quattro miliardi) nelle forme che conosciamo. Dal rilascio del primo iPhone sono passati otto anni. Da allora molto è cambiato nel mercato smartphone ma poco nella struttura e forma del dispositivo. Sono cambiati materiali, display, funzionalità, caratteristiche tecniche ma il dispositivo in sé non è cambiato molto, sia nella fascia bassa sia in quella medio-alta. In attesa che arrivi la nuova grande novità che porterà a superare lo smartphone attuale, alcuni produttori provano a reinventarlo. Uno di questi è HP con il suo prodotto Elite X3 convertibile.

Il nuovo dispositivo è stato annunciato al Mobile World Congress 2016 di Barcellona e ha catturato molta attenzione per le novità presentate sia nella sua componentistica hardware, belle caratteristiche tecniche e design sia nelle diverse possibilità di utilizzo in abbinamento a un ultrabook. L’idea di HP è di trasformare lo smartphone in qualcosa di diverso, un notebook o anche un desktop, semplicemente con l’utilizzo di appropriati accessori e adattatori dotati di tecnologie wireless.

Il mercato target del dispositivo, dotato di sistema operativo Windows 10, è quello delle aziende e del business. Si rivolge a una tipologia di utenza fatta di professionisti e manager d’azienda in costante mobilità che hanno bisogno della flessibilità e facilità d’uso dello smartphone ma anche della potenza, degli accessori e delle applicazioni di un personal computer per completare o fare attività non possibili o complicate da svolgere su uno smartphone.

Lo smartphone è dotato di processore Qualcomm Snapdragon 820 di ultima generazione con 4GB di RAM, di una batteria potentissima e da 4150 maH, di un display Gorilla Glass ad alta risoluzione, di un model Cat 6 LTE, della possibilità di inserire due SI.

La novità però sta nell’offerta a contorno composta da accessori che estendono la destinazione d’uso e l’usabilità del dispositivo trasformandolo in un PC notebook o desktop. Lo smartphone, inserito in un apposito supporto, fornisce la connettività a un display e a una tastiera ma anche alla rete aziendale, usando una tecnologia Display Port e Ethernet. Attraverso un apposito convertitore chiamato ME-Dock, il dispositivo può anche essere trasformato in un laptop con display da 12.5 pollici.

L’idea alla base della strategia definita da HP per il suo nuovo modello di smartphone parte dalla percezione di una necessità del consumatore utente. Un bisogno che è una evoluzione di un periodo lungo nel quale, chi ha potuto farlo, si è dotato di dispositivi multipli per sperimentarli in attività ludiche ma soprattutto lavorative. L’arrivo del tablet non ha sostituito il laptop o il telefono cellulare. Molti utenti si sono così trovati a viaggiare con tre o quattro dispositivi, tablet, laptop, smartphone aziendale e telefono o smartphone personale. Secondo HP l’utente evoluto attuale desidera semplificarsi la vita e razionalizzare l’uso dei dispositivi tecnologici di cui dispone da portarsi appresso. Da qui l’idea di fornire una specie di lego con cui configurare la dotazione tecnologica in possesso, semplificata dall’offerta X3, in base ai bisogni e alla destinazione d’uso.

La strategia di puntare sui convertibili o assemblabili di HP non è una novità, era già stata sperimentata precedentemente da altri produttori ma senza successo. Oggi lo scenario è molto cambiato. Esiste da un lato l’effettivo bisogno dell’utente di viaggiare leggero e di razionalizzare la propria dotazione di dispositivi tecnologici. A fare la differenza però è il nuovo sistema operativo Windows 10, multipiattaforma e standard per ogni tipo di dispositivo.

Da sempre partner di Microsoft, HP ha scelto Windows 10 ma al tempo stesso ha deciso di potenziarne la proposizione, ad esempio con l’aggiunta di un ambiente VDI Citrix per l’uso della virtualizzazione,  andando a colmare alcune lacune della piattaforma per applicazioni mission critical aziendali. Le soluzioni aggiunte non risolvono tutte le problematiche di produttività mobile di manager e dipendenti di grandi organizzazioni che hanno bisogno di avere costante accesso alle applicazioni aziendali ma indicano una nuova evoluzione possibile dei dispositivi usati per le attività di personal computing aziendale.

Lo smartphone X3 è a tutti gli effetti uno smartphone della categoria phablet (display da 5.96  pollici di diagonale ti tipo WQHD (2560x1440) AMOLED, multi-touch, protetto da vetro Gorilla Glass 4 rivestimento antiriflesso). Un display perfetto per molte delle attività in cui sono impegnati giornalmente dipendenti e manager d’azienda e liberi professionisti.

A oggi non si conoscono ancora i dettagli del listino prezzi delle varie componenti che costituiranno l’offerta X3. Facile prevedere costi elevati che dovranno essere valutati attentamente dalle aziende in termini di ROI e convenienza, soprattutto se la scelta alternativa fosse quella di un ultrabook o dispositivi 2-in-1

Dove la strategia di HP potrebbe dimostrarsi fallimentare però non è sulla maggiore o minore bontà del dispositivo o sulla corretta percezione dei nuovi bisogni degli utenti aziendali. Il fallimento o la difficoltà potrebbe derivare dalla scelta di Windows come piattaforma. Se si guarda al mercato smartphone infatti Android domina con un +80% seguito da iOS di Apple. Windows possiede solo le briciole di questo mercato e non sembra essere destinato, nel mercato smartphone, a exploit improvvisi e duraturi

La scelta di Android e iOS è legata prevalentemente agli ecosistemi applicativi, ricchi di applicazioni che molti consumatori scaricano e usano sui loro dispositivi. Con uno smartphone Windows il numero delle APP si ridurrebbe di molto. Inoltre rimarrebbe forte la necessità di portarsi appresso, insieme all’X3 aziendale, un secondo smartphone personale

La strategia di HP punta al mercato business e questo spiega la scelta di Windows. E’ una scommessa e una sfida. La scommessa è su cambiamenti nei comportamenti degli utenti finali. La sfida è legata al fatto che molte aziende e organizzazioni impiegheranno anni a migrare le loro applicazioni su piattaforme diverse da Windows. Nel frattempo continueranno a avere bisogno di dispositivi come quelli di HP: E non è detto che, dopo averli provati, rinuncino a migrare su Android o iOS.

Se HP avesse successo con la sua proposta, il mercato dovrà rivalutarne la capacità innovativa. Una capacità che non porta a superare lo smartphone e all’introduzione di prodotti rivoluzionari come l’iPad o lo stesso iPhone, quando è stato rilasciato nel 2007, ma a reinventarlo.

 

 

 

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