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La fame di dati di Facebook è bulimica

La fame di dati di Facebook è bulimica

05 Marzo 2016 Redazione SoloTablet
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Grazie alle carte Fedeltà, Esselunga, Coop o Carrefour sanno quasi tutto dei loro clienti. Quasi ma non tutto. Sanno chi sono, come pagano, quanto spendono, quando fanno la spesa, quali prodotti acquistano e con quale frequenza e moltissimo altro. Cosa non danno? Ciò che succede appena superata la porta scorrevole del punto vendita, con chi parlano, che suggerimenti danno, a chi li danno e gli effetti del loro passaparola. A Facebook succede più o meno la stessa cosa….

Che Facebook sia interessato alla socialità dei frequentatori del suo social network è la narrazione corrente ma è vero solo in parte. Sicuramente reale è invece la fame di dati e di informazioni. Una fame bulimica, mai soddisfatta e rivolta sia al miliardo e mezzo di utenti attuali, sia ai quattro miliardi potenziali fissati probabilmente come obiettivo marketing e commerciale.

Per soddisfare questa fame Facebook non sta solo sviluppando il suo social network ma realizzando progetti finalizzati a permettere a un numero crescente di persone di accedere a Internet (Internet.org ) e usare la sua piattaforma di social networking e, al tempo stesso, progetti legati al suo core business, la raccolta di dati.

Questi ultimi sono progetti che vedono l’impiego di una potenza di calcolo crescente, di strumenti per la raccolta, archiviazione e organizzazione dei tati e di tecniche di intelligenza artificiale utili a costruire profili individuali e contestualizzati sempre più precisi, quasi perfetti, anche attraverso dati di tipo geografico e posizionale.

Uno di questi progetti a cui Facebook sta lavorando prevede la mappatura di due miliardi di persone in 20 nazioni diverse. Lo sta facendo il Connettivity Labs dell’azienda attraverso la costruzione di una mappa della distribuzione della popolazione che dovrebbe essere pronta per la fine del 2016. Mappe simili sono utili e già usate in una miriade di applicazioni da architetti e urbanisti, epidemiologi e organizzazioni della protezione civile per la gestione di disastri ecologici o emergenze ambientali.

La realizzazione di una nuova mappa è per Facebook prodromica ad una migliore capacità nel catturare i dati individuali di persone o entità che si trovano online e/o che stanno usando le sue tecnologie. Se l’obiettivo dichiarato è di portare all’interno del muro delle facce quattro miliardi di persone, per gestirne la complessità e la numerosità ci sarà bisogno di una infrastruttura potente e efficiente per garantire che tutti lo possano fare. Essendo il modello di business di Facebook legato a quello che fanno gli utenti online e alle informazioni che generano, Facebook ha bisogno di poter intervenire rapidamente sulla infrastruttura in modo da garantire la soluzione o prevenzione di ogni possibile problema o inciampo.

La realizzazione della mappa della distribuzione della popolazione di Faceboo è resa possibile dall’utilizzo di risorse avanzate e potenti come potentissimi computer, software di intelligenza artificiale, banche dati (big Data) e mappe già esistenti, uso di satelliti capaci di produrre immagini e fotografie ad alta risoluzione di milioni di chilometri quadrati di territorio come quelle fornite da DigitalGlobe (la società che fornisce le immagini anche a Google Maps).

Il punto di forza di Facebook sta nel software di intelligenza artificiale sviluppato e destinato a costruire mappe ad alta risoluzione e leggibili per gli scopi previsti. Il software usato è capace di apprendere e usa algoritmi e logiche neurali. Unito a supercomputer permette di analizzare miliardi di immagini su 20 nazioni diverse e giornalmente.

La mappa dovrebbe essere disponibile entro l’estate 2016 e, secondo Facebook sorprenderà tutti per la sua accuratezza e precisione. Una mappa creata per sostenere modelli di business permetterà anche agli utenti di avere accesso a terabyte di immagini satellitari arricchite da algoritmi che ne permetteranno la lettura anche a utenti finali.

La mappa servirà a soddisfare la fame bulimica di dati di Facebook ma anche quella, non meno bulimica, degli utenti. Con una differenza, gli utenti nel farlo forniranno a Facebook altre informazioni e dati che permetteranno all’azienda di potenziare la sua colonizzazione delle molteplici realtà digitali della Rete in cui sarà presente.

 

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