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Le conversazioni uomo-computer prossime venture

Le conversazioni uomo-computer prossime venture

15 Maggio 2017 Redazione SoloTablet
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Le conversazioni prossime venture con il nostro dispositivo non potranno che essere conversazionali, simili a quelle che gli umani intrattengono tra di loro. Non più interazioni pre-programmate come quelle che caratterizzano la capacità di dialogare degli assistenti personali e chatbot attuali ma molto di più e di diverso.

A cambiare sarà il modo e la qualità di interagire con un dispositivo tecnologico. Non più solo e soltanto una interazione legata ad ambiti e modalità predefinite e preprogrammate  ma vere e proprie conversazioni. Ciò che renderà possibile l'evoluzione non sarà tanto il miglioramento o l'innovazione nell'ambito delle modalità e strumenti oggi usati, da un dispositivo o da una applicazione, per fornire l'input alla macchina (tastiera, mouse, interfaccia tattile, menu, comandi predefiniti, ecc.) o completare una transazione. Non sarà neppure la facilità con cui si potranno ricevere informazioni, anche vocali, relative a prodotti da acquistare.

Il futuro di tipo conversazionale delle macchine è fatto di tecnologie e chatbot o assistenti personali in grado di comprendere realtà complesse e di adattare la loro capacità di interagire con l'utente in modalità simile a quelle umane.

Quando oggi l'utente interagisce con Siri, Alexa, Google Now e altri chatbot simili, non fa che fornire input utile ad ottenere risposte in qualche modo già previste e predisposte. Non è un caso che molte di esse non siano adeguate alle domande e ai significati ad esse associate. Ma le macchine stanno diventando sempre più intelligenti e capaci di comprendere ciò che viene chiesto in linguaggio naturale. Più che chiedere a noi di sforzarsi per comprendere come interagire con loro per ottenere le risposte giuste che ci servono, sono loro ad agire in modo adattativo all'utente in modo da capire cosa pensa, come parla e come lavora o agisce. L'adattamento passa attraverso una accresciuta capacità di apprendere delle azioni e interazioni o conversazioni precedenti e di acquisire dati e informazioni utili a rispondere a domande nuove che verranno poste. Un adattamento che passa attraverso il miglioramento continuo nelle tecnologie per l'elaborazione di linguaggio naturale ma anche per interagire, con modalità simile a quelle umane, con altri sistemi tecnologici e applicazioni.

A favorire l'evoluzione futura dei chatbot e delle intelligenze artificiali sarà l'utente stesso. Più userà una applicazione in modo conversazionale e più aiuterà l'assistente personale a capire meglio i suoi bisogni e ad attrezzarsi per soddisfarli anche in futuro. Questo tipo di interazione dialogante cambierà completamente il ruolo oggi assegnato ad assistenti personali pre-programmati. In un futuro non lontano sarà possibile configurare i dispositivi dialogando con essi, navigare le realtà virtuali, interfacciarsi con le funzionalità del sistema operativo senza dover eseguire alcuna applicazione e senza usare alcuna tastiera, mouse o display tattile. Le intelligenze artificiale prossime venture capiranno la nostra gestualità, le nostre richieste vocali, conversazioni e forse persino le nostre semplici reazioni emotive. Saranno in grado di porre nuove domande per capire meglio le richieste e verificare di avere capito bene o per determinare gli obiettivi di una richiesta per poi fornire i risultati attesi dall'utente. Potrebbero persino essere loro ad iniziare una conversazione e provocare pro-attivamente una reazione umana...

 

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