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Diamo a Ballmer quello che è di Ballmer

Diamo a Ballmer quello che è di Ballmer

29 Agosto 2013 Redazione SoloTablet
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Mentre si diffondono speculazioni sull’addio forzato del numero uno (ex) di Microsoft, è utile rivedere i momenti cruciali nei quali ha guidato la Microsoft. Non tutti sono stati negativi, anzu alcuni sono meritano di essere ricordati. Un modo onesto per salutare l’addio di un uomo da palcoscenico che non ha saputo essere un visionario.

Steve Ballmer, 57 anni, ha passato 30 anni in Microsoft e, forse anche grazie alla sua amicizia con Bill Gates, ne è anche diventato l’amministratore delegato, rimanendovi in carica per quasi 13 anni. La sua responsabilità in questo ruolo prevedeva di dare forma e sostanza ad una nuova cultura aziendale e ad una nuova strategia e proposizione di prodotti. Un compito reso molto complicato dall’emergere del mondo visionario che nel frattempo un leader carismatico come Steve Jobs aveva preparato con la sua Apple. Dall’arrivo dell’iPhone e poi di quello dell’iPad la difficoltà per Ballmer è andata costantemente crescendo fino alle annunciata dimissioni di questi giorni. Apple e Steve Jobs non sono responsabili di queste dimissioni ma hanno contribuito ad evidenziare l’incapacità da parte della Microsoft di Ballmer a guidare il mercato dell’innovazione e a suggerire una nuova visione tecnologica del futuro.

L’addio definitivo di Ballmer alla carica di CEO è prevista per il 2014. Nel frattempo è già partita la ricerca di chi lo sostituirà e le speculazioni su quale profilo dovrà avere per guidare la Microsoft alla sua rinascita.

Prima dell’addio definitivo può essere utile provare a commentare quali siano stati i successi di Ballmer e i suoi flop più importanti, quelli che alla fine gli sono costati ruolo e carriera in Microsoft.

Tra i successi vanno sicuramente registrati l’Xbox e Kinect. Introdotta nel 2001 la console per il gioco Xbox è stata immediatamente un prodotto di successo ( 1.5 milioni di unità vendute solo nel primo mese negli USA). Di successo e popolare fu anche l’Xbox 360 ma dopo la sua introduzione nel 2005, le vendite hanno iniziato a calare anno dopo anno. La nuova console, denominata Xbox One, dovrebbe arrivare nell’autunno del 2013.

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Kinect, con la sua interfaccia basata sulle gesture,  ha fatto la sua apparizione nel 2010 ed è stato subito un successo sia tra i possessori di Xbox che ricercatori e imprenditori che hanno deciso di trarre vantaggio dalla sua tecnologia e componente hardware per testare nuove tipologie di software basate su interfaccia touch.

Un fallimento totale è stato invece Zune, l’alternativa di Microsoft all’iPdod di Apple. Disvelaato nel 2006 con adeguata ricchezza di caratteristiche tecniche e musicali, assimilabili a quelle dell’iPod, non fu mai capace di emularne lo stile e di catturare l’interesse dei consumatori. Discontinuato nel 2008. L’insuccesso del prodotto è stato grande ma quanto fatto per svilupparlo è servito per dare forma e sostanza ai prodotti Mobili di Microsoft che lo hanno seguito.

Un altro fallimento è stato il tentativo di lanciare uno smartphone. Con il nome di Kin e due modelli wireless a catalogo, il dispositivo mobile di Microsoft, lanciato nel 2010 ad un prezzo competitivo di 50 e 100 euro rispettivamente, non è mai riuscito a trovare un suo mercato. Il prezzo ha finito per confondere il mercato e Kin ha finito per essere percepito più come un giocattolo per teenager che come telefono cellulare intelligente. Il non essere riuscita a posizionare Kin come smartphone ha convinto Microsoft a ritirare il prodotto dal mercato a soli due mesi dal suo rilascio.

Un susseguirsi di successi e fallimenti è stata anche la storia dei rilasci successivi di Windows. Al disastro causato da Windows Vista (2007) è seguita una versione Windows 7 (2009), l’ultima ad essere focalizzata sul PC e così solida da diventare oggi il vero impedimento alla migrazione a Windows 8 (2012), ultima versione di Windows percepita ancora come immatura e priva di una identità sua propria. La fatica con cui Windows 8 stenta ad affermarsi è sintomatico della difficoltà in cui si trova Microsoft nel perseguire la sua strategia di un unico sistema operativo per piattaforme diverse, smartphone, tablet, laptop e desktop e con due interfacce utente, una standard e una tattile. L’operazione ha richiesto un ridisegno completo del software e questo spiega la sua lenta adozione nelle aziende.

Un altro successo della Microsoft fi Ballmer è stata anche l’introduzione di Bing, il motore di ricerca rilasciato nel 2009 e che si evoluto nel tempo integrando funzioni di ricerca a sfondo sociale. Se l’obiettivo era di superare nelle ricerche in rete il motore di Google, esso è stato fallito. Oggi il motore di Google detiene ancora il 67% di tutte le ricerche del mondo e Bing è fermo al 27.1%.

Nel limbo infine è rimasto Surface he non è riuscito a raggiungere il volume di vendita preventivato e continua a mantenere una posizione di nicchia sul ricco mercato dei tablet, dominato da Apple, Samsung e Google.

Chi verrà dopo Ballmer dovrà ripartire da qui. Non sarà facile, anche perché le annunciate dimissioni di Ballmer potrebbero comportare una perdita di tempo in un momento in cui Microsoft avrebbe bisogno di ridefinire strategie e programmi e di tradurli immediatamente in azioni e iniziative concrete.

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