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HoloLens, per unire mondi reali e virtuali

HoloLens, per unire mondi reali e virtuali

11 Febbraio 2015 Redazione SoloTablet
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Lo sviluppo delle nuove tecnologie sta rivoluzionando il mondo senza che ce ne accorgiamo. Ciò che viene percepita è solo la rivoluzione di supreficie fatta di miliardi di dispositive e oggetti tecnologici. Sfugge ai più quella cognitiva e percettiva, quella legata alla visualizzazione grafica interattiva, alla ipermedialità e multimedialità. HoloLens di Microsoft ne è una testimonianza.

Poco più di un mese fa Microsoft ha rilasciato un’anteprima video del suo nuovo dispositivo HoloLens. Lo ha fatto annunciando l’avvento di una nuova era informatica olografica. Il video dimostra con la sua straordinarietà e efficiacia che lo è. HoloLens ha la capacità di dare forma a realtà aumentate che possono essere percepite come reali per la loro capacità di agire sull’apparato percettivo umano, molto simile a quello della realtà.

L’esperienza che viene proposta al consumatore e utente è semplice. Si tratta di indossare un visore e guardare il mondo che lo circonda e molte altre cose che nella realtà non ci sono. Al resto pensa l’apparato cognitive della persona abituato da sempre a funzionare nei suoi compiti fondamentali di conoscenza e acquisizione di informazioni in modo simbolico-ricostruttivo e in modo percettivo-motorio (citazione da Francesco Antinucci). Grazie al visore un muro bianco del salotto può trasformarsi in uno schermo trasparenti di televisore, quello della camera in un muro di mattoni sbrecciati di un videogame come Minecraft di Microsoft. Ma può capitare anche di visualizzare in 3D sul divano di casa un’amica trasferitasi da poco in America con la quale si desidera intrattenere le solite e usuali piacevoli conversazioni di un tempo.

 

 

Mentre il progetto Google Glass di Google appare sempre più a rischio cancellazione, Microsoft ha annunciato un prodotto che sembra, sulla carta, essere quello che il prodotto di Google avrebbe potuto essere e come tale essere capace di trovare un mercato di riferimento interessato ad una domanda reale. Per un motive semplice. Non se ne sta a disturbare la vision posizionato nell’angolo destro o sinistro di un occhio come i Gogle Glass ma basta indossarlo e la realtà diventa un’altra cosa, una esperienza totale, immersive e molto aumentata.

Una componente essenziale di HoloLens (VIDEO ANTEPRIMA) è il suo legame con il mondo del videogame che non a caso fa parte dell’anteprima video di Microsoft sul prodotto. Tramite il gioco negli anni la realtà virtuale ha avuto modo di fare passi da gigante trasformando la realtà in mondi reali ricostruiti a tre dimensioni, appositamente modellati e animati in tempo reale in modo da far interagire l’utente con la reale sensazione percettiva e motoria dei mondi stessi. Il gioco virtuale ha messo a disposizione dell’utente un valore aggiunto che oggi trova in un prodotto come HoloLens una sua ulteriore evoluzione di grande importanza perchè applicata anche a realtà non di gioco. Da sempre collegata al vidogioco, la realtà virtuale apre nuove frontiere per la mente e offer sulla carta persino nuove e  maggiori possibilità di Oculus Rift (acquistata da Facebook), una soluzione molto orientate al gioco.

In un ambito di gioco entrambi i prodotti trasformano un ambiente di gioco in realtà. Draghi, maghi e personaggi storici o inventati diventano reali, assumono forme tridimensionali e interagiscono con il giocatore come se lo stessero facendo nelle strade di una città o in un parco a tema. Il divertimento è garantito, almeno per coloro che sanno come abbandonarsi alla realtà viruale calandosi in essa senza resistenze razionali o cognitive. HoloLens promette molt di più. Forse non subito ma nel future sì e al di fuori del semplice campo di gioco.

 

 

Le molteplici realtà digitali ricostruite dalla macchina sono nel vidogioco l’unica realtà. Con HoloLens invece queste realtà si mescolano con il mondo reale. L’utente può continuare a giocare ma anche interagire con il mondo al di fuori del gioco. Questo mondo non è quello reale percepibile in senso motorio camminandoci sopra ma quello aumentato fatto di cose che si percepiscono camminandoci dentro. Cose che nella realtà, tolto il visore HoloLens, spariscono, non ci sono più!

La prima conseguenza è che tutto diventa un gioco. Spariscono i confini tra videogame e realtà e tutto viene vissuto attraverso la mediazione tecnologica di un visore che oggi ha le dimensioni attuali di HoloLens ma domani potrebbe essere miniaturizzato e ingegnerizzato dentro due piccolissime e trasparenti lenti a contatto. Una evoluzione per il momento lontana ma già possibile e capace di trasformare la vita reale in un gioco e il gioco in vita reale. Senza distinzione, soprattutto se verrà meno la consapevolezza della differenza tra i due mondi. Con un’aggravante o un beneficio possibile, quello che il mondo della realtà costruita digitalmente prenda il sopravvento sul mondo della realtà fisica.

Quando ciò avverrà chi ama il caldo d’inverno si sposterà in posti esotici nel sud del mondo e viceversa chi ama il freddo, andrà a sciare e a scalare le montagne più belle del mondo ogni sera. Entrambi non avranno bisogno di prendere aerei ma dovranno semplicemente posizionarsi in modo comodo in una poltrona, indossare il visore HoloLens e cominciare nuove avventure. Chissà se per bersi un bicchierino saranno disposti a togliersi il visore o si accontenteranno di un brandy anch’esso virtuale e digitale?

Questa è una evoluzione tecnologica che appare inevitabile. Non tanto per l’evoluzione stessa della tecnologia ma perché i consumatori, gli utenti e gli esseri umani sono evoluti a loro volta in senso tecnologico, cognitivo e percettivo. Stanno già vivendo in mondi misti, reali e virtuali e, in alcuni casi, di realtà aumentata. Molte delle loro nuove esperienze passano attraverso un collegamento stretto, quasi simbiontico, con i loro dispsoitivi mobili, da una disconnessione dalla realtà esterna fatta attraverso cuffie audio che sparano musica a pieno volume in orecchie incapaci di percepire nient’altro e da mappe digitali che hanno sostituito strade e piazze reali.

La cosa positiva di questa evoluzione è la disponibilità di bottoni per la condivisione delle nuove esperienze!

E se un domani anche chi indossa l'HoloLens fosse un non umano?

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