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La nuova forza di Microsoft: Surface e 2-in-1

La nuova forza di Microsoft: Surface e 2-in-1

12 Ottobre 2015 Redazione SoloTablet
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Chi aveva decretato la fine di Micoisoft dovrebbe forse ricredersi e analizzare il mercato considerando con attenzione il successo, limitato ma capace di generare un fayyurato importante, del dispositivo Surface e dei numerosi sistemo ibridi 2-i-1 dei molti partner di Microsoft.

Le aziende che negli anni hanno abbandonato il mercato del personal computer come poco profittevole sono numerose, a partire dal colosso IBM che ha ceduto la sua struttura PC a Lenovo. Oggi i produttori rimasti sul mercato sono pochi e tra questi oltre a Dell, HP, Lenovo, Acer, Toshiba e Acer va inserita la marca della Apple, un brand che da anni viene raccontato come capace di determinare l’avvento dell’era post-PC.

La sparizione di molti marchi dal mercato è legata sicuramente a un mercato che non cresce più, ma soprattutto alla sua scarsa o difficile profittabilità. Il futuro potrebbe vedere altre aziende rinunciare al business del personal computer per cercare nuove strade.

Un problema per la Microsoft e la sua proposizione Windows, tanto diffusa nelle aziende.

Le riorganizzazioni di HP e Lenovo, avvenute nel 2015, indicano che gli scenari sono tutt’altro che definiti e che in futuro le strategie di queste aziende, così come di altri produttori che gravitano intorno al mondo Windows, potrebbero cambiare. Se lo faranno, Microsoft si troverà nella condizione di doversi confrontare con l’aggressività di Apple sul fronte personal computer sempre più da sola, soprattutto ora che Apple ha introdotto una soluzione come l’iPad Pro simile a quella del Surface Pro.

 

 

La novità del mercato 2015 è stata l’aumento dell’offerta di soluzioni 2-in-1.

Nel 2016 le piattaforme di questo tipo in circolazione potrebbero essere quasi cento, un segnale importante di un cambiamento in atto sul mercato e una conferma di una proposizione che sta trovando risposte positive nella domanda di mercato.

E’ come se alla lunga l’idea concettuale e la proposta di Microsoft sulla nuova fase del personal computer sia diventata vincente. A ideare il 2-in.1 è stata Intel ma a trasformarlo in un fenomeno potenzialmente vincente ha contribuito sicuramente il rilascio del Surface e, a seguire, del Surface Pro. Oggi Microsoft produce con il Surface quasi sette miliardi di dollari e con l’ultimo modello potenziato di Surface Pro 4 vedrà crescere ulteriormente fatturato e quote di mercato.

La conferma della bontà e strategia di Microsoft è venuta indirettamente da Apple stessa con l’introduzione di un iPad Pro che può essere assimilato al concetto del 2-in-1. A questa mossa di Apple Microsoft ha reagito con l’introduzione di un nuovo laptop, Surface Book, dalle qualità superiori e capace di segnare nuove vie e evoluzioni future per nuovi personal computer ibridi e convergenti  che vanno oltre il tablet nella sua configurazione e concezione iniziale alla iPad.

Da tutto questo emerge una novità assoluta e forse sorprendente.

Un’azienda come Microsoft, da sempre legata allo sviluppo di software, si sta trasformando in produttore di hardware. Una scelta che ad alcuni osservatori è parsa obbligata e dettata dalla necessità di contrastare l’aggressività di Apple, ora anche sul mercato aziendale, e dall’altra per anticipare l’eventuale abbandono del mercato Windows da parte dei partner tradizionali.

Una scelta che potrebbe anche produrre effetti collaterali negativi mettendo sulla difensiva gli stessi partner di Microsoft ma che, nella nuova strategia di Microsoft, non poteva essere evitata per garantire al meglio il supporto ai numerosi consumatori e clienti che continuano a preferire Windows e il suo ecosistema e che vorrebbero continuare a farlo.

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