Se non fosse per i molti IT manager che hanno costruito le strategie di mobilità delle loro aziende sul Blackberry e i servizi di back-end della RIM, la fine di una stroia sarebbe già arrivata da tempo. Il BlacBerry è stato per anni il simbolo dello smarthone e della produttività in mobilità , un dispositivo intelligente come un computer capace di rendere felici trader e operatori di borsa come anche manager d'azienda e liberi profesisoniti.
L'arrivo dell'iPhone e il successo planetario di Apple ma anche la concorrenza di molti produttori di telefonin economici con Android hanno messo in crisi il successo del BlackBerry portando la RIM nella crisi attuale, da cui sembra non riuscire a trovare una via d'uscita.
Il nuovo numero uno, chiamato a guidare cambiamenti radicali, ha reso pubblica la situazione di caos attuale annunciando l'addio alla società dei padri fondatori, Jim Balsillie e Mike Lazaridis. Lascia anche il chief operating officer Jim Towa, e anche il CIO David Yach. Più che di crisi, tutto ciò sembra uno tzunami destinato a conmplicare ulteriormente una situazione già molto compromessa.
Ed è cos che tornano a circolare voci insistenti di una possibile vendita con candidati all'acquisto Microsoft e Nokia. Queste indiscrezioni hanno fatto aumentare il titolo in borsa del 7%, un titolo che in un anno ha bruciato il 75% del suo valore anche a fronte di un calo del 25% delle vendite. Fallimentare anche l'esito del nuovo modello BlackBerry 7 rimasto che ha causato, per mancate vendite, un buco di quasi 300 milioni di dollari. Fallimentare il Playbook tablet che ora giace invenduto nonostante gli sconti del 50% introdotti.
Per sapere il finale della storia, secondo molti analisti, non ci sarà da attendere molto tempo, per l'infelicità dei milioni di utenti che avevano apprezzato molto funzionalità e servizi del dispositivo della Mora.

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