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Robot tecnologici al servizio dell’utente

Robot tecnologici al servizio dell’utente

12 Marzo 2015 Redazione SoloTablet
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L’innovazione tecnologica non è solo quella Mobile. Il 2015 sarà l’anno delle tecnologie indossabili ma anche dei robot, macchine intelligenti pensate per soddisfare bisogni reali e capaci di sostituire personale umano e velocizzare processi e procedure.

Premessa

La storia della robotica è lunga e disseminate di innovazione e sorprese. Nati negli anni sessanta con l’obiettivo di sostituire gli essere umani in lavori e attività automatizzabili e pericolose, I robot sono stati in seguito impiegati a scopi medici e oggi stanno dibentando degli assistenti personali, capaci di affiancarci, aiutarci nelle nostre attività e intergendo con noi nello stesso modo con cui noi interagiamo con altri esseri umani.

Negli ultimi cinque anni I progressi della robotica è stato impressionante, grazie all’aumento di investimenti e alle strategie di aziende come Google che hanno deciso di puntare sulla robotica come nuove frontier dell’innovazione tecnologica al servizio degli umani, in ambiti diversi che vanno da quello militare a quello domestic e familiare.

L’innovazione continua e l’evoluzione rapida della tecnologia sta portando le nuove machine intelligenti e robot dalle sembianze umanoide sulla scena delle vite quotidiane di tutti. Per capire la rivoluzione in atto e il ruolo che I robot giocheranno nelle nostre vite future è sufficiente informarsi su alcune delle più recenti novità e sull’uso che di esse ne è stato fatto.

Rimane aperta la domanda che molti si pongono sulla destinazione finale della tecnologia robotica e sul destino di quell robot, per ora insostituibile, che è l’esssere umano.

 

Parcheggi robotizzati all'aeroporto di  Dusseldorf

Il primo esempio di tecnologia robotica finalizzata a soddisfare bisogni reali è il sistema tecnologico per il parcheggio delle auto dei passeggeri in partenza all’aeroporto di Dusseldorf. Il sistema è entrato in funzione nel corso del 2014 e permette al viaggiatore di consegnare la sua auto per il parcheggio e correre a prendere il suo volo. L’auto non viene presa in consegna da un operatore ma da un sistema tobotizzato che preleva l’auto e la va a parcheggiare in uno dei 249 posti macchina disposnibili. Avendo memorizzato il posto in cui ha lasciato l’auto, il sistema è poi in grado di riprenderla per consegnarla per tempo al suo proprietario. La consegna è sincronizzata con l’arrivo del volo e gestita attraverso una banca dati con tutte le informazioni necessarie  per far trovare puntualmente l’auto al passeggero senza che debba attendere o perdere tempo.

Disegnato e costruito da Serva dal produttore tedesco Transport System, il sistema Ray (quest oil nome che gli è stato dato) si presenta nella forma di una piattaforma in movimento capace di sollevare e trasporare l’auto che il passeggero ha lasicato in aree predisposte. Al resto ci pensa Ray, calcolando le misure e le dimensioni dell’auto e identificando lo spazio appropriato per il parcheggio e in base alla disponibilità di posti liberi rimasti.

Il vantaggio della soluzione per i gestori di parcheggi sta nella possibilità di ottimizzare lo spazio, con un risparmio fino al 60% degli spazi disponibili.

 

 

Un robot per il servizio in camera

Il robot si chiama SaviOne, è prodotto dalla società Savioke ed è stato costruito e istruito per fare delle consegne agli ospiti di un un hotel con un servizio in camera. Il robot quando viene introdotto in un hotel lo percorre In lungo e in largo mappandone edificio, piani e locali. Quando ha raccolto le informazioni ncessarie, il personale dell’hotel lo programma in modo che possa fornire il suo servizio in camera sapendola rintracciare e raggiungere autonomamente. Per muoversi usa vari sensori, laser e fotocamere. Per comunicare e per prendere gli ascensori, usa connessioni WQi’Fi.

SaviOne è il risultato di una ricerca durata sette mesi che ha permesso di studiare con attenzione I comportamenti degli ospiti di un hotel e del personale ad esso dedicato. Non essendo il primo robot di questo tipo è stato costruito per erogare un servizio base e potere e poi essere aggiornato con l’aggiunta di nuove funzionalità e servizi.

Anche la fase prototipale ha seguito lo stesso approccio con la realizzazione di version diverse di robot capaci di fornire nuove esperienze utente, offrire nuove interface intuitive e divertenti e soddisfare rapidamente I bisogni urgenti del cliente.

Il robot usa un suo sistema operativo di provenienza open source della Open Source Robotics Foundation. E’ alto quasi un metro, pesa 45 chilogrammi, può trasportare oggetti e è disegnato per muoversi come un essere umano.

 

Robot Lowe nei punti vendita dei supermercati

Sempre nel 2014 è stato presentato sul mercato un robot che agisce da assistente personale negli acquisti all’interno di un supermercato. E’ un robot capace di interagire con il cliente e aiutare nel localizzare i prodotti in vendita sugli scaffali. Costruito da un’azienda della Silicon Valley, Lowe, il robot è un prototipo fantascientifico già stato sperimentato all’interno di alcuni punti vendita californiani e non solo.

Il robot aggiunge un ulteriore livello di supporto alla clientela aiutando gli attuali dipendenti a rendere più piacevole l’esperienza di acquisto del cliente fornendogli risposte a semplici domande e  aiutandolo a trovare il prodotto che ha in mente. Il robot dfunziona anche da collettore di informazioni sull’inventario a scaffale e da strumento di comunicazione e interazione con altri dipendenti umani per la condivisione con il consumatore di nuove informazioni.

Il robot è destinato a sostituire personale umano e a trasformare l’esperienza di acquisto dell’utente contribuendo a rendere meno complicato e più divertente l’intero processo di acquisto. A chi è preoccupato per la perdita di posti di lavoro, la spiegazione che viene tende a illustrare come il robot si limiti a sostituire ruoli di scarso valore permettendo al personale umano di concentrare i talenti su attività più complesse e più gratificanti da un punto di vista lavorativo.

Il robot, chiamato per il momento OSHbot, è alto 152 centimetri e pesa quasi 40 chili. Assomiglia a un pilastro ed è dotato di due schermi piatti, uno frontale e il secondo sul retro e di uno scanner 3D che utilizza per identificare il suo interlocutore come umano. Per evitare possibili collisioni utilizza un sensore laser intelligente che gli permette di ‘stare a debite’ distanze dagli umani. E’ in grado di parlare inglese e, essendo nato in California, in spagnolo. Si collega con i sistemi informativi e personale tecnico specializzato ma anche con i colleghi più esperti perché umani per ottenere risposte che per il momento non è ancora in grado di dare.

 

Bar bionici con baristi robot in crociera

Su una delle più grandi navi da crociera della Royal Caribbean sono stati introdotti dei robot intelligenti che operano nella forma di bar bionici per soddisfare i bisogni alcolici dei passeggeri. Sanno mescolare liquori tra di loro e preparare due cocktail gustosi e alcolici al minuto, per un totale di 1000 al giorno, perché così sono stati programmati. Il bar bionico viene precaricato con 30 tipi diversi di bevande alcoliche e 21 tipi diversi di miscelatori per produrre tutte le tipologie di cocktail che un cliente può ordinare attraverso il semplice utilizzo di una APP.

Il  bar è attrezzato con bracci robotizzati che con precisione da laser sono capaci di assemblare bevande su richiesta in modo perfetto e sincronizzato.

 

Robot come agenti marketing nei punti vendità Nestlè

In Giappone alla fine del 2014 è stato introdotto da Nestlè un robot, chiamato Pepper, destinato al customer service nei punti vendita di capsule per macchinette di caffè espresso. Il suo compito è di agire come un barista e di ingaggiare e interagire con il cliente guidandolo attraverso esperienze con prodotti diversi come Nestcafè Gold Blend e caffè Dolce Gusto.

Dotato delle tecnologie più innovative e recenti di riconoscimento vocale, il robot è in grado di illustrare il prodotto, da bravo poliglotta parla in modo naturale come se fosse un barista umano e interagisce con i clienti sulle loro preferenze da amanti del caffè. E’ in grado di riconoscere le emozioni dell’interlocutore leggendo le sue espressioni facciali e analizzaando la voce. La sperimentazione del tobot è partita verso la fine del 2015 ma già nel 2015 dovrebbero essere più di 1000 i negozi dotati di Pepper.

Pepper è stato sviluppato da Aldebran, una società francese che ha prodotto il robot in Taiwan. Alto 120 centimetri Pepper comunica tramite un tablet, ha già sperimentato se stesso in altre esperienze di concumo come i servizi bancari e è percepito come potente strumento marketing e commerciale.

 

Robot assistenti personali per passeggeri in partenza

A introdurre degli assistenti personali Robot a supporto degli utenti è stato l’aeroporto di Indianapolis, il primo negli Stati Uniti a farlo. Il Robot, denominato Double e costruito da Double RoboticBuy Photo,  dispone di una interfaccia utente amichevole ed è programmato per fornire informazioni utili al passeggero, rispondendo alle sue domande, il tutto attraverso un iPad montato su un supporto meccanico che indossa una maglietta a maniche corte.  E’ entrato in funzione a ottobre 2014 creando sorpresa, perplessità ma anche soddisfazione da parte degli utenti in partenza o in arrivo.

Nel giorno della sua introduzione in aeroporto è stato portato nella zona ritiro bagagli. Dopo aver dato il benvenuto ai passeggeri in arrivo, visualizzati sull’iPad di cui è dotato grazie ad una potente fotocamera,  ha chiesto loro se avevano bisogno di informazioni o aiuto. Molti passeggeri hanno pensato che il robot fosse l’ennesima macchina parlante e pensata a scopi marketing o uno strumento di controllo per la sicurezza, fino a quando hanno scoperto che con il robot era anche possibile interagire e che era dotato di una sua intelligenza.

Il robot verrà utilizzato in aree diverse dell’aeroporto per facilitare l’accesso alle informazioni e non obbligare l’utente a cercare gli spazi informativi esistenti gestiti da operatori umani. Il robot è capace di indicare il parcheggio dei taxi o degli autobus e fornire informazioni che spesso possono fare la differenza per passeggeri in ritardo o  di fretta. Inoltre il robot è sempre funzionante, a tutte le ore e per tutti i giorni della settimana.

 

 

Un futuro di robot e di assuefazione

Il successo dei robot è garantito da un'evoluzione tecnologica che sembra senza fine e diventata quasi autonoma. La dimostrazione possono averla tutti coloro che non si rendono conto, quando sono online, se stanno interagendo con un robot o con una persona in carne e ossa, oppure quando comunicano con call center sempre più dominati da automatismi, menu, risponditori e assistenti tecnologici.

Molti utenti reagiscono ancora facendo resistenza ma altrettanti non si rendono conto delle differenze tra macchina e persone, si stanno arrendendo al potere della tecnologia e non si interrogano su un futuro dominato dalle macchine. L’abitudine a interagire con messaggi automatizzati, con voci e risposte preregistrate che fanno tesoro di immensi bacini di conoscenze e di informazioni sembra avere eliminato qualsiasi impulso a pretendere o chiedere una interazione di tipo umano.

Inutile aspettarsi scelte diverse da quella dell’automazione e robotizzazione da parte degli erogatori di servizi. Macchine e robot li aiutano a risparmiare tempo e denaro e, in molti casi, anche a fornire un buon servizio all’utenza. Difficile però ipotizzare rapporti stretti di tipo relazionale produttore-consumatore se l’interlocutore o l’intermediario è una macchina incapace di apparire autentica o di personalizzare il suo comportamento sul profilo dell’utente.

Il robot può rispondere ma non è ancora capace di ingaggiare una conversazione in modo autonomo e senza programmazione umana. Anche molti umani non ne sono capaci ma se lo vogliono o se sono sollecitati a farlo, possono fare ancora oggi la differenza con gli assistenti personali tecnologici e i robot.  Il robot sente ma non è detto che sappia ascoltare. L’ascolto è però la chiave per ogni tipo di relazione e soprattutto per una di lungo termine basata sulla comprensione reciproca, sulla empatia cognitiva e sulla capacità di adattare pensiero, linguaggio e risposte al pensiero dell’interlocutore.

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