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Video on line: quali i dispositivi preferiti

Video on line: quali i dispositivi preferiti

23 Gennaio 2014 Redazione SoloTablet
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Sempre più persone scelgono di guardare video online su più dispositivi, tra cui anche i tablet, con aspettative sempre maggiori in termini di qualità del contenuto e di esperienza generale. Si tratta di una sfida per tutto il settore, dalla scelta della tecnologia utilizzata dai produttori e distributori di contenuto, alla posizione e modalità di inserimento delle pubblicità, fino alle decisioni riguardo a format e capacity planning.

Akamai, azienda leader nell’offerta di servizi cloud per l’erogazione sicura e ottimizzata di contenuti online e applicazioni business, e Streaming Media, specializzata in servizi e formazione dedicati al settore media, hanno presentato il Rapporto sullo Stato dei servizi CDN (Content Delivery Network). Si tratta di uno studio, condotto in Nord America ed Europa, che indaga i trend nelle modalità di consumo di contenuti video in rete condotto mediante interviste a oltre 1000 professionisti del video online. In qualità di esperti, agli intervistati è stato chiesto di evidenziare le preferenze specifiche in relazione ai dispositivi che utilizzano per la visione dei contenuti online e quali sono le sfide che le loro aziende stanno affrontando nella distribuzione di contenuti video online su più dispositivi e su scala globale.

Il 67% degli intervistati preferisce accedere on demand ai propri programmi tv preferiti. Detto questo, quando “costretti” a guardare contenuti “live” (ovvero nel momento in cui vengono messi in onda dai network), il mezzo preferito resta per oltre la metà degli intervistati (56%) ancora la televisione rispetto alla visione online. In Nord America, per guardare i contenuti online nella vita privata, il 25% degli intervistati preferisce i notebook, seguiti dai desktop (22%) e dalla TV (19%). In Europa, per fruire dei contenuti online, il 23% preferisce i tablet seguiti dai desktop (15%) e dagli smartphone (10%).

 

 

“Siamo a un punto di svolta nella storia dei servizi di media delivery”, spiega Timothy Siglin, collaboratore di Streaming Media, che si è occupato della redazione del “Rapporto sullo Stato dei servizi CDN”. “In termini di dispositivi, il mercato è più frammentato che mai: una sfida senza precedenti per i provider di contenuti premium ”.

Il fatto che un numero sempre maggiore di consumatori scelga di guardare contenuti online in streaming rappresenta una sfida importante per i provider di contenuti, dove la qualità e il tempo di caricamento diventano elementi sempre più critici. Circa un terzo degli intervistati, infatti, abbandona un video che non si carica nei primi cinque secondi e il 92% dichiara che la qualità dei contenuti è importante o molto importante per l’esperienza generale di visualizzazione online.

“Sempre più persone scelgono di guardare video online  su più dispositivi con aspettative sempre maggiori in termini di qualità del contenuto e di esperienza generale”, ha aggiunto Neil Cohen, vice presidente Product Marketing di Akamai. “Si tratta di una sfida per tutto il settore, dalla scelta della tecnologia utilizzata dai produttori e distributori di contenuto, alla posizione e modalità di inserimento delle pubblicità, fino alle decisioni riguardo a format e capacity planning”.

A livello macro, gli esperti e i manager che operano nel settore dei media sono preoccupati tanto dal costo dei servizi CDN che dall’esigenza di continuare a garantire l’offerta di contenuti multi-schermo sia ai dispositivi esistenti sia a quelli del futuro.

Secondo il rapporto, alcune particolari funzionalità offerte dalle Content Delivery Network vengono considerate più importanti di altre. Oltre il 26% degli intervistati ha evidenziato ad esempio l’estrema rilevanza di poter offrire i contenuti in modalità multi-schermo/multi-dispositivo. Seguono altre funzionalità quali “capacità di analytics” e tecnologie capaci di regolare il flusso video in base al cambiamento delle condizioni (adaptive bitrate - ABR).

Gielle

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