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Dove sono finite le promesse Wearable?

Dove sono finite le promesse Wearable?

21 Febbraio 2017 Redazione SoloTablet
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Le tecnologie indossabili sembrano essere sparite dal radar dei media e dalle narrazioni della Rete. Nulla di nuovo o di particolare se non fosse che le narrazioni wearable sembravano essere diventate il nuovo hype da cavalcare e seguire. Una previsione sbagliata basata su una percezione superficiale sia dello stato dell'arte delle nuove tecnologie sia delle tendenze di mercato e dei comportamenti dei consumatori.

L'eccitazione che sempre accompagna ogni esperienza con nuovi prodotti tecnologici dovrebbe essere un buon motivo per l'acquisto e per sperimentare anche prodotti tecnologici indossabili. La narrazione corrente per lungo tempo ha raccontato aspettative, fattori sociali, ed esperienze, di consumatori entusiasti per tutto ciò che era etichettabile come Wearable. Una narrazione che ha insistito sulle nuove tecnologie indossabili come potenziale via evolutiva dello smartphone in grado di soddisfare meglio le esigenze di utenti sempre connessi e abitanti di mondi digitali e paralleli ricchi di nuove esperienze aumentate e virtuali.

Il dato di partenza di tutte le narrazioni Wearable era la ricerca continua, da parte del consumatore sempre connesso, di nuove opportunità per migliorare (aumentare) le loro vite fisiche attraverso le novità tecnologiche e digitali come quelle Wearable, ama anche RFID, ecc. tutte legate ad approcci sensoriali nella percezione e interazione con la realtà, sia essa fisica e/o digitale. Operano in questo senso soluzioni come i Google Glass, Oculus, iWatch, FitBit, ecc., prodotti capaci di tracciare con i loro sensori e monitorare aspetti fisici per integrarli dentro ambiti e ambient digitali di Realtà Aumentata, Virtuale o mista.

La realtà della realtà Wearable attuale ha oggi bisogno di nuove narrazioni e di un fine tuning di quelle esistenti, quantomeno per rivedere le previsioni future e ridimensionare le aspettative che sono state superficialmente create.

La realtà di mercato evidenzia un livello di vendite insoddisfacente, persino nella categoria degli smartwatch e nonostante il traino che in questo segmento di mercato ha esercitato l'iWatch di Apple. Se si osserva con attenzione il mercato, si può rapidamente concludere che l'attenzione dei produttori si è spostata verso tecnologie, percepite come più attrattive per consumatori dotati di smartphone sempre più potenti, di Realtà Aumentata e Realtà Virtuale ma anche soluzioni come gli assistenti personali dotati di intelligenza artificiale come Home di Google o Echo di Amazon. Di fronte a questo cambiamento di passo dei produttori, la narrazione dei media si è dovuta anch'essa adeguare, facendo sparire dalle prime pagine le tecnologie indossabili o mettendole semplicemente nell'ombra.

Lo scarso successo commerciale degli Wearable non dipende solo dalla percepita insufficienza delle loro caratteristiche tecnologiche e dall'indefinita destinazione d'uso. Fondamentale è stata l'assenza di reali motivazioni per il loro acquisto, determinata anche dal ruolo che lo smartphone continua a giocare come strumento di personal computing per un numero crescente di persone. Le aziende produttrici non hanno fatto molto per dare forma e alimentare queste motivazioni (compelling reasons to buy) e hanno dovuto prendere atti che, anche nel caso di acquisti, l'uso reale è sempre stato limitato nel tempo. Non è un caso ad esempio che anche l'iWatch dopo tre/quattro settimane finisce in molti casi per essere relegato in un cassetto.

Se si guardasse solo ai risultati commerciali il futuro delle tecnologie indossabili sembrerebbe essersi interrotto. Nella realtà è necessario cambiare punto di osservazione e guardare a queste tecnologie al di là dei semplici prodotti che hanno sperimentato finora il mercato. Ampliando lo sguardo e approfondendo la conoscenza di quanto sta succedendo nei vari mondi della tecnologia diventa possibile capire che il futuro prossimo venturo è abitato da una infinità di tecnologie, indossabili (sensori, fotocamere, interfacce vocali, applicazioni e RFID ad esempio) sempre interconnesse in modalità senza fili e capaci di parlare tra di loro, in grado di determinare nuove forme di computing.

Pensare oggi a questo tipo di scenario può disturbare tutti coloro che non vogliono vedersi trasformati in cyborg umani dotati di protesi tecnologiche. Il futuro però è fatto di prodotti tecnologici e tecnologie sempre più miniaturizzate, integrate, persino incarnate perchè inserite direttamente nel corpo umano o ingerite in forma di capsule. Un futuro nel quale il cyborg potrebbe continuare a apparire umano pur essendo in realtà completamente rivestito di tecnologia invisibile agli occhi umani e completamente personalizzata. Se questa realtà si dovesse avverare, e si avvererà, spariranno probabilmente anche le protesi tecnologiche che oggi, nella forma di smartphone e telefoni cellulari, ci hanno trasformato tutti in tanti Wolverine.

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