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Wearable o non wearable, il dilemma non è poi così rilevante

Wearable o non wearable, il dilemma non è poi così rilevante

17 Agosto 2017 Redazione SoloTablet
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Da due anni molti analisti si sono sprecati nel prevedere l'arrivo dell'anno delle tecnologie indossabili. Come molti sanno, il futuro non è mai prevedibile, al massimo si possono fare su di esso delle osservazioni. Se poi si avverano si celebra l'avere indovinato, se non si avverano si continuerà a proporre al pubblico curioso nuove osservazioni.

La realtà del mercato delle tecnologie indossabili racconta una storia diversa dalle molte previsioni fin qui fatte. Il mercato cresce ma molto lentamente, anche in paesi come quelli anglosassoni con un traino e una potenzialità maggiori.

A frenare il successo di tecnologie che per molti avrebbero marcato una nuova fase evolutiva della tecnologia contemporanea non è la loro scarsa qualità o povertà di funzionalità e applicazioni. E' probabilmente l'assenza di senso a loro associabile dai consumatori o la loro incapacità a comunicarne uno che non sia quello di strumenti generici che tutti possono indossare.

Il consumatore è alla ricerca di prodotti dalle caratteristiche chiare e ben definite, che abbiano uno scopo e una destinazione d'uso facili da comprendere e un set di funzionalità facili da usare e da apprezzare. Senza queste caratteristiche i prodotti tecnologici indossabili finiscono per essere semplici gadget aggiuntivi ad altri dispositivi tecnologici già in uso e, quelli sì, dalle caratteristiche chiare e distinte e con un loro senso specifico in termini di ruolo e utilità.

Anni dopo il loro debutto i cosiddetti wearable sembrano vivere una crisi esistenziale legata alla loro identità e alla conseguente difficoltà a comunicarne e raccontarne una. La crisi tocca tutti i prodotti tecnologici indossabili, compreso quello che più di altri ha suggerito a molti analisti previsioni entusiasmanti e al tempo stesso sbagliate. L'Apple Watch è diventato sicuramente un prodotto modaiolo e come tale ha trovato presto le sue audience paganti e soddisfatte, ma ha anch'esso deluso, nonostante gli ottimi risultati commerciali (Apple è diventato il secondo più grande produttore di orologi), le aspettative del produttore e del mercato. Il prodotto di Apple è anche servito da cartina di tornasole per raccontare un mercato che non esiste ancora. Non a caso anche Apple Watch si appoggia ancora, nella versione attuale, allo smartphone e propone un'infinità di applicazioni e canali di comunicazione simili a quelle già presenti sui dispositivi mobili in circolazione.

Il fatto che le prossime versioni di Apple Watch possano essere liberate dal vincolo dello smartphone non ne garantisce comunque un maggiore successo di mercato, soprattutto se per trarne vantaggio sarà necessario sottoscrivere nuovi e aggiuntivi contratti di servizi telefonici e Internet. Senza contare poi il problema delle batterie e della loro ricarica, su dispositivi che, dotati di modem e connettività Internet, consumeranno tanta energia quanto quella consumata da uno smartphone ma su un device con una batteria infinitamente più piccola.

E' probabile che la destinazione d'uso degli wearable scelta dai produttori punti nella direzione della salute, delle attività fisiche e sportive. Se questo avvenisse sarebbe forse il primo passo per dare agli wearable una loro identità e un senso chiaramente percepibile anche dai consumatori e per trasformarli da oggetti general purpose in strumenti acquistabili e utilizzabili per le loro specificità, caratteristiche e personalità.

 

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