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Italia(ni) viv(a)i raccontandosi storie!
Il buon senso vorrebbe che tutti si dotassero di strumenti critici utili per ascoltare e vedere meglio la realtà delle cose, la loro complessità e interdipendenza, e anche per pensare fuori dai binari del pensiero corrente. La pratica più diffusa è al contrario fondata sulla passiva accettazione del senso comune, una tendenza alimentata dalla paura di essere esclusi, dalla difficoltà effettiva a stare fuori dal coro o di esserne espulsi. Per sentirsi vivi non rimane che raccontarsi storie, felicitarie, consolatorie, furbesche, illusorie, indulgenti verso sé stessi, costruite ad arte per essere accettati e sempre all’interno della narrazione emergente. Ne deriva una schizofrenia crescente, una solitudine diffusa, una infelicità reale e una rabbia crescente. Tante emozioni in ebollizione alla ricerca costante di vie d’uscita per eruzioni liberatorie e libertarie prossime venture.
Si trova in Blog / Tabulario
Viviamo sempre indossando delle lenti (Riccardo Dal Ferro)
Philip K. Dick, il grande scrittore di fantascienza (e filosofo di prim’ordine, aggiungerei), l’ha detto in maniera impeccabile nei suoi romanzi: siamo sempre posseduti da qualcosa che plasma il mondo così come lo vediamo. L’illusione è di possedere il mondo. Le lenti di domani saranno quelle della tecnologia, dell’ibridazione uomo-macchina, del cosiddetto “transumanesimo”? Credo di sì, in misura ampia o ridotta. Il punto fondamentale è: agiremo per trovare alla base di questo cambiamento (di queste “lenti”) i fondamenti etici, sociali e filosofici che ci permetteranno di procedere senza farci troppo male?
Si trova in Blog / Filosofia e tecnologia
Rimanere umani al tempo delle intelligenze artificiali
Cosa c’entrano Leopardi, Goethe, Kant, Pascal e Spinoza con la tecnologia e l’era digitale? Lo ha spiegato molto bene Francesco Varanini nel suo ultimo libro. “Le cinque leggi bronzee dell’era digitale. E perché conviene trasgredirle”. Un libro per persone curiose e (tecno)consapevoli, che usano il pensiero critico per comprendere la complessità delle tante realtà parallele nelle quali si è liquefatta la realtà fattuale odierna, che amano la lettura come strumento di conoscenza e si interrogano sul ruolo che la tecnologia ha assunto nelle loro vite, come individui, gruppi e comunità La tecnologia ha cambiato il mondo e si prepara a dominarlo. Noi però possiamo cercare di continuare a rimanere esseri umani. Il come è ben raccontato nel libro di Varanini.
Si trova in Tecnobibliografia / Recensioni (120+)
Una gestione più consapevole, prudente e oculata delle tecniche è quantomai urgente, imprescindibile.
Se l’esperienza umana, come è piuttosto evidente, è tecnologicamente mediata, l’impiego della tecnica è a sua volta connotato culturalmente e storicamente. Sicché la questione relativa all’agire tecnico non può essere adeguatamente affrontata e regolata se non facendo anche riferimento ai quadri etici, normativi, epistemici entro cui le attività e le tecnologie si inscrivono e acquisiscono senso. Occorre riflettere su quale sia la visione del mondo soggiacente alle odierne pratiche scientifiche, tecnologiche, sociali e domandarsi se questa sia la migliore possibile per rispondere efficacemente alle problematiche odierne.
Si trova in Blog / Filosofia e tecnologia
Ogni tecnologia esercita una certa forma di ipnosi e di torpore ...( Stefano Petruccioli)
Due sono gli errori che spesso si compiono quando si parla di tecnologie e didattica: primo, pensare che l’insegnamento possa ancora essere inteso come mera trasmissione di conoscenze, passaggio di contenuti, quando invece la rivoluzione digitale impone un ripensamento dell’impianto didattico della scuola; secondo, pensare che un semplice cambiamento di mezzi e strumenti materiali assunti nella scuola comporti necessariamente un’innovazione didattica.
Si trova in Blog / Filosofia e tecnologia
Corruzione e Nuovo Umanesimo (Vittorio Alberti)
Oggi c'è urgente bisogno di un nuovo umanesimo, a partire soprattutto dalle implicazioni del potere della tecnica: implicazioni di mentalità, cultura, produzione, rapporti sociali e quindi anche politici. Una intervista con il filosofo Vittorio Alberti.
Si trova in Blog / Filosofia e tecnologia
🐞🐞 Adamo, Eva e paradisi terrestri digitali
Che vita avremmo fatto se Eva non avesse dato ascolto al serpente e Adamo avesse rifiutato la mela? Cosa si sarebbero perso i nostri progenitori se non avessero scoperto di essere nudi? Nel paradiso terrestre tutto era perfettamente organizzato, adeguato, positivo, protetto da ogni negatività e male. Perché abbandonarlo? Perché lasciarsi tentare? Nel farlo hanno dato origine al gioco dell’esistenza, al cammino della coscienza e all’espressione creativa della dissidenza. In una parola hanno cominciato ad esistere.
Si trova in Blog / Tabulario
Tecnica ed economia guidano il mondo, etica e politica, quando possono, seguono appresso.
La tecnica e la tecnologia non sono neutrali perché essere creano un mondo con determinate caratteristiche che incidono profondamente sul nostro essere-nel-mondo, cioè sul nostro modo di pensare e agire, quindi sulle nostre credenze, abitudini, stili di vita, sul modo di divertirci, di procreare e di soffrire. Per questo motivo Severino sosteneva che oggi la tecnica da mezzo è diventato un fine; e non perché la tecnica si proponga un fine o degli scopi per l’umanità ma perché tutti i fini e gli scopi cui gli uomini aspirano non si possono raggiungere se non attraverso la mediazione della tecnica.
Si trova in Blog / Filosofia e tecnologia
I filosofi devono affiancare ed aiutare i giovani a liberarsi dell’universo luccicante delle merci.
Sul piano del potere, si continuano a utilizzare termini propri della modernità come ‘cittadini, ‘opinione pubblica’, ‘intellettuali’, ma sono contenitori che esprimono ormai concetti diversi da quelli originari. Lo sviluppo dell’industrializzazione e della mondializzazione economica, la prevalenza del potere extra-nazionale e l’alleanza tra scienza, tecnica ed economia fanno sì che gli individui si sentano impotenti rispetto a decisioni che vengono prese altrove e cerchino il senso della propria vita nello spazio personale (il cibo, il ballo etc..) Il controllo sociale viene realizzato non attraverso la coartazione, ma attraverso la seduzione attuata dal mercato dei media.
Si trova in Blog / Filosofia e tecnologia
Usiamo i mezzi programmati da qualcun altro. Solo una élite è in grado di trarne reali vantaggi!
Penso che i social network facciano ormai parte della nostra vita e che, soprattutto, rispondano a un bisogno impellente di tutti noi. Rispolverando la vecchia e cara piramide di Maslow è possibile sottolineare che, tolti i bisogni fisiologici e di sicurezza, tutti gli altri bisogni - socialità, autostima e autorealizzazione – possono essere soddisfatti dai social. Basti pensare ai selfie che si fanno per ricevere like (autostima), ai video che si caricano su YouTube (auto-realizzazione), ai gruppi di WhatsApp (socialità) e via dicendo.
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