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Facebook espande il controllo al suo esterno: per ora solo negli USA
Negli Stati Uniti, Facebook ha deciso di allargare a breve la sua sfera d'azione all'esterno del suo mondo per tracciare cosa i suoi utenti fanno anche su altri siti della rete e applicazioni. L'obiettivo è semplice quanto chiaro. Avere profili sempre aggiornati e vivini alla reltà in modo da vendere informazioni marketing aggiornate per segmentare meglio il mercato e personalizzare ancor meglio le proposte.
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Google ci concede il diritto alla cancellazione, e la privacy?
La corte europea è riuscita a obbligare Google a introdurre il diritto ad essere dimenticati in rete. E la privacy, che viene violata quotidianamente senza più potersi difendere? Non è possibile che la consideriamo una battaglia perduta
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Alcune cose che ogni utente della rete dovrebbe conoscere. Per proteggersi!
Google non è più un motore di ricerca e non è mai neutrale. Personalizza le ricerche, fra un po’ le anticiperà ma ci rende soddisfatti perché asseconda le nostre idee, i nostri interessi e i nostri bisogni. Lo fa come Facebook, Twitter e altri social network, disponendo, usando e vendendo informazioni e dati. Tutto finisce nel Big Data al servizio di entità sconosciute note come Data Broker.
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Facebook può manipolare le emozioni e ce lo racconta anche!
Con una iniziativa che ha coinvolto 700 mila utenti (almeno le loro rappresentazioni online) Facebook ha condotto un esperimento psicologico sulle emozioni umane manifestate nella realtà virtuale e sociale della Rete. Un esperimento di manipolazione che indica, a chi vuole prestare attenzione, i rischi derivanti dal potere delle nuove tecnologie digitali. Non ci sono solo benefici e vantaggi ma anche possibilità e potenzialità che suggeriscono alcune riflessioni approfondite e maggiore attenzione.
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Invisibilità come obiettivo
Le aziende che spendono milioni di euro per essere visibili online sono numerose, ma l’invisibilità online sta diventando una tendenza forte che coinvolge milioni di utenti della rete. Anonimato come tentative estremo per difendersi da spam, invasione della privacy, troppa pubblicità, surplus informativo, ecc.
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Identità digitali e sicurezza futura
L’aumento del malware e il furto di identità digitali sta diventando un problema reale, percepito e vissuto da molti con preoccupazione e timore. Scegliere l’anonimato in rete non è la soluzione adeguata o sufficiente. Si guarda alla tecnologia nella speranza che possa fornire soluzioni future ottimali.
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Facebook luogo di amicizie e ricatti. Come nella vita reale?
Il mondo della Rete sta attraversando una fase di mutazione. Le macchine all'opera online sono sempre più intelligenti e pervasive. Chi le conosce e le sa usare per motivi criminali è sempre più bravo e capace a piegarle ai propri bisogni e a nuovi obiettivi. Ad esempio ricatti sessuali legati a situazioni create online.
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Dentro la spirale del silenzio dei media sociali
La spirale del silenzio denota la tendenza delle persone a non parlare con amici, familiari e conoscenti di cose o eventi su cui si condividono gli stessi punti di vista. Questa tendenza non è stata eliminta neppure dalla diffusione di media sociali nati appositamente con lo scopo di facilitare la conversazione e la condivisione di punti di vista, anche da parte di persone non abituate a farlo e con punti di vista minoritari.
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Come sta la mia privacy online? Persa per sempre!
A pensarla così è una significativa maggioranza di americani che ritengono di avere ormai perso il controllo sulle proprie informazioni personali. Sapendo che i loro dati sono catturati da società e entità varie, cresce la loro preoccupazione e arrabbiatura.
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La privacy come opzione di scelte sempre rinviate per pigrizia
La maggior parte dei dispositivi tecnologici intelligenti si prendono cura dei dati degli utenti, condividendoli e usandoli per finalità non sempre consentite o approvate. Lo fanno perché hanno addossato all’utente la decisione di fare una scelta sulla privacy, contando sulla sua pigrizia.
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