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Marketing in un’era digitale governata dalle leggi non scritte di Google
Molte persone che entrano in un bar alla moda, da un nuovo parrucchiere, in un centro commerciale appena aperto, in un centro del giardinaggio o in un negozio alternativo e stravagante sotto casa, lo fanno per averli scoperti online. Più che la strada o la vetrina l’informazione passa dalla ‘vetrinizzazione’ creata dalla Rete e attraverso il ricorso ai motori di ricerca, più di tutti quello di Google. E’ così che si muove l’80% dei consumatori (dati Google) ed è così che vengono influenzate le loro scelte e i loro processi decisionali di acquisto fin dal momento zero, quello della ricerca di informazioni.
Si trova in APP / Novità APP
Big Data e pubblicità, un connubio che spiega molte cose
Numerosi libri e studi si sono focalizzati negli ultimi anni sul ruolo che i produttori tecnologici protagonisti della rivoluzione digitale stanno giocando nella ridefinizione dell'economia capitalistica globale. Un ruolo costruito attraverso potenti piattaforme tecnologiche che stanno modificando il nostro vivere sociale ma anche lo Stato Sociale, la politica e i diritti. Uno dei diritti a rischio è oggi quello della privacy e della riservatezza personale. Lo è a causa di poteni tecnologie che con i loro algoritmi sono in grado di raccogliere, registrare, archiviare e analizzare miliardi di dati in modo da poterne trarre vantaggio commerciali ed economici.
Si trova in Tecnobibliografia
Pubblicità online e APPlicazioni Mobile
La pubblicità online tradizionale non funziona più, lo dicono le numerose fonti e oggi anche le numerose sperimentazioni alternative fatte con le APP Mobile. La pervasività dei dispositivi mobili sta cambiando molti scenari, compreso quello della pubblicità. Banner, pop-up, pubblicità in forma di narrazione di prodotto, ecc. non funzionano più. Oggi prevalgono messaggi promozionali nella forma di novelle, video-giochi, vignette, selfie e altre attività che offrono e favoriscono l’interazione con le narrazioni della Marca e dei suoi marchi.
Si trova in Tecnologia e Impresa / Ambiti di applicazione e Strategie
Impero Facebook e voglia di indipendenza e libertà!
Al massimo della sua espansione ogni impero deve fronteggiare la voglia di libertà e di indipendenza dei suoi sottomessi. L’esempio migliore è quello dell’India che pur avendo tratto grandi vantaggi dalla colonizzazione inglese decise di lottare per recuperare la sua autonomia e indipendenza. E se il fenomeno riguardasse anche gli imperi digitali e globali costruiti dai protagonisti della scena tecnologica?
Si trova in Tecnologia e Impresa / Ambiti di applicazione e Strategie
Quando i numeri e la furbizia sono dalla parte degli hacker
La notizia racconta di un gruppo di hacker russi capaci di guadagnare fino a cinque milioni di dollari al giorno con pubblicità false online. I numeri sono le risorse messe in campo per portare a termine la truffa. La furbizia è quella che manca ai molti operatori onesti e trasparenti della Rete che servirebbe al contrario a imbrogliare i motori di ricerca e gli algoritmi.
Si trova in Tecnologia e Impresa / Sicurezza Mobile
Quale futuro per la pubblicità online
Si parla molto dell’importanza dell’esperienza utente nella sua relazione con la tecnologia, molto meno del disturbo che a questa esperienza arrecano pubblicità e promozioni indesiderate. Gli utenti possono attivare sistemi di blocco previsti nei singoli browser ma il vero problema sta nell’invadenza e intrusione costante e furbesca di iniziative pubblicitarie che finiscono per privare di valore e rendere insoddisfacenti molte delle esperienze online degli utenti.
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Pubblicità online sempre più invadente e inutile
La retorica della narrazione marketing e commerciale vede il consumatore al centro di ogni strategia aziendale e attore delle proprie scelte. Nella realtà il povero consumatore è la cavia giornaliera di tentativi subdoli e continui di pubblicità e promozioni online, finalizzati a far spendere e acquistare di più.
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Commercio elettronico e regali di Natale
L’ISTAT ha da poco comunicato che il Natale 2015 sarà più ricco. In giro c’è maggiore ottimismo e la spesa pro-capite potrebbe essere di 160 euro. Produttori, negozianti, inserzionisti sono tutti alla ricerca di soluzioni o approcci per raggiungere i loro potenziali clienti. La soluzione è di farlo con approcci integrati per permettere l’utilizzo di dispositivi eterogenei e diversi.
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Era ora: Google ha deciso di penalizzare la pubblicità interstiziale
La fuga dei consumatori e degli utenti dalle pagine web con pubblicità interstiziali ha finalmente convinto Google a intervenire modificando i suoi algoritmi di ranking dei siti online. In un recente annuncio Google ha comunicato di voler punire tutti i siti mobii che fanno uso di questo tipo di pubblicità pop-up a partire da gennaio 2017.
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Stalking Marketing e pubblicità interstiziale
Qualsiasi attività di stalking è odiosa, insopportabile e illegale. Lo dice anche il Garante per la privacy anche se poi nessuno sembra prestargli attenzione. Nessuno, neppure il Garante, mette in discussione la legittimità di promuovere beni e servizi usando tutti gli strumenti, anche tecnologici, disponibili per individuare il cliente potenziale nel segmento di mercato giusto e nel momento più adeguato per catturarne l’attenzione. Ciò che è in discussione è l’arroganza di chi sembra avere acquisito un diritto eterno di martellare il cliente perduto o il cliente potenziale con chiamate continue, fastidiose e, appunto, martellanti.
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