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La solitudine del social networker e nuove conversazioni umane
La realtà è fatta di selfie e di profili inanimati, oggetti molto virtuali capaci di allontanarci da legami autentici, con noi stessi e con gli altri e di produrre grande solitudine. Google e Facebook sono spazi perfetti per sperimentare la nostra pigrizia e ricerca di comodità. Questa è la condizione umana dell’era digitale fornita da Sherry Turkle nel suo nuovo libro Reclaiming Conversation
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Un altro social network è possibile: più lento, più caldo, convenzionale e rituale...
Senza parlare di social networking o di Facebook, l'etnologo francese Marc Augè ha fornito nel suo ultimo libro alcuni interessanti spunti di riflessione sugli spazi tecnologici che attualmente catturano l'attenzione e il tempo di un numero crescente di persone. Nel suo libro lo scrittore esplora il mondo del bistrot francese con tutti i suoi attori. Il luogo è visto da Augè come il regno delle relazioni di superficie, quelle in cui il gesto dello scambio importa assai più di ciò che lo motiva, ma anche come un luogo straripante di vita, ricco di emozioni, di scambi e di relazioni.
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Voliere e acquari di Facebook per uccellini e pesciolini in gabbia!
Mentre Facebook continua a espandere il suo Muro delle Facce e a mietere successi economici e d’immagine, cresce la riflessione critica sul suo ruolo nella società e nelle vite di tutti i giorni delle persone. Facebook, come altri social network, sta rubando desideri e immaginazione a coloro che lo abitano regalando loro automatismi, scorciatoie, strumenti e riti finalizzati alla produzione di gratificazioni, eccitazioni, piaceri e felicità.
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Nostalgia della blogosfera
I tempi andati sono sempre i migliori, si stemperano nel ricordo che li rende preferibili al presente. E' così anche per chi ha vissuto l'epoca solare della blogosfera e ha abitato quella parte di Rete fatta di migliaia di persone convinte che Internet fosse lo spazio ideale per costruire e proporre nuove idee e nuove utopie. Oggi che la blogosfera è diventata un'Atlantide della Rete, l'impressione è che Internet stia morendo e che nessuno sia in grado di far qualcosa per fermarne l'agonia.
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In principio era la relazione!
Per instaurare nuove relazioni sociali i bonobo, i primati che più di altri sono imparentati con la specie umana, condividono il cibo che hanno a disposizione. Lo fanno in particolare con gli estranei con l'obiettivo di instaurare nuove relazioni sociali, estendere la loto rete sociale e allargare la loro cerchia di amicizie. Gli umani del terzo millennio vanno su Facebook, forse per fare la stessa cosa ma non necessariamente con la stessa motivazione ed afficiacia.
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Vai a pesca per evitare di farti pescare online
Non tutti sono pescatori ma tutti possono essere pescati, soprattutto se hanno scelto di avere una vita online frequentando le piattaforme digitali che la caratterizzano.
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Da Homo sapiens a Homo Sapiens Digitalis
Condivido volentieri il mio intervento al convegno SIPNEI del 3 febbraio 2018 sull'era digitale. Un convegno che è stato un'occasione di incontro per una maggiore consapevolezza critica utile a far luce sulla complessità del fenomeno tecnologico ed incentivare una riflessione costruttiva. In questo incontro io ho portato il mio contributo che ora condivido qui con chi segue SoloTablet.
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L'illusione di navigare in Rete
Chi ha sperimentato la navigazione di Internet alla sua nascita, l'entusiasmo che la caratterizzava e le piacevoli scoperte che faceva, oggi rischia di ritrovarsi frustrato, insoddisfatto e anche un pò arrabbiato. La curiosità che spinge alla navigazione può essere rimasta la stessa ma l'esperienza che se ne fa è ingannatrice e insoddisfacente. Sempre che si voglia vedere le cose come stanno e capire meglio i meccanismi della Rete.
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Linkedin e i lavoretti della gig economy
Frequentando Linkedin si ha a volte la sensazione di vivere nell'iperspazio, ossia uno spazio diverso da quello che solitamente conosciamo. Una piattaforma tecnologica nata per facilitare il lavoro ai cacciatori di teste è oggi diventata palestra di vetrinizzazione sociale delle professionalità e delle abilità individuali, ma anche dei molti ego nascosti nelle pieghe delle personalità multiple che caratterizzano ogni persona iscritta (le pieghe emergono nei post e negli articoli usati per movimentare i profili digitali online e la home page condivisa dalle reti di contatti personali). Fuori dall'iperspazio c'è la realtà, ben diversa da quella dello storytelling a cui tutti partecipano online.
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La realtà come un videogioco
Ciò che spesso colpisce frequentando Linkedin è la lontananza dalla realtà vissuta. Una realtà che, non a caso, molti definiscono di merda ma che online diventa pulita come lo è l’acqua riciclata e resa trasparente da un eccessivo uso di cloro.
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