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👩‍🚒️👩‍🚒️ Il giorno seguente non morì nessuno
Chiusi in casa, in tanti a leggere proprio non ci riescono, compresi molti lettori forti. Altri riscoprono la lettura.
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👩‍🚒️👩‍🚒️ Il Decamerone al tempo del Coronavirus
Molti hanno suggerito i libri da leggere, nel tempo libero regalatoci dal Coronavirus.
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Emergenza Coronavirus: serve collaborazione e cooperazione
Segnaliamo la traduzione dell’intervista rilasciata dallo storico israeliano Yuval Noah Harari alla CNN sull’emergenza globale dovuta al Covid-19.
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🙆🏽‍♂️ Recinti aperti 3: tempo di adolescenza
Nell’attimo sospeso i movimenti languono.
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🌗🌘🌑🌒 Babele Coronavirus
Tutti in attesa della fase due del contagio, stanchi di stare in casa e di attendere non ci resta che riflettere sulla confusione nella comunicazione, su come si è trattati come cittadini e persone e su cosa succederà quando la pandemia si sarà ridotta a semplice epidemia o influenza. Il rischio è che all'Italia tutta rimanga pur sempre la febbre alta...e gli italiani dovranno ricorrere a nuovi e più potenti respiratori!
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Restare a casa, e dopo?
Segnaliamo a chi ha ancora voglia di leggere di Coronavirus, un articolo pubblicato da Remo Bassetti sul suo Wrog dal titolo: Restare a casa? Da soli? E dopo?
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👩‍🚒️👩‍🚒️ Stare a casa non è sufficiente
Forse, finalmente, gli italiani, anche i più stupidi, hanno compreso la serietà della situazione e che il Coronavirus non è un’influenza come le altre.
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Abbiamo bisogno di trovare un senso
Segnaliamo un articolo di Annamaria Testa, esperta di comunicazione, pubblicato su Internazionale dal titolo: Cinque punti per trovare un senso
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Educazione a distanza nella fascia da 0-6 anni
Il Coronavirus ha evidenziato il ritardo tecnologico di cui soffre ancora l'Italia, soprattutto nella pubblica amministrazione. Con università, scuole e asili chiusi, l'Italia ha scoperto quanto sia importante poter sfruttare le potenzialità della tecnologia per una educazione a distanza che coinvolga e tenga impegnati universitari e studenti durante il loro forzato stare a casa. A essi molti hanno aggiunto anche i bambini, frequentatori di asili e in una fascia di età tra 0-6 anni. Una scelta che sottolinea un altro ritardo con cui l'Italia convive con la tecnologia. Un ritardo in termini di riflessione, analisi, consapevolezza e responsabilità sugli effetti della tecnologia e sul rapporto che ci lega a essa, come esseri umani, soprattutto quando il legame coinvolge i più piccoli. L'educazione a distanza per i bambini obbliga a riflessioni altre, più approfondite, meno scontate, non uniformate a quelle che interessano educazione e apprendimento per ragazzi più grandi. Su questo argomento gli psicologi Alessandro Bianchi e Emilia Genta dell'Istituto di Psicologia Funzionale di Firenze, hanno redatto un documento contenente alcune linee guida per l'educazione a distanza nella fascia 0-6, che qui pubblichiamo. Rivolto a istituzioni, dirigenti e operatori di asili nido, genitori, psicologi ed educatori. Merita un'attenta lettura. Per la eventuale divulgazione o approfondimento contattare gli autori del documento. Il testo è stato inviato a enti istituzionali e realtà territoriali. Il testo è protetto da COPYRIGHT. Può essere letto ma non copiato, stampato o condiviso. Rivolgersi agli autori per qualunque tipo di utilizzo.
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Il conto da pagare e chi lo pagherà
In un'intervista a Huffpost, la scrittrice e attivista no-global Naomi Klein, sostiene che l'austerità che seguirà il tempo del Coronavirus presenetrà un conto salato da pagare. Un conto che all'autrice ricorda quanto avvenuto nel 2008 quando a pagare di più fu la gente comune. Il tanto tempo a disposizione dovrebbe servire a prepararsi alla mobilitazione con in testa l'idea che un altro mondo e un altro modello economico siano possibili.
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