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Tablet a scuola, cosa fanno gli altri
Mentre la scuola italiana stenta a comprendere ruolo e importanza delle nuove tecnologie, altre nazioni investono. E’ il caso del Brasile che ha deciso di acquistare e distribuire 500.000 tablet ai suoi insegnanti a partire da inizio anno 2014.
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Previsioni 2014: un iPad/tablet gigante come banco di scuola
E se il tablet si allargasse fino a diventare una specie di banco scolastico multimediale, interattivo e trasportabile? Sembra fantascienza ma non lo è. I primi prototipi potrebbero già vedere la luce nel 2014 e dare vita a sperimentazioni concrete nelle classi scolastiche straniere e forse anche italiane. Il primo tablet 'mostro' potrebbe essere l'iPad gigante, di cui molte indiscrezioni parlano. Il nuovo modello di iPad dovrebbe avere un display da 12.9 pollici ed essere finalizzato a scopi educazionali e scolastici.
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Apple espande la sua proposta educativa all'Europa
Apple ha annunciato la disponibilità dei suoi contenuti educativi, fino disponibili sono negli Stati Uniti, anche per i paesi latino amricani. per l'Ruropa e per i paesi asiatici.
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Una scuola per cittadini digitali del futuro
I nativi digitali che frequentano la scuola dimostrano una dimestichezza crescente nell’uso delle nuove tecnologie ma anche un deficit elevato nel saperle usare in modo più intelligente. Colpa loro? Non proprio! Le responsabilità maggiori sono quelle di genitori disposti a soddisfare tutte le richieste tecnologiche senza fornire alcun tipo di supporto e affiancamento suggerire come usarle. Responsabile è anche la scuola……
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Per faticare meno, copio e incollo! Così evito di leggere e scrivere...
Nativi digitali e immigrati digitali pari sono, almeno nella pratica diffusa del copia e incolla che poco spazio lascia alla lettura e alla scrittura. Divorati dall'urgenza e dalla rapidità, studenti e insegnanti, docenti e discenti, sono diventati maestri di un'arte che ha semplificato il lavoro dello scrivere ma anche ridotto le capacità mentali di elaborazione e di memorizzazione e la profondità mentale. Almeno così pensano i ciritici del copia e incolla! Provate a chiedere ad uno studente e avrete risposte molto diverse.
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Scuola e tecnologia: le opinioni degli insegnanti a confronto.
Mentre va in onda e online la comunicazione mediatica sulla riforma della scuola renziana, la scuola italiana si trova a confrontarsi con mancanza di fondi, arretratezza tecnologica, disorganizzazione e insofferenza crescente del corpo docente. Uno dei temi di fondo è la trasformazione della scuola in senso tecnologico. Una innovazione necessaria ma che ha difficoltà ad affermarsi per mancanza di strategie, di risorse e anche per l'avversione/indifferenza di molti insegnanti.
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Scuola e tecnologia, cosa pensano gli insegnanti [1]
La tecnologia va bene ma non deve invadere gli spazi che sono e devono rimanere "umani". Insegnare in una scuola tecnologicamente attrezzata non implica necessariamente un rinnovamento della didattica perché, ancora, non tutti i docenti sono disponibili al cambiamento o hanno le competenze richieste; inoltre, ogni azione didattica che preveda l'uso delle ICT è necessario sia supportata da una struttura progettuale che stabilisca obiettivi, tempi e modalità ben definite che rispettino la naturale evoluzione del processo di crescita dei ragazzi ed i ritmi di apprendimento.
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Serve un approccio pragmatico e utilitaristico. Scuola e tecnologia, parlano gli insegnanti [2].
Alla seconda intervista sul tema scuola e tecnologia SoloTablet ha incontrato Giuseppe Corsaro, Insegnante di Lettere alla Secondaria di primo grado: "Gli insegnanti che usano il digitale sono pochi e fra questi ancor meno sono coloro che lo usano in classe per l’attività didattica. E’ necessaria una rivisitazione del ruolo del docente. Non si può introdurre la tecnologia per continuare a fare didattica alla vecchia maniera o esclusivamente per la produttività personale del docente o per gli aspetti amministrativo-burocratici. "
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La tecnologia fa parte della quotidianità degli studenti. Scuola e tecnologia, parlano gli insegnanti [3].
Dalla terza intervista con gli inseganti su scuola e tecnologia, emergono le difficoltà di una scuola italiana alle prese con mancanza di risorse e problemi organizzativi e infrastrutturali. Secondo Maria Cristina Cristini servirebbero soldi ma soprattutto soldi ben spesi.
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Usare la tecnologia ma con cautela. Scuola e tecnologia, parlano gli insegnanti [4].
Dare voce agli insegnanti permette di scoprire quanto ricca di esperienza e disponibilità sia la scuola italiana. Ad essere carenti sono i mezzi e a mancare sono le risorse e la capacità di visione di chi la scuola dovrebbe gestire a livello politico e strategico. La nostra quarta intervista condotta con Marina Prete, insegnante di inglese di una scuola primaria a Carbonara, evidenzia la grande apertura alle novità e le difficoltà con cui gli insegnanti devono confrontarsi ogni giorno. Per la tecnologia in classe ad esempio servirebbe maggiore formazione.
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