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Lo sapevi che l'AI non riguarda più il nostro futuro?
Siamo affiancati, circondati, accuditi da badanti artificiali, invisibili ed efficienti, che si ritengono intelligenti solo perchè sono capaci di apprendere. Sono costruiti con tecnologie di intelligenza artificiale, capacità di machine learning e dotati di funzionalità molteplici utili all'interazione uomo-macchina. Non sono più strumenti futuribili e non ci raccontano più il futuro ma il presente. Tanto sono pervasivi, diffusi, percepiti come indispensabili anche se assolutamente trasparenti e invisibili.
Si trova in Blog / Lo sapevi che
Perché il futuro non ha bisogno di noi - Bill Joy
BIBLIOTECA TECNOLOGICA - Con i suoi scritti, il suo lavoro ma soprattutto le sue scelte Bill Joy, fondatore e anima scientifica di SUN Microsystem, è stato uno dei primi informatici statunitensi a mettere in guardia verso i potenziali abusi, effetti indesiderati e incidenti legati alle nuove tecnologie (non solo informatiche ma genetiche, tobotiche, nanotecnologiche, ecc.) w alla loro capacità di apprendere e autoreplicarsi. Inseguiti dall'idea di progresso tipica della fase attuale del capitalismo dimentichiamo quanto la specie umana, a causa della sua azione volontaria, sia diventata pericolosa per l'intero sistema ecologico. Queste riflessioni condivise nel lontano anno 2000 continuano a avere una urgente attualità, per tutti coloro che vogliano riflettere criticamente, con responsbilità e Tecnoconsapevolezza sul ruolo della tecnologia nell'era attuale.
Si trova in Tecnobibliografia / Tecnocritica / Fondamenti
E VENNE IL CIGNO NERO: affrontare l’imprevedibile alimentando l’empatia
L’imprevedibilità, ciò che si presenta estraneo a qualsiasi supposizione e previsione, è la condizione più prevedibile che c’è! Lo so: forse sto esagerando, ma ciò che quotidianamente sperimentiamo è l’instabilità della realtà; una realtà nella quale i cambiamenti sono veloci e la conoscenza appare essere sempre un passo indietro all’esperienza.
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Tempi moderni: vivere alla fine dei tempi
Brevi riflessioni a partire da un articolo intervista pubblicato su la Repubblica. Ad essere intervistata una filosofa, Myriam Revault d'Allones che ha pubblicato in Francia un libro (La crise sans fin) nel quale si interroga sulla crisi che stiamo vivendo come un sintomo di qualcosa d'altro. Un qualcosa che tocca il nostro modo di vivere completamente immersi nel presente e che ha eliminato il passato (cultura e tradizione) e sta rendendo impossibile ( nella percezione collettiva) il futuro.
Si trova in Blog / Tabulario
Il senso del futuro
Il coronavirus, arrivato imprevedibile e inaspettato, non ci ha portato dentro un labirinto ma aperto una nuova possibilità, quella di scegliere la direzione da prendere per un futuro diverso. L'unico forse capace di interrompere il deragliamento al quale stiamo lavorando da tempo. Dopo anni nei quali ci siamo mossi su un binario che credevamo senza alternativa, ora scopriamo di avere una scelta e che il presente continuo, nel quale ci siamo volontariamente imprigionati, non era la soluzione ideale. Il coronavirus ci ha obbligati a fermarci, riflettere e ora ci da la possibilità di fare una scelta. Anche se forse è già tardi. Su questo e molto altro segnaliamo una riflesisone del filosofo Umberto Galimberti. Con il suo pensiero spiazzante, ruvido e chiaro parla a tutti coloro che vogliono intendere e, dopo avere inteso, agire. Il testo è stato pubblicato su GQ Italia.
Si trova in Tecnobibliografia
Fra 100 anni, la gentilezza che sarà
Se fosse disponibile una hit parade delle domande più pronunciate nel mondo, forse la regina sarebbe il “come stai?”. Come stai, due parole capaci di divenire “jazzisticamente” saluto, domanda, vascello che collega un “io” ad un “tu”, manifestazione di interesse, “metodo” per arrivare rapidamente alla sostanza di una conversazione e tanto altro. Si apre qui il mio “cinema interiore”, quella pellicola di immagini, parole, sensazioni che prendono vita dentro di me ogni volta che mi viene posta questa domanda.
Si trova in Blog / Io abito la possibilità
Praga, Venezia e Everest, il turistificio che avanza!
Abituati a consumare contenuti digitali, a cedere alla bulimia da acquisti online e ad accettare passivamente di essere trattati come merce, non ci rendiamo conto che stiamo consumando anche ciò che di più bello abbiamo intorno a noi. Paesaggi, città d’arte, montagne, mare e natura. Tutto trasformato in merce da consumare e in un unico grande turistificio.
Si trova in Blog / Tabulario
Tecnologia e opinioni diffuse
La tecnologia è diventata così pervasiva da permettere a tutti di avere accesso a quantità di dati e di informazioni così grandi da superare la nostra stessa capacità di analizzarle, capirle e utilizzarle. Grazie a Google Search e a Wikipedia tutti sono diventati esperti pur senza esserlo, trasformati in tuttologi grazie alle numerose biblioteche digitali online sempre accessibile e consultabili. Tutti sono anche diventati tecno-opinionisti e tecno-ideologi, dimenticandosi di essere dotati di un campo visivo limitato, quello delimitato dal sistema di pensiero prevalente.
Si trova in Blog / Tabulario
2017: previsioni e aspettative
Il futuro non è mai prevedibile ma non sta neppure di fronte a noi come un semplice contenitore vuoto. Non contiene sempre minacce e neppure la realizzazione di promesse in grado di soddisfare le nostre aspettative. Può essere riempito di cose concrete ma solo se siamo capaci di limitarci a guardare con attenzione a quello che sta già succedendo, nel presente reale nel quale siamo immersi e con il quale non è detto abbiamo acquisito dimestichezza e profondità sufficiente a regalarci la consapevolezza necessaria a fare le giuste previsioni.
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Technology vs. Humanity: The coming clash between man and machine
BIBLIOTECA TECNOLOGICA - In fase di rilascio il nuovo libro del futurista Gerd Leonhard dal titolo "Technology vs. Humanity: The coming clash between man and machine", pubblicato da Fast Future Publishing. Argomento del libro è la capacità dell'uomo di rimanere in controllo della propria realtà mentre si confronta con tecnologie sempre più invasive e capaci di controllare a loro volta le vite degli esseri umani, così come i loro corpi e a tendere anche le loro menti e cervelli.
Si trova in Tecnobibliografia / In lingua inglese