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La sicurezza nel 2020
L'informatica è sempre stata sicura, affidabile, immutabile. Oggi l'unico importante elemento invariato è il rischio. Gli incidenti informatici continuano a verificarsi, si trovano nuove vulnerabilità nel software e sono richieste patch da applicare con puntualità, ma la velocità di cambiamento nei criteri di sicurezza è aumentata a tal punto che i processi adottati finora non sono più sufficienti. Allo stesso tempo, le implementazioni di cloud e i container aumentano il dinamismo in base alla richiesta di applicazioni e servizi collegati. Come adattare quindi la sicurezza nel 2020, per rimanere al passo con le innovazioni?
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Sicurezza digitale: segreti e bugie
Il titolo fa riferimento a un libro di Bruce Schneier scritto anni fa e pubblicato da Wiley & Sons Inc. Dopo tre anni dalla pubblicazione nulla sembra cambiato. La cybercriminalità e gli attacchi cybercriminali sono gli stessi, solo più numerosi. Non sono cambiati neppure gli obiettivi e i rischi, seppure aumentati in quantità e ampiezza. Uguali sono anche gli strumenti di difesa disponibili, molti dei quali si rivelano inefficaci e inadeguati. Il problema della sicurezza non è svanito, non è diminuito ma anzi si è ingigantito. Principalmente perché a essere diventati più efficienti ed efficaci sono stati gli strumenti cybercriminali, diventati più potenti, più agguerriti e virulenti, più pericolosi perché utilizzabili da un numero crescente di entità criminali. Non è un caso che le frodi siano aumentate, i furti di identità siano diventati epidemici, il furto di credenziali di carte di credito è diventato una costante e le perdite finanziarie sono in aumento. Il problema è la crescente complessità del mondo digitale. Un tema di cui però pochi sembrano veramente prendere in considerazione.
Si trova in Tecnologia e Impresa / GDPR, Privacy e Sicurezza
Facebook e la nostra privacy
Continuare a insistere sulla necessità di prestare attenzione alla propria privacy online è battaglia persa in partenza. Quasi tutti sembrano ignorarne l’importanza e gli effetti. La privacy è morta e nessuno sembra più disposto a riportarla in vita. Eppure, se si conoscesse realmente come i nostri dati vengono raccolti e usati, qualcuno potrebbe ricredersi e rivalutarla o persino tornare a difenderla.
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Consumatori e pubblicità personalizzata
Cosa pensano i consumatori della personalizzazione che caratterizza ormai quasi tutta la pubblicità online ma è anche alla base delle logiche che alimentano gli algoritmi dei motori di ricerca come quelli di Google o Amazon?
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La privacy torna di moda!
A tentare di rilanciare il tema della privacy è stato recentemente Mark Zuckerberg dichiarando che il futuro sta nel privato. Poi ci ha pensato anche il numero uno di Microsoft con l’affermazione che la privacy è un diritto umano. Qualcosa di simile lo sostiene anche Tim Cook di Apple. Cosa sta succedendo?
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Potenza dei dati e loro abuso
Un surplus informatico di dati e Informazioni può servire a migliorare la vita sociale e politica ma anche diventare strumento di potere e controllo sociale.
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Facebook: le regole non bastano!
Negli ultimi anni Facebook è andato fuori strada. I tentativi recenti di imporre regole, restrizioni e implementare nuovi algoritmi per il controllo dei contenuti non sembrano essere sufficienti. Il social network continua a raccogliere una infinità di contenuti violenti, offensivi e volgari ma soprattutto è diventato strumento potente di lotta politica e diffusione di false notizie create ad arte per alimentarla.
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Siti porno e riservatezza dei dati personali
Dopo quanto si è scritto sulle aziende tecnologiche e la loro fame bulimica di dati, nessuno può pensare di non essere stato informato. Dati e informazioni sono petrolio nero, risorsa sempre più inesauribile e usata per scopi non sempre trasparenti e quasi mai con l’autorizzazione informata di chi questi dati li produce. Ciò vale a maggior ragione per piattaforme digitali, già predisposte al rischio come i siti porno o di sesso online. Con una differenza importante. I dati condivisi su questo tipo di siti sono molto ma molto sensibili, più che oro nero, diamanti!
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Senso d'urgenza e ritardo culturale collettivo
Non sorprende davvero che la piena applicabilità del GDPR in Italia abbia creato una notevole confusione negli operatori del settore, unita alle loro (più che legittime) ansie per il draconiano regime sanzionatorio previsto dal regolamento europeo. E nemmeno sorprende che in una situazione così caotica siano potuti spuntare dal nulla esperti di privacy diciamo ‘improvvisati’!
Si trova in Tecnologia e Impresa / GDPR, Privacy e Sicurezza
Apple rilascia un sito web dedicato alla Privacy
L’obiettivo del recente annuncio di Apple è dimostrare la completa conformità alle norme europee sul GDPR ma soprattutto la coerenza dell’impegno assunto sulla privacy degli utenti.
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