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Crittografia
La crittografia è la branca della crittologia che tratta delle "scritture nascoste", ovvero dei metodi per rendere un messaggio "offuscato" in modo da non essere comprensibile/intelligibile a persone non autorizzate a leggerlo. (Wikipedia)
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Chi sono gli adulti tecnovigili?
PILLOLE DI TECNOLOGIA - Tecnovigili sono genitori e adulti consapevoli dell'inutilità dei metodi autoritari nell'educazione dei loro figli. Sono adulti interessati ad accrescere conoscenza tecnologica e consapevolezza per relazionarsi meglio ai ragazzi. Sono tecnovigili nati o diventati tali per poter continuare a capire e dialogare con i loro ragazzi tecnorapidi, sempre connessi e impegnati in qualche forma di interazione tecnologica. Sono alla ricerca della fiducia dei loro ragazzi, per poter mantenere aperto un dialogo e una comunicazione costante, di tipo bidirezionale. Per diventare interlocutori credibili ed efficaci hanno bisogno di parlare sempre in modo franco e aperto, di essere sempre aggiornati sulle novità tecnologiche e sui relativi effetti positivi e negativi, e di saper predisporre un piano di azioni condivisibile e accettabile anche dai ragazzi.
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Ego surfing - cosa dice di me Internet?
PILLOLE DI TECNOLOGIA - Tutti più o meno avranno usato frequentemente Internet per scoprire informazioni, segreti e notizie su persone note e sconosciute, amici, fidanzate o fidanzati e su personaggi pubblici. Tutti hanno sicuramente usato la Rete per verificare le tracce lasciate, il profilo personale percepito o semplicemente per cercare le informazioni che il Web ha registrato nel tempo e oggi sono disponibili a tutti i naviganti della Rete.
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Chi sono i tecnoannoiati?
PILLOLE DI TECNOLOGIA - In un'epoca caratterizzata e resa elettrica dalle continue novità tecnologiche, parlare di noia può sembrare un'esagerazione. Eppure i tecnoannoiati esistono e continuano a crescere. Anche in luoghi insospettabili come Facebook che vede più della meta della sua popolazione giovanile dichiararsi annoiata della sua esperienza social (la popolazione di Facebook continua a crescere ma quanto alta è la percentuale di coloro che smettono di usarlo?). La noia porta all'abbandono, anche sulla spinta dei comportamenti degli amici che decidono di lasciare Facebook alla ricerca di nuove forme di intrattenimento e di divertimento, se possibile fuori dalla rete. Le soluzioni alternative ci sono (WhatsApp?) ma rischiano a loro volta di stancare e produrre altra noia.
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Chi sono i nativi digitali tecnorapidi?
PILLOLE DI TECNOLOGIA - Come nativi digitali i tecnorapidi sono persone giovani (Generazione Y, Z, Millennial, ecc.) cresciute a diretto contatto da sempre con le tecnologie digitali (Internet, computer, videogiochi, dispositivi e applicazioni mobili, realtà virtuale, media sociali e social network). Sono stati a contatto con questa realtà tecnologica da quando sono nati, acquisendo nel tempo nuove abilità mentali, cognitive e adottando nuovi comportamenti e nuove abitudini.
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Quanti sono i tecnostupidi?
PILLOLE DI TECNOLOGIA - La tecnostupidità può essere un risultato degli effetti negativi della tecnologia ma tecnostupidi spesso semplicemente lo 'si è', nei comportamenti e nel modo di interagire passivamente con la tecnologia, permettendole di esercitare il potere attuale e lasciandole imporre modelli di sviluppo e le sue idee di progresso. Lo si è anche quando ci si lascia passivamente dominare dal richiamo di smartphone e tablet dimostrando scarsa intelligenza nel vivere, comunicare e relazionarsi con gli altri e dando ragione a quanti sostengono che i nuovi dispositivi tecnologici ci stanno rendendo stupidi. Non tutti i consumatori e gli utenti sono stupidi, i tecnostupidi si!
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Chi sono i tecnomaleducati?
PILLOLE DI TECNOLOGIA - Tecnoidioti che uniscono la loro passiva sottomissione alla tecnologia con una propensione personale alla mancanza di rispetto e all'inciviltà. Facilmente riconoscibili e noti a tutti come incivili digitali, sono prevalentemente nativi digitali delle nuove generazioni ma contano numerosi rappresentanti anche tra gli immigrati digitali. Questi ultimi sono spesso incoscienti della maleducazione insita nei loro comportamenti, gli altri semplicemente menefreghisti degli effetti collaterali e indesiderati delle loro azioni.
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Come difendere la propria privacy
PILLOLE DI TECNOLOGIA CRITICA - Difendere la propria privacy online è diventata una missione impossibile. Lo è per l'azione mirata e intenzionale dei produttori delle principali piattaforme tecnlogiche nella raccolta di dati e informazioni per riempire i loro Big Data e alimentare i loro potenti sistemi di analisi. Lo è per l'abilità crescente e sempre più organizzata di cybercriminali attrezzati per violare le protezioni più potenti o di aggirarle con tecniche di ingegneria sociale e software sempre più intelligenti. Se la difesa è impossibile non rimane che adottare semplici tecniche di autodifesa e tali da rendere difficile il furto di dati e di informazioni.
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Sintomi da dipendenza tecnologica
PILLOLE DI TECNOLOGIA CRITICA - Le molteplici dipendenze patologiche tradizionali si sono oggi arricchite di nuove forme di dipendenza come il comportamento compulsivo all’acquisto di beni di consumo, il gioco d’azzardo online, le slot machine, le mode, l’esercizio fisico portato all’eccesso e la dipendenza tecnologica. La dipendenza da tecnologia è associata solitamente a Internet e oggi anche ai social network come Facebook con i loro spazi sociali e relazionali che sono andati sostituendo quelli della realtà fisica. E’ una dipendenza intesa come dipendenza patologica di tipo comportamentale e che manifesta l’emergere di un disturbo psichiatrico.
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La rivoluzione del Big Data ed effetti collaterali
PILLOLE DI TECNOLOGIA - Il Big Data è una rivoluzione che sta trasformando il nostro modo di vivere ma che a tendere può minacciare la nostra stessa libertà e minare alle basi le nostre democrazie. La minaccia non è il Big Data in sè e i dati in esso contenuti ma l'uso che ne viene fatto per potenziare e sostituire sistemi di raccolta dati, di analisi e di valutazione automatizzati. Oggi molti di questi sistemi sono ancora appannaggio della discrezionalità umana, domani potrebbero essere governati e usati da nuovi intermediari dei dati sempre meno attenti alla privacy e alla riservatezza delle informazioni.
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