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"Non basta guardare, occorre guardare con occhi che vogliono vedere"
Introdurre il digitale a scuola significa iniziare un percorso che necessita senso critico e capacità di discernimento .Introdurre il digitale a scuola non significa soltanto permettere l'uso del tablet o dello smartphone in classe. Ci sono molti modi in cui il digitale può essere utilizzato nell'ambito della Pubblica Istruzione, eppure abbiamo ancora a che fare con scartoffie e iter burocratici demotivanti, dovuti non solo alle imposizioni che vengono dall'alto.
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#labuonascuola non aiuta a ripensare il modo con cui si impara
Le tecnologie hanno cambiato il modo di comunicare ma anche di leggere, scrivere, comprendere e trasmettere informazioni, idee, concetti e conoscenze. Il cambiamento è avvenuto lentamente ma con un’accelerazione recente che crea inquietudine, euforia, vertigine e perdita di orizzonti. Nella scuola il cambiamento interessa il ruolo dell’insegnante, la didattica e soprattutto l’apprendimento.
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#Labuonascuola: una legge che non serve a ripensare la formazione
Tutta l’attenzione della riforma della scuola di Renzi è centrata sul troppo potere assegnato ai presidi, sui sussidi alle scuole private e sulle assunzioni dei precari. Scarsa è l’attenzione sul tema principale: come ripensare la formazione nell’era digitale e tecnologica. Una disattenzione voluta, una incapacità politica, una narrazione mediatica incompleta o un problema generazionale e di conoscenza?
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A Bollate inizio anno scolastico con il tablet
Una disponibilità limitata che non potrà soddisfare il desiderio di ognuno dei 6000 studenti di Bollate. Cento classi a tempo pieno potranno però disporre ognuna di un tablet. Un investimento da 30000 euro ha permesso l'introduzione del tablet in tre Istituti Comprensivi bollatesi. A partire dal primo giorno di scuola.
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A Gorno in Val Seriana a scuola con il tablet
Anche a Gorno da un anno alcuni bambini fortunati vanno a scuola con il tablet. Una scuola portata di un touch e soprattutto disponibili a nuove sperimentazioni didattiche e di apprendimento.
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A scuola con il tablet? Chi paga?
Il tablet a scuola sembrava essere lo slogan governativo per l'inizio anno 2012. La realtà, come spesso accade, si rivela più complessa e diversa dal racconto che ne viene fatto. La rivoluzione tecnologica a scuola di cui tanto si parla non sembra tanto vicina e dovrà essere rinviata ancora una volta. Mancano le risorse, i fondi, i soldi.....
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A scuola con uno Snappet - per apprendere e comprendere di più e meglio
Approdata anche in Italia la Fondazione Snappet si prefigge lo scopo di aiutare le scuole, gli insegnanti, gli alunni e le loro Famiglie a migliorare la qualità dell’istruzione. L'obiettivo è di facilitare l’apprendimento scolastico, fornendo un servizio che integra tablet computer e contenuti attraverso una piattaforma di sviluppo e di controllo gestita dagli insegnanti. Ne abbiamo parlato con Elena Parisatti, RM di zona Friuli e Veneto e formatore esperto nelle Nuove Tecnologie.
Si trova in Focus Italia / I protagonisti si raccontano
Aakash, un caso di studio da cui trarre insegnamento
Il racconto della storia del tablet Aakash, noto per essere il tablet più economico sul mercato, merita sempre una lettura e di essere riproposto sulla rete come perfetto caso di studio da cui trarre utili insegnamenti sull'uso sociale della tecnologia. Un caso di studio anche di buona Politica da cui i politici locali potrebbero trarre utili idee per vincere il digital divide nelle scuole.
Si trova in Tecnologia e Impresa / Ambiti di applicazione e Strategie
All'istituto Pacle di Milano, il tablet si usa come mezzo, non come obiettivo.
SoloTablet intervista la Professoressa Renata Anelli dell’Isituto Pacle A. Manzoni con l’obiettivo di farle raccontare la sperimentazione dei tablet in classe giunta al suo secondo anno di vita. L’Istituto Pacle è una scuola secondaria di secondo grado che si rivolge a ragazze e ragazzi dai 14 a 18 anni in possesso del diploma di primo grado che proseguono gli studi con un indirizzo linguistico in ambito aziendale. L’istituto rilascia un Diploma a indirizzo Linguistico della Comunicazione Aziendale e dispone di due laboratori di informatica, un laboratorio linguistico, collegamento internet a banda larga e antenna satellitare.
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Analfabetismo da tablet in classe
L’analfabetismo di ritorno è terminologia nota e usata per descrivere un fenomeno che vede gli individui perdere nel tempo le competenze assimilate durante percorsi di apprendimento che hanno permesso di acquisire le conoscenze necessarie alla scrittura e alla lettura. L’Italia, come altri paesi del mondo, soffre di analfabetismo di ritorno ma a preoccupare di più è una nuova forma di analfabetismo, quella derivata dall’uso di strumenti tecnologici come smartphone e tablet.
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