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A Bollate inizio anno scolastico con il tablet
Una disponibilità limitata che non potrà soddisfare il desiderio di ognuno dei 6000 studenti di Bollate. Cento classi a tempo pieno potranno però disporre ognuna di un tablet. Un investimento da 30000 euro ha permesso l'introduzione del tablet in tre Istituti Comprensivi bollatesi. A partire dal primo giorno di scuola.
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Attenzione alla sostituzione integrale dei testi e alla superficialità del sapere [24]
Le voci degli insegnanti raccolte da SoloTablet insistono sulla necessità dell'innovazione scolastica ma evidenziano anche spunti di riflessione non banali come quelli sottolineati da Luca Giancarli nell'intervista che pubblichiamo. Argomento sicuramente provocatorio per molti di coloro che operano all'interno della scuola è la scarsa propensione dei docenti a rinunciare alla didattica tradizionale o a metterla in discussione, perchè non sembrano in grado di cogliere le prospettive di crescita e di arricchimento legate alle nuove tecnologie.
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Buone pratiche frutto esclusivamente della passione, della creatività e dell’impegno di singoli docenti [6]
Se si vuole una scuola moderna e aggiornata bisogna essere pronti a mettere in discussione i paradigmi utilizzati finora, per preparare ragazzi ai quali la società richiede competenze molto diverse rispetto al passato e che bombarda sempre più i giovani con una quantità incredibile di stimolanti informazioni digitali. Ma niente paura, questo non vuol dire rinnegare tutto ciò che si è fatto sinora, semmai significa arricchirlo. Alla sesta intervista SoloTablet ha incontrato Roberta Martino.
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Favorevole alle tecnologie, anche se possono essere strumenti di distrazione di massa [8]
Lo ha raccontato a SoloTablet Giuseppe Mazzarella: "Occorre fare in modo che l’avvento delle nuove tecnologie non ci contagi con l’ozio cognitivo e l’uniformità di pensiero, facendo sparire quello che ogni docente cerca di ottenere nel proprio discente: il pensiero critico!"
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I computer in classe sono inutili, se non addirittura dannosi! Scuola e tecnologia [7]
Non tutti sono a favore della scuola digitale, alcuni coraggiosi lo dicono a voce alta. E' il caso o Giuseppe Albano, intervistato da SoloTablet: "Non faccio previsioni, pena il rischio di facile pessimismo, ma credo che se la Scuola, come Agenzia Educativa primaria, non si assume l’onere di provvedere ad una corretta azione educativa in tal senso, in grado di contrastare il fenomeno diffuso della dipendenza digitale delle nuove generazioni, in futuro ci sarà poco da scherzare."
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Inascolatati prima della legge sulla scuola, gli insegnanti devono continuare a fare proposte
Nel corso del 2015 Solotablet ha intervistato 25 insegnanti. Obiettivo dell'iniziativa era di favorire lo scambio di idee tra insegnanti e scuole sulla scuola digitale e sulle nuove tecnologie viste come strumenti didattici e di apprendimento. Lo scopo era di favorire maggiore visibilità alle idee, agli insegnanti e alla scuola in un momento di cambiamenti e incipienti rivoluzioni. Grazie a queste interviste il portale si è arrichito di idee e conoscenze e chi lo visita di sollecitazioni e suggestioni utili a riflettere sulla scuola e il suo mondo.
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Inizio anno 2014, come riconnettersi con i propri studenti
Le domande sono semplici e sempre le stesse. Quali sono i collegamenti, le connessioni, le interazioni e le relazioni tra insegnanti e studenti? Quanti sono i docenti in grado di comunicare in modo efficace con i loro studenti? Quali strumenti usano?
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Innovare la didattica si può!
Innovative Design dei processi educativi scolastici è un progetto di ricerca-azione di interesse nazionale per formare gli insegnanti e costruire collaborativamente un nuovo metodo didattico attivo. Esso è stato ideato da ANP e realizzato con il contributo di Fondazione Telecom Italia in tre anni di lavoro sistematico con un gruppo di 100 docenti di ogni ordine e grado, provenienti da tutta l'Italia, e poi diffuso per la prova dei fatti mediante un Contest nazionale che ha coinvolto ulteriori docenti di tutta Italia.
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L’insegnante 2.0
Le necessità formative evolvono continuamente e le attività formative si arricchiscono sempre più grazie ai tanti strumenti nuovi e tecnologici a disposizione. Agli insegnanti si chiede di formare i nuovi cittadini di domani, capaci di entrare con successo nel mondo del lavoro e di rimanerci grazie all’acquisizione di competenze disciplinari, trasversali e relazionali adeguate. Si parla di educare al successo e di meritocrazia, ma non bisogna mai perdere di vista il fatto che la scuola è una comunità di scambio e di crescita continua dove, in primis, si formano persone.
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L’insegnante si limita a dare dei consigli di lettura, il vero insegnante diventa il libro di testo adottato [25]
Le nuove tecnologie vanno usate quando permettono un reale potenziamento dell’attività didattica, non per moda o per esibizione. LIM, tablet ed altri strumenti vanno utilizzati in questo senso; non devono essere utilizzati nei casi in cui le metodologie tradizionali si dimostrano ancora al momento più efficienti. A sostenerlo è il Prof. Leonardi Fratini, intervistato da SoloTablet. Una intervista interessante, si parla poco di tecnologia e molto di didattica.
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