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La filosofia è ricerca della verità.
Viviamo di racconti e miti, i quali ci aiutano a leggere e a comprendere il reale. Non possiamo vivere senza queste storie. Internet e le nuove tecnologie ci spingeranno a sviluppare nuove narrazioni che ci permetteranno di continuare a leggere la realtà che ci circonda; in ciò non faremo che proseguire nella nostra avventura di interpretazione del reale, che non può fare a meno di essere mitica.
Si trova in Blog / Filosofia e tecnologia
La realtà non esiste o forse è diventata oscura
Il proliferare di false notizie, di cinguettii senza legami con la realtà fattuale, di notizie inventate, di teorie dei complotti e la viralità che accompagna tutti questi fenomeni sta agendo con effetti dirompenti su tutti gli ambiti di vita: personale e sociale, privato e pubblico, culturale e politico. Se ne parla molto e in modo trasversale perché gli effetti prodotti dalle nuove tecnologie e dall’uso che ne viene fatto, soprattutto in politica (Brexit, Trump, Salvini, Bolsonaro, ecc.), stanno evidenziando rischi e pericoli reali che rendono urgente una riflessine critica, non più rinviabile nel tempo.
Si trova in Blog / Tabulario
La riflessione sulla tecnologia sembra fermarsi alla superficie
Ricordo che un mio professore di Italiano, al liceo classico, sosteneva che il participio passato di “riflettere”, anche nell’accezione di “pensare”, dovesse essere “riflesso”. Al di là delle considerazioni linguistiche, c’è una grande domanda filosofica nascosta in questa coniugazione che sembra così incongrua all’orecchio: cosa facciamo, esattamente, quando riflettiamo? Elaboriamo un pensiero originale e ponderato (“ho riflettuto”) o ci limitiamo ad essere specchio di ciò che ci circonda, in un movimento superficiale e acritico (“ho riflesso”)?
Si trova in Blog / Filosofia e tecnologia
La rivoluzione tecnologica è sotterranea, continua, invisibile, intelligente ( Laura Bonaguro)
La cultura è appiattita dal business, dalla miriade di prodotti non necessari, dalla supremazia degli oggetti rispetto i servizi. La consapevolezza diffusa dell’utilizzo della tecnologia avverrà solo dopo l’accettazione di modelli e stili di vita virtuosi. Finché resteremo ancorati a uno sterile e deviato concetto di nuovo, a una finta idea di miglioramento, produrremo unicamente spazzatura.
Si trova in Blog / Filosofia e tecnologia
La scelta migliore è quella di fare un passo indietro ( Mario Farinella )
Il vero schiavo della caverna delle illusioni di Platone non è colui che poi si ribella, il vero schiavo è colui che non si ribella e protegge il suo carceriere. Viviamo all’interno di una caverna chiamata Facebook, dei social, di Internet, credendo di essere cittadini del mondo. Gli individui hanno smesso di pensare, hanno unificato i propri comportamenti , come robot compiono gesti e movenze in cerca di approvazioni.
Si trova in Blog / Filosofia e tecnologia
La tecnica è da sempre una forma di mediazione col mondo, con tutte le sue contraddizioni e biforcazioni.
Lo smartphone è il dispositivo più biopolitico dell’era contemporanea ed è la principale componente di un universo di oggetti connessi in vertiginoso aumento. Siamo sempre infatti sempre più immersi nel mondo dell’internet degli oggetti una Bioipermedia, un insieme di bios/biopolitica e ipermedia, uan delle attuali dimensioni della mediazione tecnologica.
Si trova in Blog / Filosofia e tecnologia
La tecno-obesità della quarta rivoluzione industriale
Scrive il professore Lelio Demichelis che la pervasività tecnologica (tecnologia da ogni parte e APP per ogni situazione) ha portato alla tecno-obesità, una propensione alla bulimia da gadget tecnologico e social network capace di produrre effetti collaterali e conseguenze negative delle quali non siamo neppure consapevoli. Con le sue innovazioni affascinantecnologica ti, incessanti e desiderabili e interconnettività della Rete (tutti doverosamente connessi) abbiamo finito per sottostare alla volotà di potenza della tecnologia condividendone i suoi disvalori. Nel frattempo cadiamo vittime di surplus informativi e cognitivi che ci stanno saturando la mente e il corpo.
Si trova in Tecnobibliografia
La tecnofobia non si addice al vero filosofo (Tommaso Ariemma)
Le tecnologie del nostro tempo ci stanno mostrando un desiderio di partecipazione e di condivisione che porterà forse a una trasformazione della democrazia per come adesso la conosciamo. Sotto gli occhi di tutti è inoltre la trasformazione degli apprendimenti e dei rapporti interpersonali, soprattutto nei più giovani. In futuro, negli adulti del domani, cambierà probabilmente la nostra capacità di incontrare gli altri e quindi di trasformare il modo. Che sia in bene o in male questo spetta a noi deciderlo.
Si trova in Blog / Filosofia e tecnologia
La tecnologia affascina. Più affascinante è la questione del nostro destino (Marco Salucci)
L’abuso di qualunque tecnologia diventa dannoso. Chiaramente un incidente d’auto a 100 km/h avrà conseguenze più gravi che a 30 km/h. L’introduzione di ogni nuova tecnologia ha sempre suscitato profezie di sventure, da parte di alcuni: anni fa si discuteva della questione della dipendenza dalla televisione, oggi di quella da cellulare. Intendo dire: discussioni simili esistevano già prima della diffusione dei dispositivi informatici. Immaginiamo un musicofilo che stia sempre chiuso nel suo studio ad ascoltare melodrammi: lo stimolo culturale a cui si espone sarà certamente migliore di quello accessibile compulsando ossessivamente un telefono cellulare ma i suoi rapporti umani e il rapporto con la realtà saranno comunque patologici. Alla fine abbiamo due problemi non uno: quello delle relazioni umane surrogate e quello dei contenuti. E il problema del mezzo viene dopo questi.
Si trova in Blog / Filosofia e tecnologia
La tecnologia ci rende più fragili poiché aumenta l’indice di vulnerabilità dell’essere umano (Roberto Marchesini)
La tecnologia non è mai stata neutrale. La tecnica aumenta il nostro bisogno di natura non lo diminuisce, la tecnica aumenta la nostra coniugazione al mondo non la diminuisce, la tecnica aumenta le nostre responsabilità verso il mondo non aumenta il nostro potere e non ci esonera dalle nostre responsabilità. Allora qui non si tratta di essere pro o contro la tecnica, di vedere la tecnica come il grande male o come la grande salvezza, ma di capire esattamente cos’è la tecnica, capire che la tecnica non è qualcosa che va al di là della natura, ma è nella natura, capire che non esiste una dicotomia tra naturale e artificiale, perché tutto quello che avviene sulla terra è naturale ed è naturculturale, cioè è allo stesso tempo naturale e culturale. Un'intervista con l'etologo Roberto Marchesini.
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