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Ormai siamo noi le protesi dei vari dispositivi tecnologici che usiamo
La tecnologia, la tecnica, non è mai stata neutrale, chiunque ne parli in termini di neutralità mi suscita subito dei sospetti: o è in malafede o sta sottostimando il fenomeno. Scontata la considerazione che ogni tecnologia può essere utilizzata bene o male, quello che va tenuto sempre presente è che tutto quanto potenzia, affina, velocizza, allarga, intensifica, i nostri sensi, o le nostre capacità, non può che influenzarci, per questo la tecnologia determina dei mutamenti che spesso sono imprevedibili anche per gli esercizi di critica più intensi o per le riflessione più sottili.
Si trova in Blog / Filosofia e tecnologia
Per accorgersi di aver indossato delle lenti per vedere il mondo bisogna indossarne... delle altre (Vincenzo Cuomo)
Sulla base delle tendenze in atto - e a patto che si plachino (e non sarà facile) le diffuse reattività fondamentaliste e populiste oggi all’ordine del giorno – un possibile (e auspicabile) scenario può essere quello della “co-esistenza” tra umani, animali, piante, macchine secondo quel che da un po’ di anni si chiama “ontologia orientata sugli oggetti”, vale a dire una concezione della realtà non più antropo-centrata ma aperta, senza pregiudizi gerarchici, ad ogni dimensione del reale.
Si trova in Blog / Filosofia e tecnologia
Per un 2018 tecnologicamente consapevole
Finite le celebrazioni e completato il giro di auguri e felicitazioni per l'anno nuovo si può riflettere meglio sull'anno appena iniziato. La riflessione può portare a ribadire e focalizzare alcuni proponimenti ai quali dedicarsi durante l'intero percorso annuale che porterà immancabilmente a un altro anno nuovo, a nuovi auguri e a nuovi programmi. Un proponimento, che tutti potrebbero fare proprio nel 2018, è di riflettere sulla relazione con la tecnologia e sui suoi effetti. Un proponimento che faccio anche mio, evidenziando alcune ragioni e motivazioni che lo sosterranno durante l'anno.
Si trova in Blog / Tabulario
Perdere tempo su internet
Perdere tempo su Internet è il titolo di un libro di Kenneth Goldsmith che racconta come la generazione dei selfie usi la Rete e le sue applicazioni. Secondo molti critici le nuove tecnologie e i dispositivi mobili hanno reso le persone superficiali, indifferenti alla realtà della realtà e insensibili alle persone reali. Secondo l'autore la situazione è diversa anche se invita tutti ad acquisire una diversa conspaevolezza nell'uso della tecnologia.
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Prigionieri della Macchina Algoritmica siamo come piccioni dentro la gabbia di Skinner (Davide Ubizzo)
Stiamo vivendo una vita nella vita, perché il ‘fuori’ non è sicuro e quindi dobbiamo tutti alienarci dal mondo estraniandoci in una bolla domestica, dubbiosi e scettici altalenanti tra bio-potere e pandemia, recalcitranti eremiti. Si realizza in effetti ciò che Camus prefigurava: il vacillare della responsabilità sociale, il sentimento del proprio dovere, i dubbi della fede religiosa, l’edonismo di chi non crede alle astrazioni (studi scientifici, teorie, complotti) e nemmeno al tangibile (la rapidissima diffusione e mortalità di un nuovo virus) , ma neppure è capace di “essere felice da solo”, di starsene da sé a casa propria pascalianamente.
Si trova in Blog / Filosofia e tecnologia
Può un futuro essere disegnato solo dalla tecnoscienza?
Gli scenari futuri sono condizionati dalla reazione che gli ecosistemi produrranno in conseguenza delle nostre azioni massive sugli equilibri naturali: oggi scontiamo un grave deficit immaginativo o, meglio, la mancanza di un orizzonte. Si ha come la sensazione di essere impigliati in un eterno presente, un gorgo in grado di macinare sia il passato che il futuro. Questo però non dipende solo dalla tecnica, ma soprattutto dal deficit di immaginazione politica: l’etica e la politica appaiono girare a vuoto, non avere progetti o prospettive. Ma può un futuro essere disegnato solo dalla tecnoscienza?
Si trova in Blog / Filosofia e tecnologia
Quanti sono i tecnostupidi?
PILLOLE DI TECNOLOGIA - La tecnostupidità può essere un risultato degli effetti negativi della tecnologia ma tecnostupidi spesso semplicemente lo 'si è', nei comportamenti e nel modo di interagire passivamente con la tecnologia, permettendole di esercitare il potere attuale e lasciandole imporre modelli di sviluppo e le sue idee di progresso. Lo si è anche quando ci si lascia passivamente dominare dal richiamo di smartphone e tablet dimostrando scarsa intelligenza nel vivere, comunicare e relazionarsi con gli altri e dando ragione a quanti sostengono che i nuovi dispositivi tecnologici ci stanno rendendo stupidi. Non tutti i consumatori e gli utenti sono stupidi, i tecnostupidi si!
Si trova in Tecnopillole
Senza etica della tecnologia sarà vero progresso? (Sabrina Francavilla)
La tecnologia ci fornisce una sorta di realtà alternativa con la quale interagiamo attraverso delle regole che essa stessa ci impone. Ci si ritrova quindi a utilizzare un paradigma e dei concetti a esso correlati che potremmo non comprendere
Si trova in Blog / Filosofia e tecnologia
Senza il nostro apporto concreto, i processi tecnologici non possono trovare sviluppo.
L’uso degli strumenti tecnologici cambia certamente il modo in cui facciamo esperienza e il contesto delle nostre relazioni. Rispetto a ciò è anzitutto necessaria una riflessione. Non bisogna semplicemente accogliere e applicare ciò che ci viene proposto o imposto da questi strumenti, ma bisogna interrogarsi sulle conseguenze del loro uso.
Si trova in Blog / Filosofia e tecnologia
Serve una riflessione critica capace di portare a una coscienza diversa sul ruolo della tecnologia
I nostri sé sono networked: c’è un nucleo stabile, ma differenti aspetti di quel sé vengono enfatizzati in situazioni sociali differenti» (p. 391, edizione Guerini Scientifica). Il problema però è che quegli aspetti iniziano a diventare “personaggi” diversi, assistiamo a una sorta di dissociazione di identità. Un mondo networked può offrire alle persone la possibilità di vivere bene, se però sanno come farlo. Una forte consapevolezza di sé e dei propri valori, un atteggiamento critico e una presa di distanza scettica risultano sempre necessari per evitare di soccombere. Ma questo atteggiamento non è qualcosa di naturale, è qualcosa che va sviluppato e allenato costantemente.
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