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E’ possibile resistere all’algoritmo?
La tecnologia odierna non è più neutrale, tanto meno lo sono gli algoritmi che la governano. I computer che tutti usano sono molto diversi da quelli di un tempo. Non sono più semplici terminali di connessione ma parte integrante di una infrastruttura in Cloud composta da migliaia di server, di software e di algoritmi di cui sappiamo poco o nulla. Algoritmi potenti e sofisticati, incaricati di raccogliere masse smisurate di dati, in forma di informazioni e comportamenti, per poi organizzarli, renderli utilizzabili, anche in forma di sorveglianza e controllo. Difendersi da questi algoritmi robotizzati sembra impossibile. Ciò non toglie che ci si possa continuare a interrogare come farlo.
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Necessaria una consapevolezza dei passaggi matematici e algoritmici della tecnologia
La tecnologia è strutturata e governata troppo liberamente, mancano i riferimenti di governance a livello internazionale e questo è e sarà secondo me il vero ed unico problema su cui dibatteremo attivamente nei prossimi anni.
Si trova in Blog / Filosofia e tecnologia
Quello che la tecnologia ci dice
Siamo immersi in un mondo tecnologico che ci obbliga a cercare di capire cosa stia succedendo, nella vita privata individuale così come in quella professionale, aziendale e sociale. La tecnologia evidenzia il caos presente e le emergenze in atto. Ci racconta anche molto di ciò che siamo diventati, di come lo siamo diventati e di quanto sia diventato difficile comprendere le numerose rivoluzioni in atto. Grazie alla tecnologia pensiamo di possedere il mondo, di essere diventati più informati e sapienti ma in realtà siamo sempre più dei semplici robottini che agiscono, interpretano e pensano, condizionati dai sistemi tecnologici che frequentiamo. E ciò che è forse più grave è l’impossibilità di evadere da una realtà della quale non possiamo più fare a meno.
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Il cervello non viene modificato dalla tecnica ma da essa plasmato.
Noi dobbiamo continuare a studiare con occhio critico il modo in cui si modificano le condizioni di possibilità dell’esperienza umana, sapendo che tra queste è fondamentale il ruolo delle tecnologie di volta in volta storicamente dominanti. Noi dobbiamo, inoltre, attrezzarci per guardare alle tecnologie esistenti come a un terreno di coltura incomparabile, e comunque non surrogabile, per i processi di autopoiesi e di individuazione (soggettiva e collettiva). L’addestramento, l’esercizio, la consapevolezza e l’assunzione di specifiche responsabilità tecniche (e qui basti pensare all’ambito delle biotecnologie) fanno parte di entrambi i movimenti appena indicati.
Si trova in Blog / Filosofia e tecnologia
La realtà non esiste o forse è diventata oscura
Il proliferare di false notizie, di cinguettii senza legami con la realtà fattuale, di notizie inventate, di teorie dei complotti e la viralità che accompagna tutti questi fenomeni sta agendo con effetti dirompenti su tutti gli ambiti di vita: personale e sociale, privato e pubblico, culturale e politico. Se ne parla molto e in modo trasversale perché gli effetti prodotti dalle nuove tecnologie e dall’uso che ne viene fatto, soprattutto in politica (Brexit, Trump, Salvini, Bolsonaro, ecc.), stanno evidenziando rischi e pericoli reali che rendono urgente una riflessine critica, non più rinviabile nel tempo.
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Lo smartphone ti fa sentire libero ma sei sempre sottomesso, liberati dallo smartphone
Viviamo tempi di crisi, nel senso etimologico del termine tempi di separazione, selezione, decisione, cambiamento e opportunità. La crisi attuale però è duratura, regressiva e sembra essere diventata una realtà permanente. Come tale rende complicata ogni scelta, decisione, e possibilità di cambiamento, sprofondando molti nell'incertezza e nella 'liquidità' (concetto che il sociologo Zygmut Bauman, morto nel 2017, ha usato per descivere la società postmoderna).
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Le lacrime da coccodrillo dei produttori tecnologici
Il 2018 e il 2019 saranno ricordati come gli anni del disincanto tecnologico ma anche verso i leader, spesso percepiti come maghi e condottieri invincibili, delle aziende della Silicon Valley. Dopo Cambridge Analytica nulla è stato più come prima. Le grandi società tecnologiche se ne sono accorte ma l’ammissione degli errori fatti non può essere la soluzione e neppure il primo passo da compiere.
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Cresce la dipendenza dallo schermo, tra i teen-ager e non solo
In USA li chiamano screenager. Sono Millennial della generazione zeta e non solo che passano tempi crescenti connessi ai display dei loro dispositivi, fino a manifestare sintomi preoccupanti di dipendenza.
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Una connessione vincente, una ricerca di senso: tecno-consapevolezza e libertà di scelta
Non passa ormai giorno che non vi siano prese di posizione, articoli, libri o altro che evidenziano i rischi sempre più alti di un condizionamento decisivo dell’essere umano da parte di una tecnologia digitale invasiva, per l’uso pericoloso che ne viene fatto. Non mancano ricostruzioni e dimostrazioni convincenti di quanto l’uomo stia affidando, quasi del tutto involontariamente, la propria essenza alle macchine, e come stia mettendo a rischio il proprio futuro cadendo nelle trappole della disinformazione e degli inganni della Rete, ormai oltre il livello di guardia. Ma in cambio di che cosa?
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Tecnoconsapevolezza e libertà di scelta
Segnalo l'uscita del mio ultimo e-book sulla tecnologia dal titolo "Tecnoconsapevolezza e libertà di scelta - Alla ricerca di senso nell’era tecnologica e digitale". Il libro in versione digitale è disponibile sul sito dell'editore Delos Digital così come in tutti gli store online.
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