Fiammetta Cioè

Fiammetta Cioè

Ph.D. student in Roman Law, Theory of Legal Systems and Private Law of Markets, XXXV ciclo, Filosofia del diritto (IUS/20), Curriculum in Teoria degli Ordinamenti, presso il Dipartimento di Diritto delle Attività produttive, Università Sapienza Roma.

Maturità classica e Laurea Magistrale in Giurisprudenza conseguita il 2018 presso l’Università Sapienza di Roma. Titolo della tesi: Giustizia, legalità e rivolta nell’opera di Albert Camus.

Da sempre animata da una istintiva curiosità, alla ricerca di una verità che mai coincide con l’apparenza e con la communis opinio. La passione per la filosofia è forse scaturita dal mio continuo interrogarmi, il mio voler lasciare sempre aperta la strada che conduce alla comprensibilità, convinta che la dimensione del ‘già compreso’ annienta l’aspetto più bello del reale, quello della progettualità.

Gli studi che svolgo, in qualità di dottoranda, tentano di evidenziare come una interpretazione oggettiva, e non illuminata da principi universalmente validi, non sia garante di una legalità giusta. La mera applicazione delle norme conduce inevitabilmente al livellamento della società, l’astrazione che tende a generalizzare, e che non si preoccupa di assicurare le ragioni del caso concreto, non ci appartiene. L’opera del legislatore non può e non deve perseguire fini utilitaristici, occorre guardare alla giustizia sociale, la sola in grado di garantire il rispetto dell’uguaglianza nella differenza. Assistiamo impotenti all’esasperarsi delle disuguaglianze in campo economico, e la rivoluzione digitale in atto non sembra rispondere in modo adeguato alla disperata richiesta d’aiuto proveniente dai ceti sociali svantaggiati. Attendiamo fiduciosi che il tanto acclamato sviluppo sostenibile, declinato su tutti gli obiettivi dell’Agenda ONU 2030, possa porre rimedio a questo disastro sociale.

Attraverso la rilettura dei classici del pensiero filosofico, come Heidegger, Nietzsche, Ellul, Hegel, senza mai perdere di vista Albert Camus e il mio maestro Bruno Romano, vorrei provare a ri-affermare con prepotenza le grandi tematiche dell’eticità e della giustizia in questo mare magnum dove galleggiano le tante attività connesse all’applicazione dell’intelligenza artificiale.

Aspetto con ansia le vostre sollecitazioni per avviare un dialogo costruttivo, aperto alle  forme del dissenso e del consenso. Perché “il problema non è quello di invocare una falsa unità (fra scienza, filosofia ed arte) di cui nessuno sente il bisogno. È invece il lavoro di ognuna che può produrre convergenze inattese, nuove conseguenze, scambi reciproci”. (Gilles Deleuze, Pourparler, Quodlibet, Macerata, 2000, p. 44-45)