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🙆🏽‍♂️ Recinti aperti 8: Fragilità

🙆🏽‍♂️ Recinti aperti 8: Fragilità

28 Aprile 2020 Alessandro Bianchi
Alessandro Bianchi
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La domanda era tendenziosa (in Recinti aperti 7).

"Lo smarrimento per un futuro di incerta fragilità" è la risposta per me auspicabile.

Nessuna certezza di un luminoso futuro luminoso di conquista e sviluppo per se stessi e per la patria, che sempre funesta ha suonato nella storia.

La Fragilità è una condizione umana costituente.

Lo è nel bambino che non la percepisce spiacevole e non scollegata, o in contrasto, con la percezione della forza.

Posso essere forte e fragile al contempo.

Così come posso essere coraggioso solo se conosco e provo la paura.

False antitesi che diventano antitesi solo nel pensiero sovranista povero e in mala fede.

Fragilità è cosa diversa da debolezza.

Contrario di "onnipotenza e invulnerabilità", che appartengono non a caso all’ambito del delirio.

Si colloca nel Limite e da esso nasce: la specie non è onnipotente e invulnerabile; solo nel delirio funesto.

Riconoscere il limite e accettare la fragilità sono invece spazio vero di potere e forza.

Ci dice che non siamo autosufficienti e che dobbiamo unirci agli altri per affrontare i pericoli, come per muoverci verso conquiste.

Oggi è la pandemia a disvelarci questa essenzialità.

Riuscirà anche ad alimentare, in un riscatto etico, la forza della solidarietà?

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