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"Solo in un naufragio di sguardi si può rinascere"

"Solo in un naufragio di sguardi si può rinascere"

13 Gennaio 2021 Nausica Manzi
Nausica Manzi
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La potenza dello sguardo. "Ma chi sono io?, " Gli sguardi degli altri ci interessano veramente?". #CUOREDIFOGLIOLINA

Spesso, durante le avventure delle nostre esistenze, tutti, direttamente o indirettamente, ci chiediamo " ma chi sono io?" e questa è una domanda ricorrente e disarmante per tutti gli orizzonti che è in grado di aprire. Difatti, ognuno di noi è contemporaneamente unico, ma anche una molteplicità di caratteristiche personali, di esperienze di vita, di sfumature di carattere, di modi di reagire, di modi di porsi, di essere o di apparire, che rendono ognuno se stesso, come gli altri, seppur unico e diverso da essi.

Siamo uno e molti, siamo insieme ed oltreinsieme perché, nella sua unicità e originalità di possedere molteplici caratteristiche personali, ognuno di noi è posto anche in una comunità formata da altri individui, ambiente che lo abbraccia e di cui è parte fondamentale; oltre perché, invece, attraverso la propria unicità che si scopre e si dà interamente solo all'interno di una comunità molteplice, ogni individuo rappresenta anche la capacità di poter guardare alla propria interiorità e al di là di questa quando si scontra con altri individui con cui condivide la stessa essenza umana. Guardare per guardarsi, accarezzare altri volti e scontrarsi con essi per ritrovare la radice del proprio volto e farsi curare da essa: questa è la meravigliosa missione a cui l'esistenza chiama ognuno di noi. 

Nella potenza dello sguardo è contenuta la chiave per rispondere alla domanda " chi sono io?". 

Noi siamo, infatti, l'immagine riflessa nella pupilla dell' altro che ci è fisicamente accanto, oppure che è lontano ma sentiamo vicino, dell'altro che vediamo dietro degli schermi, o di quello che ha bisogno di aiuto e di ascolto, o anche dell'altro ribelle, dell'altro che non ci capisce o che ci è indifferente e che sentiamo totalmente diverso da noi. Dobbiamo pensare dunque che ognuno di noi è contenuto nelle pupille degli altri, che l'esistenza quindi è un circolo di sguardi che si appartengono senza appartenersi, un intreccio di occhi che, in modi incomparabili ma comparabili nella loro radice di senso, devono essere responsabili e custodi reciprocamente. Lo sguardo è la cifra del valore umano. 

pupilla

 

In questi giorni, in cui un virus si è impossessato delle nostre vite, cambiandone abitudini e sradicando certezze, attraverso l'uso delle mascherine, dobbiamo recuperare la preziosità degli sguardi che ci dicono chi siamo, essendo mezzi e interpreti dell'anima. Privati dei gesti, torniamo quindi a guardarci negli occhi, reciprocamente, per ritrovare nelle pupille di ciascuno gli stessi lineamenti, gli stessi sogni, gli stessi dolori e lo stesso bisogno di vita e cura. Custodiamo gli sguardi e lasciamoci custodire da essi: è una grande sfida e responsabilità, ma occorre farlo per rispondere alla domanda sulla nostra identità personale. Solo se ci sentiamo guardati, potremo a nostra volta guardare. Luogo in cui è nascosto il senso di tutto ciò che è e che gli esseri umani tendono a soffocare in una società di interessi, lo sguardo ci interpella a cambiare direzione: guardare fuori per tornare a guardare dentro e quindi ,ad agire ed essere nel mondo rinnovati, perché contenuti e insieme contenitori di pupille altrui. 

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Guardare significa essere sentinelle della propria anima che, per illuminarsi e chiarificarsi, necessita sempre di quella altrui. Ma gli altri sguardi ci interessano davvero? In una società delirante come la nostra, in cui odio, invidia e distanza fanno da padroni, a questa domanda, sinceramente dovremo rispondere no: "io penso a me"; "basta che sto bene io", frasi che si sentono spesso e che esprimono ancora meglio la perdita di senso e direzione degli esseri umani. Se invece pensassimo di uscire dai nostri orticelli, dalle nostre fortezze, e capiremo che non siamo una identità completa senza gli altri, che il nostro io è se immerso in una comunità, sottoposto a sguardi di anima e non ad occhi di giudizi e violenze, allora alla domanda precedente risponderemo un grande , perché l'esistenza è un intreccio di sguardi, dove tutti si guardano, dove, per l'appunto, come sosteneva Emmanuel Levinas, tutto riguarda tutti. Bisogna svegliarsi ed armarsi per costruire questo sì, non è impossibile, basta voler riscoprirsi e rispondere alla domanda che quotidianamente ci facciamo " ma chi sono io? ": ecco, io sono un io che ha definizione e compimento tra gli altri, come gli altri e grazie agli altri, ad una sola condizione però, quella di essere consapevoli che, per rinascere, la propria esistenza, il proprio senso, il proprio io debbano necessariamente naufragare, anche alle volte schiantatosi violentemente, in mille e mille sguardi, sia delicati che potenti, che interpellano e mettono in discussione. Occorre coraggio per essere costruttori e sentinelle di sguardi. E tu lo hai questo coraggio? Forza e continua a guardare veramente e non solo ad osservare !

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