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Volpi, asini e aquile nella flotta Umanità

Volpi, asini e aquile nella flotta Umanità

22 Gennaio 2021 Nausica Manzi
Nausica Manzi
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Quindi quali sono le caratteristiche per guidare al nostro meglio queste navi? Come possiamo divenire buoni membri di questa flotta che è l'umanità nel mare in tempesta della società attuale?

Mi sono sempre chiesta quali potessero essere le caratteristiche che, a suo modo, ognuno dovesse incarnare per affrontare la nostra società contemporanea, eterno meraviglioso e tremendo mare in tempesta, quegli elementi quindi che, in qualche modo, potessero rendere ogni essere umano, nelle proprie singolari e collettive quotidianità, una nave imperturbabile e potente all'interno di un'anima fragile.

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Cercando la risposta a questa mia domanda, però, mi sono trovata davanti una società in cui ulteriorità e profondità sono elementi di cui si fa a meno, che vengono totalmente ignorati perché annoiano, perché si va di fretta e non si può perdere tempo, perché è la quantità ad interessare e non la qualità. Ebbene, a mio parere, una società, che ignora profondità e dimensione ulteriore di ogni cosa che accade e di ogni elemento del reale, è un ambiente che deve essere smantellato, distrutto dalle onde sferzanti del pensiero che deve scuotere una contemporaneità che ignora la sua stessa crisi, affogando in deliri di onnipotenza e di potere. 

Questo mare in tempesta che è la nostra società è formato da molteplici individui, all'interno delle loro navi, che si mostrano e agiscono in maniera diversa, dando vita ad una flotta caratterizzata da elementi, colori e forme diverse, che si chiama Umanità. La flotta Umanità cerca disperatamente la salvezza, il sole che possa sconfiggere la pioggia e calmare il vento di quella tempesta, ignorando però che l'orizzonte potrà rasserenarsi soltanto grazie ad ognuno di quelle navi di cui è composta, alle loro scelte, alla loro azione, al loro modo di parlare, al loro modo di essere e al loro modo di tornare ad illuminare gli altri e le proprie anime. Ogni elemento presente su ognuna delle singole navi, che compongono la grande flotta che si chiama umanità, ha difatti una grande responsabilità, sia l'uomo adulto che il neonato che ancora non riesce ad aprire completamente gli occhi sulla realtà. La responsabilità di ognuno è inoltre legata agli altri: si è in una flotta, dove una azione, una parola o un gesto sbagliato ricadono sul bene di tutti. Bisogna ricordarlo: tutto riguarda tutti, non viaggiamo in solitaria, navighiamo insieme seppur ognuno con la sua strada da fare, i suoi bagagli di sogni e in attesa delle avventure personali che lo attendono. Ogni nave ha un suo viaggio particolare da compiere, una missione personale  che si richiama però e si può dare soltanto all'interno della vita collettiva, quella della flotta di cui è parte fondamentale e protagonista corresponsabile. Navi alla deriva, navi all'orizzonte, navi verso un oltre, navi solitarie ma radicate nel senso e nel bene di una intera flotta.

Quindi quali sono le caratteristiche per guidare al nostro meglio queste navi? Come possiamo divenire buoni membri di questa flotta che è l'umanità nel mare in tempesta della società attuale?

La prima caratteristica per padroneggiare al meglio la propria nave è imparare ad essere come volpi. Essere quindi astuti, nel senso di incarnare in sé una saggezza pratica che possa condurre a guardare oltre, a limiti e potenzialità di ogni mossa e di ogni respiro. Non furbi per ottenere il proprio interesse, ma astuti nel senso di intelligenti, di guardare alle cose in maniera ampia ed in profondità, " intus-legere", leggere dentro e non fermarsi alla superficie, al dato di fatto, alla disperazione che, se ci pensiamo, spezza l'anima in due e, paradossalmente, conduce ad una azione rinnovata e rivendicativa di bene. Quindi, prima di tutto, essere marinai- volpi, astuti, perché sanno guardare e catturare l'oltre e farne nuova possibilità di agire per il proprio bene e per quello dell'intera flotta.

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La seconda caratteristica è essere come asini: l'asino non è un animale privo di forza o capacità, anzi esso rappresenta una bontà ed umiltà d'essere che sono indice della forza estrema della fragilità. Bisogna dunque essere asini, ovvero umili, capaci di abbassare il proprio ego personale a servizio degli altri e di ritrovare la propria identità solo in questo "abbassamento". Essere capaci di indietreggiare quando c'è bisogno, di stare al passo dell'altro, di essere lenti per comprendere meglio le cose: la lentezza non è una cosa negativa, fermarsi significa ripensarsi, guardare meglio, divenire coscienti. Dunque, bisogna essere marinai-asini che non mettono al primo posto la propria nave, ovvero la propria identità, che hanno il coraggio di rifiutare la mentalità di questo mondo, scalciando, andando controcorrente e lentamente per essere carezze d'esistenza delicate ma impetuose. Buoni e fragili e, nel contempo, al momento giusto, forti ed astuti perché dotati di un io, importante e che nasce ritrovandone continuamente le traccia nel volto altrui. Un io umile è un io commisto e custode di esistenza.

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L'ultima caratteristica è essere marinai-aquile: puntare in alto, farsi costruttore di speranza anche nel mare in tempesta, sorvolandolo occhi negli occhi nel sole. Essere aquile vuol dire anche essere consapevoli che, con la propria azione, ognuno può fare tanto e arrivare lontano, che ognuno con la propria nave è colonna fondamentale della grande flotta dell'umanità, parte che ha valore perché capace di creare. Per essere aquile occorre il coraggio di credere nell'oltre e di non perdere mai di vista il sole, di guardarlo in faccia e farsi illuminare, ma non bruciare da esso, prenderne l'energia e farsi custode e costruttore di un mondo migliore. Essere aquile della vita è saper fare di essa un capolavoro collettivo, facendosi portatori coraggiosi della luce del sole in ogni ambito, ed anche guardando le cose dall'alto, ovvero trasmettendo sempre l'esistenza e l'importanza di altre prospettive, di vedere ogni cosa sempre da punti di vista diversi : testimoniare e costruire un oltre possibile, puntando sempre in alto perché l'uso del pensiero può rendere indistruttibili.

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Vi auguro dunque che ,nella flotta Umanità,in questo mare in tempesta della società, possiate divenire marinai che siano insieme volpi, asini e aquile. Cambiare la mentalità di questo mondo richiede coraggio, non ci arrendiamo! Quindi, cara flotta, buona traversata in questo mare in tempesta verso un sereno e rinnovato orizzonte dell'intero mondo!

Nausica

 

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