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I tablet telefonano anche....

I tablet telefonano anche....

24 Giugno 2013 Gian Carlo Lanzetti
Gian Carlo Lanzetti
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La linea di demarcazione tra smartphone e tablet si va gradatamente restringendo. I primi tendono a salire in termini di prestazioni fornite, i secondi a scendere.

Già ora si affaccia sul mercato una categoria di apparecchi che riuniscono le funzionalità  delle due categorie di prodotti, sono i tabletfonini, ovvero tablet che integrano capacità telefonica, e non solo dati. Infatti non tutti i tablet in commercio con 3G dispongono di questa funzione; fanno trasmissione dati ma non voce.

Questo vale anche per uno dei principi del mercato, l’iPAD, sia esso di tipo tradizionale o mini: c’è anche la connettività Lte, Umts/Hspa, ma è dedicata solo al traffico dati e non a quello telefonico. Viceversa il Galaxy Note 8.0, il nuovo arrivato nella famiglia dei dispositivi realizzati da Samsung, fa entrambe le cose. Inoltre grazie all’S-Pen, di cui è dotato, consente anche di prendere appunti mentre si parla.

Il suo prezzo è però ancora alto: 529 euro. Samsung non è sola a proporre tabletfonini: Asus e Huawei sono due case che l’hanno seguita in questa avventura, che è destinata anche se forse non subito a riscrivere alcune regole sul mercato dei tablet e degli smartphone. Attualmente l’identikit di  questi apparecchi ibridi è il seguente: display da 6 a 10 pollici, dimensioni e hardware da tavoletta elettronica e reparto da cellulare, situato di norma nella parte superiore della scocca che ospita la capsula auricolare per appoggiare il maxi-fonino e chiamare, con la possibilità di usare l’auricolare a filo o il Bluetooth.

Ci sono anche tabletfonini di prezzo più abbordabile: è il caso di Asus Fonepad che costa 229 euro: non consente app video ludiche di elevata complessità ma è ritenuto un buon prodotto per le app di comunicazione e di produttività personale e per l’ufficio.

Se i tablet attaccano gli smartphone integrando le capacità telefoniche, questi ultimi tendono a fare concorrenza ai tablet più compatti giocando soprattutto sulla carta degli schermi ormai superiori ai 5 pollici e con la tendenza a salire ancora: li chiamano phablet.

Insomma a forza di incroci si andrà ancora una volta verso la riscrittura della segmentazione di mercato. In compenso tanto movimento è all’origine della forte crescita attesa per il segmento dei tablet, tutte le versioni incluse: secondo Canalys da 182 milioni nel 2013 a 456 milioni nel 2017 a livello worldwide.

Gian Carlo Lanzetti

 

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