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Dipendenze digitali e cure analogiche

Dipendenze digitali e cure analogiche

06 Maggio 2019 Redazione SoloTablet
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Iperconnessi e sempre più dipendenti dalla luminosità magnetica dei display molti hanno dimenticato come organizzare il proprio tempo. In particolare quello libero, sempre maggiore anche per la scarsità di lavoro o per la sua precarietà. Saper gestire il proprio tempo libero in modo intelligente, soprattutto in un’era tecnologica come la nostra, sembra facile ma non lo è.

Saper organizzare e coltivare il proprio tempo libero è all’origine di buona parte del benessere personale che deriva dal trovare tempo e modo di coltivare buone relazioni e dare un significato alla propria vita quotidiana. Un modo per ottenere questo obiettivo è la lettura e l’esercizio di qualche forma di meditazione o riflessione su sé stessi. Due attività non semplici a causa dell’inquinamento elettronico in cui si vive e dalle tante dipendenze digitali di cui si è riempita la vita di ogni persona.

Naturalmente non è necessario praticare la lettura o la meditazione. Entrambe le pratiche però hanno una loro intrinseca validità e qualità nel creare qualche forma di benessere e soprattutto di distacco dalla vita digitale a cui ci hanno abituato i mille dispositivi che usiamo. Due pratiche I cui vantaggi tutti potrebbero sperimentare, ad esempio trascorrendo un intero fine settimana disconnessi e senza alcun accesso a Internet o a una piattaforma di social networking. Un grande sacrificio per un altrettanto possibile grande risultato: la disintossicazione da digitale e la riscoperta dell’analogico senza il supporto di qualsiasi tipo di algoritmo.

Lettura e meditazione, in una vita ridiventata analogica, possono essere accompagnate da una vita relazionale e sociale lontana da profili e relazioni digitali, dall’ascolto di buona musica senza dispositivi o funzionalità che permettano di saltare da un brano all’altro senza averne completato l’ascolto, dalla lettura di un quotidiano cartaceo, e molto altro ancora.

Il ritorno, anche se solo per un periodo breve, alla vita analogica è già di per sé positivo e generatore di benessere psico-biologico. Aiuta a ridurre l’ansia e l’urgenza dettate dall’esperienza del tempo come iperconnesso e caratterizzato da un presente continuo. Può servire in modo particolare alle persone più giovani, abituate più di altre a vivere le loro vite online e in ambienti digitali vissuti come naturali. Aiuta a comprendere quanto l’attenzione sia stata catturata e deviata in modo manipolatorio e privato, attraverso l’uso di algoritmi che hanno come unico obiettivo la raccolta di dati e la proposizione marketing di merci e prodotti da acquistare.

Sperimentato il benessere analogico il passaggio successivo potrebbe essere la disconnessione dalle piattaforme che più di altre generano dipendenza come Facebook, Instagram o Twitter. Lo si potrebbe fare ad esempio rimuovendo le loro APP dallo smartphone. La scelta non è semplice perchè significa rinunciare ad avere una vita quotidiana organizzata da altri e dettata dai tempi imposti dalle loro piattaforme. Organizzarsi per una nuova vita analogica è però l’unico modo per riscoprire cosa significhi vivere una vita di qualità, anche quella dedicata al tempo libero.

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