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Facebook, usabilità e importanza dei click

Facebook, usabilità e importanza dei click

20 Giugno 2019 Redazione SoloTablet
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L’usabilità dell’interfaccia del social network di Facebook non è il massimo, anzi è un po' scarsa rispetto agli standard esistenti oggi sul Web. Ma forse lo è intenzionalmente. A Facebook più che l’usabilità interessa che le persone continuino a cliccare.

In pochi anni Facebook è diventato un universo online con più di due miliardi di utenti. Il successo ha tante cause, una di esse è il design dell’applicazione, l’attenzione che vi è stata posta e il numero di dipendenti Facebook che se ne curano. Il design è tutto, anche a scapito dell’usabilità. Ciò che interessa a Facebook è che le persone continuino a cliccare e per farlo il design è studiato attentamente e continuamente in modo da favorirlo. 

Facebook è una macchina potente per la condivisione e per i Click anche se la sua interfaccia applicativa ha un design non propriamente innovativo. Lo strumento di tutto sono le icone che compaiono nella barra in alto dell’interfaccia applicativa. E poco importa se non sono graficamente perfette, importa poco anche se non rendono facile comprenderne le differenze. L’usabilità non è il massimo ma interessa anche poco al proprietario dell’applicazione. 

Il ruolo di queste icone è semplice, fare da strumento e veicolo per segnalare all’utente che qualcosa sta avvenendo o è avvenuto e motivare all’azione. L’icona è una specie di finestra su ciò che avviene in background e in tutte le parti dell’universo Facebook con il quale si è in qualche modo connessi o interagenti. L’apertura della finestra è metaforica, si presenta nella forma di un piccolo puntino rosso che cattura l’occhio, che già lì è in qualche modo indirizzato e concentrato, e richiama l’attenzione. Il puntino rosso è usato per le notifiche ma funziona come l’annuncio di un premio o di una vittoria alla lotteria.  Comunica quanto si è centrali, interessanti, visibili, ricercati e benvoluti. Opera come strumento motivazionale all’azione, puntando sulla curiosità, sull’autostima, sul bisogno relazionale, sulla necessità di soddisfare impulsi e corrispondere emozioni. 

Senza i puntini rossi gli utenti non avrebbero motivo di tornare così spesso all’interno dell’acquario mondo del social network di Facebook. Senza le gratificazioni a cui essi sono associati, minor sarebbero le motivazioni a scorrere le pagine e a rimanere dentro lo spazio virtuale del social network. Sapere che le notifiche del puntino rosso sono sempre possibili spinge gli utenti a continuare ad accedere a Facebook per verificare che siano effettivamente arrivati. E se lo sono a cliccare l’icona per saperne di più e contribuire con le proprie azioni alla creazione di altri puntini rossi che arriveranno sulle pagine delle persone con cui si interagisce o si è connessi. 

Il meccanismo che gestisce i puntini rossi delle notifiche è subdolo. Suggerisce all’utente di intervenire direttamente con un suo gesto sul display per ricaricare le pagine in modo da vedere se ci sono nuove notifiche. Un meccanismo creato appositamente per produrre dipendenza. All’utente si chiede di abbassare o alzare una leva, lo stesso movimento che si fa quando si gioca alle slot machine. 

Non tutti gli utenti sono uguali ma Facebook è interessata a tutti. Non tutti gli utenti si lasciano incantare dalle gratificazioni associabili al puntino rosso delle notifiche ma Facebook sa come e cosa fare per lavorare sulle motivazioni che potrebbero far loro cambiare comportamento. Una prova di questo si è avuta durante l’entrata in vigore del GDPR che ha obbligato anche Facebook a chiedere agli utilizzatori della sua piattaforma di social networking un consenso o una verifica delle condizioni per la privacy. Facebook è obbligata a mettere a disposizione degli utenti i meccanismi che servono a settare i parametri della privacy ma continua a operare in modo da distrarre l’utente mentre li usa per avere maggiore libertà di azione. Lo fa in vari modi, ad esempio imponendo la compilazione di moduli che richiedono troppo tempo e tale da infastidire gli utenti e portarli ad abbandonare quello che stanno facendo. Ma lo fa anche usando i famosi puntini rossi delle notifiche di cui sopra. Se si sta definendo i parametri della privacy e si ricevono notifiche (secondo alcuni false e create ad hoc per interrompere il processo della configurazione del profilo sulla privacy) da amici, conoscenti e contatti, chi e quanti saranno in grado di resistervi? 

Un numero crescente di utilizzatori di Facebook ha compreso l’importanza di dover prestare attenzione alla sua privacy. Prima o poi ne gestirà i parametri e la configurazione. Facebook dal canto suo farà di tutto per rallentarlo, allontanarlo e imbrogliarlo. Un motivo forte per completare l’aggiornamento della propria privacy e addestrarsi a resistere alle notifiche calamitanti dei puntini rossi delle icone di Facebook.

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