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Manager e Linkedin

Manager e Linkedin

13 Maggio 2019 Redazione SoloTablet
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Tutti conoscono i social ma non è detto che tutti ne comprendano le differenze, l’utilità o la non utilità. Forse non la comprendono neppure i manager d’azienda che, a parecchi anni di distanza dall’arrivo di Linkedin, presenziano ancora in modo limitato il professional network numero uno. Forse la responsabilità è delle aziende e dell’assenza di strategie di comunicazione adeguate. Ma forse la colpa è tutta dei singoli individui, manager spesso pigri, disattenti e/o semplicemente disinteressati.

Chi non possiede un profilo Linkedin? Probabilmente pochi. Tutti sanno che prima o poi potrebbero avere bisogno di condividere il proprio CV e/o di farsi trovare online, magari sorprendere da un’offerta di lavoro o da una nuova opportunità di carriera. Secondo i dati conosciuti, raccolti da Manageritalia, ha un profilo Linkedin quasi l’80% dei manager italiani. Una percentuale elevata che non si traduce però in benefici e vantaggi reali, per la scarsa dimestichezza o per la disattenzione prestata a come funziona la piattaforma di Linkedin, per la scarsa conoscenza di quali siano le logiche sottese ai molteplici oggetti tecnologici su cui le piattaforme digitali si basano, in primis i profili digitali. Veri e propri oggetti animati che assumono vita propria ma che hanno bisogno di essere continuamente aggiornati, vivificati, resi presenti e visibili e soprattutto trattati con cura. 

La percentuale di manager d’azienda italiani che mantengono una qualche forma di presenza attiva su Linkedin è inferiore al 50%. La presenza attiva non significa comunque una capacità di sfruttare al meglio le potenzialità dello strumento ma si limita a presenziare il flusso di informazioni del professional network per tenersi al corrente e/o informato di eventuali novità, informazioni, tendenze, ecc. Una presenza attiva questa che esprime passività o incapacità nell’uso dello strumento e della piattaforma e si limita all’uso di Linkedin come mezzo di visibilità e rappresentazione di sé stessi. 

Sfugge ai più che il loro profilo è collegato a al profilo dell’azienda per cui lavorano, che il loro profilo potrebbe avere un ruolo fondamentale nel contribuire alle strategie e agli obiettivi aziendali, che eventuali errori potrebbero danneggiare immagine e reputazione dell’azienda, del nome della Marca e dei Marchi a cui è collegata. Questa svista dipende spesso dalla scarsa attenzione di molte aziende alle piattaforme social e al ruolo da esse assunto nel determinare percezione e reputazione di un Brand o di un marchio.

Online proliferano corsi su come usare Linkedin ma c’è da chiedersi se essi non siano semplicemente un ottimo strumento di guadagno per coloro che li hanno inventati e li propongono online. Finito il corso il comportamento di molti manager che lo hanno frequentato non sembrano infatti mostrare di avere appreso la lezione principale. Hanno spesso imparato a proporsi e a raccontarsi meglio pensando ai cacciatori di teste ma difettano ancora nel comprendere come e quanto il loro profilo sia collegato strettamente all’azienda per cui lavorano e a trarne le conseguenze necessarie. Ad esempio per promuovere l’azienda e le attività nelle quali sono impegnati in base al loro ruolo aziendale, ma soprattutto per leggere e interpretare il mercato e costruire narrazioni, proposizioni e comunicazioni pensate per i clienti, per finalità marketing e per battere la concorrenza.

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