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Sex Android e Homo sapiens

Sex Android e Homo sapiens

03 Giugno 2019 Redazione SoloTablet
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Altro che Homo abilis, sapiens o premium, l’unico Homo che sembra prevalere su tutti è quello che mira alla sopravvivenza della razza attraverso una sana e frequente attività sessuale. Cosa succede se ora questa sopravvivenza è messa a rischio dall’incontro con androidi sessuali, robot pensati per generare desiderio e nessun figlio o figlia? I nuovi robot per il sesso sono artificiali ma capaci di scatenare eros e fantasie erotiche così come di soddisfarle.

A pensare al sesso non ci sono solo i Bonobo. Ci pensano da sempre generazioni diverse di specie umane, ci pensavano gli dei dell’Olimpo e quelli delle saghe norrene, e ci pensano ora i tanti amanti della tecnologia che hanno scoperto quanto le macchine possano essere desiderabili, disponibili e utilizzabili per compensare affetti mancanti. La desiderabilità dei robot per il sesso, che nasce dalla plasmabilità dei nuovi materiali, è opera dei loro creatori che li hanno modellati sul desiderio erotico umano e resi sempre più simili agli umani, pensati per piacere e scatenare l’amore degli umani che si prenderanno cura di essi. 

L’ideale erotico è la replicante che nel film Blade Runner il protagonista Harrison Ford salva dalla morte e con la quale si mette in viaggio lasciando intravedere follie amorose prima che sia, per lei, troppo tardi. Le intelligenze artificiali attuali non sono ancora all’altezza di quella dei replicanti di Blade Runner ma le loro sembianze, bellezza, perfezione li trasforma ai nostri occhi in oggetti desiderabili. Come lo sono le tante bambole (ma esistono anche i bambolotti) per il sesso a grandezza e fattezza umana che stanno entrando nelle case di molte persone per soddisfare bisogni, desideri e perversità non praticabili o più complicate con altri essere umani. I Robot sessuali sono Androidi dalle fattezze umane, a grandezza naturale, con fattezze tali da scatenare pulsioni e desideri ma anche, grazie alla loro intelligenza artificiale, sensori vari e interfacce vocali, di simulare piacere durante le loro prestazioni sessuali e formulare apprezzamenti a coloro che li hanno usati per forme di autoerotismo rese possibili dalla creatività umana e dalle nuove tecnologie. 

A differenza dei sex toys tradizionali i robot per il sesso si sostituiscono, anche fisicamente, ai partner umani, siano essi maschili o femminili. Hanno il vantaggio di poter essere riutilizzati a piacere, che non si lamentano e sono programmabili, sono sottomessi e possono essere trattati da schiavi sessuali. Una caratteristica non da poco se si pensa a quanti maschi abbiano difficoltà a vivere serenamente e normalmente la loro sessualità e a quanti, trasformino questa difficoltà in forme di violenza e di stupro. 

I robot attuali, nella loro bellezza e perfezione, efficienza e desiderabilità, sono pur sempre esseri artificiali, diversi, pur nella loro capacità di farsi voler bene e usare. Lo smartphone ha colonizzato la vita quotidiana di miliardi di persone diventando protesi fisiologica e cognitiva potente e capace di cambiare la vita delle persone così come il loro sguardo sul mondo. L’androide per il sesso potrebbe colonizzare menti e desideri, ma soprattutto ridefinire l’identità e la pratica sessuale degli umani del terzo millennio. Con effetti e conseguenze al momento non prevedibili. Soprattutto se gli androidi artificiali diventassero sempre più cyborg e sempre più intelligenti, oltre magari a diventare essi stessi detentori di pulsioni e desideri sessuali ed erotici vari. 

Nessun problema! 

Se e quando succederà l’Homo sapiens per come lo abbiamo conosciuto noi non esisterà più. Forse la sua evoluzione avrà prodotto qualcosa di completamente nuovo, frutto dell’unione di biologia e tecnologia, di carne umana e protesi tecnologiche, di mente umana e intelligenza artificiale. A quel punto potrebbe succedere che il sesso non sia più né un bisogno, né un desiderio ma una semplice pratica che anche le macchine potrebbero tranquillamente praticare: 

«Un uomo e una donna flirtano. Si danno un appuntamento, lui arriva nel suo appartamento con una vagina di gomma e lei lo aspetta con un vibratore di plastica. Non si toccano, attaccano i loro attrezzi meccanici a una spina elettrica e li osservano copulare mentre loro intanto prendono il tè parlando d’altro, magari di filosofia e di Hegel.» - Slavoj Žižek 

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