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Siti porno e riservatezza dei dati

Siti porno e riservatezza dei dati

14 Dicembre 2018 Redazione SoloTablet
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Facebook invita alla trasparenza radicale e lo fa con il solo scopo di raccogliere, grazie alla trasparenza giuliva di chi abita il suo social network, dati e informazioni da usare per scopi commerciali e di profitto. Perchè i siti porno dovrebbero fare diversamente? Soprattutto quando possono entrare in possesso di informazioni che altre piattaforme mai potrebbero catturare e usare?

Secondo molti osservatori degli universi sociali della Rete, i siti porno raccolgono una quantità di dati e informazioni superiori a quelli solitamente raccolti da altre piattaforme di streaming come Netflix. Questi siti sono una miniera d’oro, disseminata di diamanti e rivestita di rame, tante sono le informazioni personali che produce e che permettono di scandagliare e analizzare a fondo le scelte di contenuti che vengono fatte, i video che vengono guardati, le parti che sono rivedute più volte e molto altro ancora. Il profilo dell’utente che ne esce è probabilmente molto più accurato di qualsiasi altro profilo riproducibile con i dati raccolti in altre piattaforme di social networking come Facebook. Piattaforme nelle quali le profondità del Sé vengono tenute nascoste o non esplicitamente esposte come succede al contrario in siti come Pornohub.

I siti di porno online sono tanto numerosi quanto lo sono quelli di scommesse e casino online, ma i più famosi e frequentati sono quelli riconducibili al network di Pornohub. Il loro successo è confermato dai milioni di visitatori giornalieri (130, 100 solo su Pornohub), e dal fatturato che generano ogni anno (quasi 100 miliardi di dollari), superiore di molto ad altre realtà che offrono servizi in streaming come Netflix. Il Network Pornohub è di proprietà di MindGeek, la società che raccoglie e analizza i dati per poi gestirli in modo da personalizzare i contenuti proposti e visti dagli utenti e per altri scopi di tipo commerciale e di guadagno. Come altre piattaforme di social networking anche i siti porno permettono la pubblicazione di video porno fatti in casa e la loro condivisione sulla piattaforma. Un modo intelligente per coltivare una clientela che si muove in un ambito delimitato ma può dimostrarsi molto fedele e facile da fidelizzare, anche trasformando bisogni e desideri in dipendenza.

Frequentare un sito porno non obbliga alla creazione di un account ma quando lo si crea la trasparenza regalata su di sé e le proprie preferenze è massima e sfruttata nel modo più efficiente ed efficace. L’utente è monitorato e fonte di informazioni ben prima di creare un account a pagamento, ma dopo essersi registrato tutto quello che fa regala alla piattaforma dati e informazioni che vengono analizzate da algoritmi sofisticati e intelligenti e producono conoscenze approfondite su ogni singolo individuo. Anche quando si frequenta un sito porno in incognito non significa che non si lasciano tracce. Ad esempio quanti sono coloro che, avendo sentito la necessità di fare una ricerca porno, si ricordano di scollegarsi dal loro account Google? Quanti poi sanno che le attività svolte con i browser sono registrate su file temporanei e vi rimangono fino a quando i file saranno cancellati o riscritti?

Gli algoritmi delle piattaforme continuano la loro attività di raccolta. I dati vengono nascosti, ibernati e tenuti in ammollo per usi futuri. I dati che collegano un utente a un dispositivo ad esempio potranno essere utilizzati in futuro quando lo stesso utente, dopo molte attività in incognito, avrà deciso di aprire un account. Il fatto di essere stati tracciati ben prima della creazione dell’account è verificabile quando, creato un profilo digitale in un sito come Pornohub, si scopre che la piattaforma conosce alla perfezione gusti e preferenze, come se avesse già osservato precedenti esperienze prono online.

Il network Pornohub trae vantaggio dall’operare in un mercato di nicchia che non richiama l’attenzione dei media come fanno altre piattaforme come Facebook, Amazon e Google, responsabili anch’esse di raccogliere e analizzare dati personali per usi non sempre dichiarati. Mentre i modelli di business di Google e Facebook sono centrati principalmente sulla pubblicità, quelli dei siti porno sulla probabile disponibilità degli utenti a spendere più soldi per avere di più in modo da soddisfare i loro desideri emergenti e impellenti. I contenuti personalizzati di Google favoriscono le vendite dei prodotti degli inserzionisti, la personalizzazione nei siti porno permette di fidelizzare la clientela customizzando i video in modo tale da aumentare il consumo a pagamento grazie a forme di comunicazione intelligenti ed esperienze utente guidate meticolosamente e abilmente. Il tutto è reso possibile dall’utilizzo di algoritmi capaci di analizzare i comportamenti degli utenti a livelli di granularità elevata e produrre analisi predittive sui loro comportamenti e scelte future.

Gli algoritmi, oggi dotati anche da componenti software di intelligenza artificiale, si rivelano particolarmente utili nell’individuare tendenze emergenti, fenomeni capaci di attirare un pubblico crescente che condivide interessi, preferenze e bisogni in ambito pornografico. I dati non sono venduti come quelli di Facebook ceduti a terze parti, ma usati sapientemente per trarre il massimo vantaggio e profitto da ogni utente, in particolare da quelli soddisfatti e fidelizzati. Con poco sforzo e scarsa creatività se non quella di video porno brevi, pensati per soddisfare ogni tipo di fantasie erotiche e sessuali, offerti all’utente con semplici ricerche interne ai siti e con contenuti arricchiti da una miriade di altri prodotti legati al genere, alla sfera della sessualità e ai desideri di ogni utente.

I siti porno e le società che li gestiscono sono sempre stati all’avanguardia nell’utilizzare tecnologie innovative. Lo sono anche oggi applicando algoritmi di intelligenza artificiale agli strumenti analitici e predittivi usati, ma anche nello sperimentare ed offrire nuove esperienze, implementate attraverso soluzioni di Realtà Aumentata o Virtuale. Tutti gli investimenti sono motivati e giustificati dai ritorni che un mercato di nicchia ma ricchissimo come quello della pornografia online è in grado di generare.

L’investimento è garantito anche dalla costante crescita della domanda. La pornografia è una forma di dipendenza crescente, assimilabile a quella delle slot machine e dei siti di scommesse online. Non ci sono segnali di un calo della domanda, così come non sono all’orizzonte leggi o normative finalizzate a regolamentare l’offerta. Domanda e offerta sollevano numerosi problemi etici e morali ma anche legati alla privacy e ai rischi a cui si sottopongono gli utenti che frequentano o abitano siti porno online.

I predatori online non sono solo quelli che, proprietari della piattaforma, si impossessano dei dati associati a ogni profilo digitale, usandolo poi come strumento per seguire le tracce e monitorare i comportamenti degli utenti online. Ci sono predatori molto più voraci, veri e propri squali pronti a seguire ogni tipo di traccia disseminata o dimenticata online per colpire all’improvviso. Anche coloro che ritengono di avere adottato tutte le misure di sicurezza possibili così come le buone pratiche necessarie.

La realtà è che nessuno è al sicuro e tutti possono ritrovarsi vittime di attacchi di varie tipologie di predatori, interessati ai dati sensibili, ai profili digitali così come ai comportamenti e alle preferenze manifestati online e che alimentano ad esempio le cronologie dei browser. Se si è bravi a proteggere il proprio profilo digitale, conviene comunque essere consapevoli dei potenziali rischi legati a vulnerabilità delle piattaforme frequentate che potrebbero portare al furto di dati sensibili, alla loro vendita nel Dark/deep Web o al loro utilizzo per scopi cybercriminali in termini di estorsioni, ricatti, ecc. Bisogna sempre fare attenzione alle potenziali truffe e frodi determinate spesso dal tipo di gusti sessuali personali, dal tipo di contenuti scaricati o guardati, dai desideri insopprimibili ad essi collegati e dalla dipendenza che ne può derivare. Tutti elementi che possono determinare situazioni di elevata fragilità e vulnerabilità ed esporre a truffe che si manifestano in modo sempre più intelligente e subdole. Infine bisogna prestare molta attenzione agli attacchi phishing, ransomware e malware che possono essere lanciati su target selezionati per il tipo di attività svolte online e per la quantità di dati raccolti su di essi.

 

 

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