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Streaming online e VPN: tra libertà e tutela del copyright

Streaming online e VPN: tra libertà e tutela del copyright

18 Agosto 2019 Redazione SoloTablet
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Internet nasce con l'idea di poter fornire contenuti liberamente a qualsiasi persona in grado di accedere alla rete. In questo senso, lo streaming online rappresenta un importante punto di approdo in termini di condivisione di prodotti audiovisivi. Nonostante ciò, la libertà intrinseca di questa tecnologia si scontra con le politiche di protezione del copyright.

Piattaforme di streaming di livello mondiale, come Netflix, sono proprio un esempio pratico di come questa condivisione di contenuti libera entri in conflitto con le leggi di tutela del diritto d'autore. Il risultato è la creazione di utenti di serie A e utenti di serie B. Questo sarebbe accettabile, se non fosse che tutti pagano lo stesso prezzo. La soluzione esiste ed è una VPN Netflix compatibile, tuttavia, l'utilizzo è contornato da una mancanza di regolamentazioni chiare e a misura di utente.

 

Netflix e copyright: qual è il problema?  

Per numero di utenti e diffusione a livello mondiale, Netflix è senza dubbio la piattaforma di streaming principale nel mondo, tanto che potrebbe essere considerata quasi un sinonimo della parola "streaming" stessa. Il funzionamento è molto semplice, gli utenti pagano un abbonamento mensile per poter accedere a una libreria di contenuti che include film, documentari e serie televisive.

Tutti questi contenuti variano a seconda della nazione in cui gli utenti risiedono. Oltre ai contenuti diffusi a livello mondiale, vengono offerte delle produzioni esclusive specifiche per un certo paese. Ad esempio, un utente italiano può accedere a delle serie esclusive pensate per il mercato italiano, così come un utente americano può accedere a delle serie commercializzate solo negli Stati Uniti. 

Questa offerta è regolata dalle leggi sul copyright, che impongono che un certo contenuto venga commercializzato in una nazione anziché in un'altra. In un mondo in cui nessuno viaggia e si sposta dal proprio paese, questo potrebbe funzionare, tuttavia, per quanto riguarda il nostro pianeta, le limitazioni sono evidenti.

Un utente che paga un abbonamento e si sposta in un'altra nazione potrebbe non riuscire a vedere le proprie serie preferite, o peggio, neanche accedere alla piattaforma di Netflix stessa, perché bloccato dalle leggi sul copyright vigenti nella nazione in cui si trova. In un lampo si creano degli utenti paganti di prima classe e degli utenti che, pur continuando a pagare, diventano di seconda classe.

Perché una VPN è la soluzione?

Una VPN, sigla di Virtual Private Network, permette di contrastare quella che potrebbe essere definita a tutti gli effetti un'ingiustizia, senza dover ripiegare su metodi o piattaforme illegali. Grazie a dei server sparsi sul pianeta, gli utenti possono camuffare il proprio indirizzo IP in modo da apparire come se fossero connessi dalla nazione in cui risiede il server stesso.

In questo modo, è possibile continuare ad accedere a Netflix, o a qualsiasi altra applicazione di streaming, liberamente senza essere bloccati dalla geo-localizzazione. Inoltre, la connessione viene criptata da un protocollo di crittografia, strumento fondamentale per la protezione della privacy dell’utente.

I vantaggi sono evidenti, tuttavia, è importante sottolineare che non tutte le VPN sono in grado di offrire un servizio sufficientemente stabile e veloce per supportare la trasmissione di dati in streaming. Il caricamento in tempo reale di film e serie TV, infatti, richiede una certa velocità di connessione che soltanto fornitori testati e certificati possono offrire.

A seconda della qualità dei server e della distanza degli stessi dalla propria posizione, potrebbero verificarsi dei rallentamenti nella trasmissione dei dati. Nonostante ciò, i server migliori permettono di avere una connessione uguale o inferiore di pochi Mbps, fondamentale per godersi le proprie serie TV senza limiti e interruzioni.

Scegliere una VPN per guardare contenuti in streaming significa appropriarsi di nuovo della libertà promessa dalla creazione di internet stessa.

 

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