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Critica della ragione artificiale

Critica della ragione artificiale

28 Giugno 2019 Redazione SoloTablet
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BIBLIOGRAFIA TECNOLOGICA - "Quello che caratterizza l’intelligenza artificiale, al di là dei discorsi confusi che le girano intorno e delle sempiterne litanie sulla fine del lavoro, sui vantati progressi della medicina o sull’ottimizzazione ormai quasi totale del funzionamento delle aziende, è l’estensione di una “sistematica”, o scienza della classificazione e delle relazioni, destinata a essere applicata a tutti gli ambiti della vita umana." - Eric Sadin

L'ultimo libro, tradotto anche in Italiano, del filosofo francese Eric Sadin, Critica della ragione artificiale - Una difesa dell'umanità, è stato stampato in Italia da LUISS University Press.


L’intelligenza artificiale, fino a poco tempo fa confinata nei laboratori di ricerca, ha fatto negli ultimi anni il suo ingresso dirompente nella vita di tutti i giorni. Politici, businessmen e semplici cittadini sembrano esserne quasi ossessionati: le promesse di crescita e sviluppo che essa porta con sé sembrano infinite, e così le possibilità che ognuno degli innumerevoli ambiti di applicazione, sfruttando una tecnologia sempre più efficiente e pervasiva, diventi più affidabile, fluido e ottimizzato.

Non mancano gli osservatori che segnalano come il fare affidamento su macchine capaci di performance molto migliori di quelle umane metta a rischio posti di lavoro e renda problematica la sopravvivenza di interi settori industriali: ma persino di fronte a una minaccia così concreta, spesso, ci si limita a formali richiami all’etica, come se brandire questo vessillo potesse fare da scudo supremo contro le deviazioni delle tecnologie digitali.

Con Critica della ragione artificiale, Éric Sadin mette a punto l’opera più compiuta e lucida del suo percorso di acuto critico delle nuove tecnologie, evidenziando come esse, presentate come semplici strumenti al nostro servizio, stiano invece erodendo le facoltà di giudizio e azione, ossia le capacità che più di tutte ci rendono umani.

Sadin, recuperando in senso letterale il ruolo politico della filosofia, non sterile riflessione fine a sé stessa ma strumento in grado di decrittare la realtà allo scopo di servire la comunità, svela il retropensiero antiumanistico dei discorsi a sostegno dell’indiscriminato sviluppo tecnologico, e presenta una appassionata difesa dell’umanità – ossia di tutto ciò che dobbiamo tenere a mente e trasmettere ai più giovani se vogliamo evitare che lo stesso strumento che può garantirci prosperità e sviluppo si tramuti in terribile macchinario di oppressione.

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