
IDC fissa quella data molto più vicina di quanto si creda: nel 2018. E nel 2018, per poter gestire una simile domanda, questa società ritiene che i data center dovranno raddoppiare il numero di core installati rispetto ad oggi. Un’evoluzione insostenibile per molte strutture aziendali attuali. Un’evoluzione che infatti si traduce, oltre che in un numero di core nettamente superiore, in requisiti ancora più elevati in termini di continuità, scalabilità, efficienza, sostenibilità energetica e interoperabilità tra ambienti fisici e virtuali, tutti requisiti imprescindibili per i nuovi modelli IT dettati dal digital business.
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Non è quindi un caso che, sempre secondo IDC, già a partire dal 2017 il 60% degli asset IT sui quali le aziende si appoggiano per far girare il business ed erogare servizi sarà gestito in colocation, in hosting o attraverso data center in cloud. La capacità di far leva – in parte o in toto - su data center di terzi sarà una delle principali chiavi per fornire all’IT aziendale quell’agilità di ruolo da tempo ricercata – per erogare risorse, non gestire sistemi – e per consentire alle imprese di accelerare il percorso d’innovazione per una maggiore competitività.
In questo contesto, evidenzia la società di consulting, i service provider stanno avviando enormi investimenti per grandi data center. Il numero di mega data center sta aumentando, con scale di efficienza inavvicinabili dalla gran parte delle aziende. IDC calcola per esempio che i 218 data center cosiddetti hyperscale attivi nel mondo coprano attualmente il 2% di tutto lo spazio occupato dai data center in generale, ma ospitino al loro interno ben il 18,7% di tutti i server installati.
Anche nel nostro Paese, puntualizza IDC al riguardo, stiamo assistendo a un ruolo crescente dei service provider nel nuovo panorama che il cloud e in generale l'esternalizzazione delle risorse ICT stanno delineando. Per le aziende aumentano le aspettative e le implicazioni di business, dal momento che alla trasformazione tecnologica si accompagna uno shift di competenze e processi sempre più pervasivi.
gielle