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Il workplace nel 2020

Il workplace nel 2020

16 Dicembre 2019 Gian Carlo Lanzetti
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Gian Carlo Lanzetti
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Secondo Matrix42, società tedesca attiva nelle soluzioni del workspace management, nel 2020 l’automazione diverrà sempre più importante nella gestione dei dispositivi e degli ambienti in cui sono presenti. Parallelamente, avrà sempre più importanza la creazione di soluzioni di sicurezza IT basate sull’Intelligenza Artificiale (IA) e il Machine Learning (ML). Oliver Bendig, CEO di Matrix42, ha individuato 6 trend per il digital workplace che le aziende dovrebbero tenere in considerazione nel 2020.

1.     Integrazione tra workspace management ed endpoint security 

Per quel che riguarda la sicurezza, la trasformazione digitale nelle aziende si sta sviluppando ad un ritmo maggiore rispetto all’acquisizione delle conoscenze. Inoltre, le operazioni IT e l’endpoint security diventeranno sempre più interconnesse man mano che l’Information Technology si farà più agile. Mentre la produttività basata sull’automazione ha già un posto di rilievo in molte aziende, per la sicurezza IT c’è ancora molto lavoro da fare. Le statistiche come il Report on the State of IT Security in Germany in 2019 pubblicato dal Federal Office for Information Security (BSI) mostrano quanto sia necessario un passaggio all’automated endpoint security. L’integrazione di workspace management ed endpoint security sta diventando gradualmente sempre più importante per le aziende. L’obiettivo è rendere il digital working più sicuro, senza impattare in modo negativo sulla produttività dei dipendenti. 

2.     Ottimizzare l’esperienza digitale dei dipendenti 

La carenza di dipendenti qualificati continua ad aumentare, mentre la concorrenza per i dipendenti ben formati si sta intensificando. Un criterio sempre più importante sulla cui base i dipendenti qualificati selezionano il proprio datore di lavoro è la Digital Employee Experience (DEX), ovvero l'esperienza lavorativa del dipendente con le piattaforme digitali fornite dall'IT del datore di lavoro. Il digital workspace, di conseguenza, diventa un vantaggio, o uno svantaggio, competitivo nella lotta per l’acquisizione di talenti.  L'opportunità di una DEX ottimizzata che consente l'inserimento automatico di un dipendente, sin dal primo giorno di lavoro, è un punto su cui si fa leva: l’avvio positivo del nuovo lavoro dipende da quanto semplici e scorrevoli siano i processi in questa fase. Per garantire un'esperienza utente soddisfacente e continuativa i dipendenti possono accedere alle applicazioni e ai dati in qualsiasi momento, da qualsiasi dispositivo e ovunque essi si trovino. 

3.     Workspace ottimizzato dall’IA 

L’intelligenza artificiale e il machine learning stanno trasformando i luoghi di lavoro moderni: organizzano, strutturano e automatizzano i processi, incrementandone l‘efficienza. Nel 2020, i sistemi di chat saranno sempre più popolari nelle aziende e grazie ai virtual support agent, che forniscono un supporto speciale ai workplace moderni, i dipendenti potranno concentrarsi sugli aspetti più creativi e complessi del proprio lavoro. I chatbot più recenti si basano sull’Intelligenza Artificiale (IA) e sono in grado di apprendere continuamente nuove cose. Gli assistenti virtuali come la soluzione di Matrix42, sono in grado di rispondere a domande tecniche e richieste di servizi IT e consentono alle persone di risolvere i problemi autonomamente. Supportano il reparto IT e gestiscono i processi in modo intelligente. Una cosa importante da ricordare è che i chatbot non dovrebbero solo sviluppare proposte di soluzioni ma anche essere in grado attuarle in autonomia. Ad esempio, un virtual support agent può rilevare un problema nella digital workstation sin dallo stadio iniziale, prima che l’utente se ne accorga, ed è in grado di avviare in modo indipendente un processo di supporto in background o risolvere autonomamente il problema. 

4.     Gestione delle spese per il cloud 

Il mondo multi-cloud, con un numero sempre maggiore di servizi basati su cloud forniti da hyperscaler come Microsoft o Amazon, sta creando nuove sfide che vanno oltre la gestione degli ambienti IT e dei dispositivi endpoint.  Poiché i carichi di lavoro in-the-cloud possono essere facilmente distribuiti, questo porta spesso a un sovraccarico non controllato del cloud aziendale. Le imprese hanno bisogno di maggiore visibilità per tenere traccia di tutti i servizi cloud, gestire i costi IT, ottimizzare i costi delle licenze e le spese per il cloud. Una gestione ottimizzata delle licenze cloud che consenta una maggiore ottimizzazione dei costi, sia delle applicazioni SaaS che dei carichi di lavoro cloud su Microsoft Azure o Amazon AWS, offre un notevole supporto agli amministratori IT e una maggiore visibilità durante questo processo sempre più complesso. Il management deve conoscere quali contratti e quali licenze sono disponibili e dove e come vengono impiegate. Le opzioni di ottimizzazione, rinnovo e risoluzione dovrebbero essere facili da utilizzare e disponibili con un solo click. 

5.     Workspace misto 

La tendenza all’esternalizzazione dei servizi cloud non accenna a diminuire. Tuttavia, considerando tutti i fattori di scenario, questa è una scelta attualmente impossibile e poco sensata. Secondo l’esperienza di Matrix42, la strada giusta è “cloud-first” ma non in modo esclusivo: il che significa che la postazione di lavoro digitale è composta principalmente da componenti cloud e da elementi installati localmente. In questo caso è possibile accedere facilmente alle app di Office tramite il browser, mentre le applicazioni Office locali su computer desktop, laptop e dispositivi intelligenti continuano ad essere utilizzate. Questa diventerà sempre più la filosofia di utilizzo delle applicazioni aziendali.  Il workspace misto, quindi, continuerà ad affermarsi come standard nel 2020: le soluzioni on-premise e i servizi cloud coesisteranno con applicazioni basate su browser, il mobile e le applicazioni virtuali consentendo un enorme valore aggiunto. 

6.     L’UEBA va oltre la sicurezza 

Sta diventando sempre più difficile distinguere un utente ordinario da un cyber-attaccante in quanto questi ultimi sono in grado di accedere al sistema fingendosi utenti affidabili sfruttando tecniche di ingegneria sociale, creando un’identità digitale o ottenendola attraverso il furto di dati. Una volta che i cybercriminali si sono guadagnati l’accesso ad un ambiente, rilevarli diviene estremamente difficile. Nel 2020, di conseguenza, l’User and Entity Behavior Analytics (UEBA) acquisirà notevole importanza e grazie all’utilizzo del Machine Learning (ML), permetterà di includere in una valutazione sicura, condotta in tempo reale, informazioni di background come il comportamento dell’utente, la sua ubicazione, il consumo di dati e le app utilizzate. Le anomalie vengono rilevate e vengono avviate risposte automatiche. UEBA è in grado di risolvere una criticità ancor prima che gli utenti capiscano che il loro dispositivo ha un problema. La conformità con le policy e le regolamentazioni sulla protezione dei dati sono garantite fin dall’inizio dando agli utenti il diritto di disconnettersi.

 

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