Case Histories /

Renco va più veloce con NetApp

Renco va più veloce con NetApp

06 Febbraio 2020 Gian Carlo Lanzetti
SoloTablet
Gian Carlo Lanzetti
share
La scelta di passare all’iperconvergenza non è stata dettata da particolari esigenze di storage, ma da problemi sul lato computazionale: ovvero server ormai obsoleti che non garantivano performance adeguate.

Società italiana fondata nel 1979, Renco si occupava inizialmente di progettazione ed engineering nel settore Oil & Gas. È cresciuta costantemente e oggi ha quattro divisioni principali: Industria, Infrastrutture, Servizi e Gestione degli asset. Per soddisfare le crescenti esigenze dei clienti, l’azienda ha diversificato le proprie attività includendo un'ampia varietà di servizi: tra i principali quelli di consulenza, fornitura di personale tecnico, ingegneria e servizi di costruzione per l'energia, oil & gas, nonché i settori delle infrastrutture civili. Grazie a numerosi e importanti progetti in oltre 50 paesi, Renco ha acquisito un’esperienza internazionale rilevante trasformandosi in una società globale con 16 sedi in 10 paesi in tutto il mondo. 

Con il passare degli anni la società è cresciuta anche in termini di business e di servizi da erogare internamente, accrescendo inevitabilmente le esigenze in termini di risorse e capacità di calcolo.

Per ovviare a queste nuove necessità, Renco ha deciso quindi di rafforzare la collaborazione con NetApp, già in corso da diversi anni, optando per NetApp HCI, l'infrastruttura iperconvergente di nuova generazione.

Con all’adozione dell’HCI di NetApp, Renco ha velocizzato l’accesso ai dati, ha ridotto gli ingombri nel data center e aumentato la potenza di calcolo velocizzando la fruizione dei vari servizi.

 L’attività di elaborazione dei dati è passata da 24 ore a 4 ore, aumentando del 700%. Inoltre, l’azienda marchigiana è riuscita ad automatizzare l’infrastruttura e ad aumentare flessibilità e scalabilità. 

Come spiega Alessandro Giovanelli, IT Manager in Renco, “Per evitare di acquistare nuovo hardware, siamo passati al cloud ibrido, mantenendo in azienda i sistemi deputati ai servizi critici e spostando esternamente, presso un provider italiano, quelli meno ‘fondamentali’. La scelta si è però rivelata onerosa e anche i sistemi - server e storage - nel frattempo sono diventati obsoleti”, afferma il manager. “Non ci piaceva l’idea di spostare tutto all’esterno - peraltro questa opzione non era nemmeno particolarmente vantaggiosa - e quindi ci siamo consultati con il nostro referente in NetApp che ci ha consigliato NetApp HCI”. 

La scelta di passare all’iperconvergenza non è stata dettata da particolari esigenze di storage, ma da problemi sul lato computazionale: ovvero server ormai obsoleti che non garantivano performance adeguate. “I sistemi erano diventati inadeguati, generando lentezza in alcuni servizi”, prosegue Giovannelli. “NetApp HCI offre performance molto elevate e, per esempio, nell’elaborazione dei database le tempistiche si sono ridotte drasticamente: si è passati da diverse ore a una ventina di minuti. Inoltre, trattandosi di un sistema di nuova generazione, innovativo e certificato, abbiamo ottenuto benefici anche in termini di sicurezza”. 

Tra i benefici ottenuti da Renco con l’adozione di NetApp HCI c’è anche una riduzione del 67% degli ingombri all’interno del data center. Eliminando un intero rack, il sistema attuale occupa infatti un terzo dello spazio rispetto a quanto accadeva precedentemente.

 

Tag
comments powered by Disqus

Sei alla ricerca di uno sviluppatore?

Cerca nel nostro database


Connexxa

Vai al profilo

foolix

Foolix è una società di consulenza e sviluppo software specializzata nello sviluppo...

Vai al profilo

Computime Srl

Computime, rivenditore Apple dal 1983, Servizi per l'editoria, Software House. La...

Vai al profilo

Visual Meta

La più innovativa app per lo Shopping online è ShopAlike.it, la piattaforma...

Vai al profilo