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SEO: i risultati sono sul lungo periodo

SEO: i risultati sono sul lungo periodo

18 Gennaio 2021 Redazione SoloTablet
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Internet ci ha regalato la libertà, forse anche l’illusione di averla. Online a farla da padrone sono gli algoritmi, di Google Search e non solo. Sono loro a determinare quale contenuto sia più attraente, adeguato, interessante e quale sia il migliore per rispondere alle esigenze del navigante online. Per renderli felici sono proliferate negli anni numerose pratiche SEO (Search Engine Optimization) che coinvolgono migliaia di persone e società. Numerosi sono anche coloro che ritengono inutile la SEO o vi si oppongono credendo di essere dotati di conoscenze e pratiche migliori.

Sulla SEO Carlo Mazzucchelli , fondatore di SOLOTABLET ha intervistato Luca Olovrap, Web Designer e Consulente SEO, 


 

Buongiorno, per iniziare ci vuole raccontare qualcosa di lei? A chi si rivolge con le sue attività e come vive l’era digitale che ha trasformato il mondo attuale?

Buongiorno Carlo e buongiorno a tutti i lettori. Grazie innanzitutto per questa opportunità.

Mi occupo della realizzazione di siti web e del loro posizionamento sui motori di ricerca (Google, Bing…) per professionisti e piccole e medie imprese.

La mia prima esperienza con Internet risale al 2008, quando, a 12 anni, un amico mi ha invitato ad iscrivermi ad un videogioco online. Da quell’età in poi, ho iniziato a trascorrere

sempre più tempo al computer e sempre meno in compagnia di amici.

Prima di allora, d'estate, mi ritrovavo con dieci o quindici ragazzi del quartiere per giocare a calcio, a vari giochi in scatola o a nascondino. Con la nascita dei social network e dei servizi di messaggistica (a quei tempi spopolava MSN), il gruppo è diventato sempre meno numeroso e abbiamo iniziato a vederci meno frequentemente. 

Ero consapevole del fatto che Internet ci stava allontanando dalla socialità, ma non vedevo soluzione.

Nel 2013 ho iniziato a vedere l’online non più come un problema, ma come un’enorme opportunità. L’affacciarmi all’età adulta mi ha fatto rendere conto di quanto fosse incredibile poter pensare localmente, ma agire globalmente grazie ad Internet.

In quel periodo lavoravo occasionalmente in un negozio di riparazione computer e mi stupivo giorno dopo giorno di quante persone entrassero nel negozio grazie al sito web sviluppato dal titolare.

Così, nel 2016, ho accettato un tirocinio come web designer in un’agenzia della Brianza, che mi ha dato la possibilità di imparare e di sperimentare fino al 2018, quando ho deciso di aprire la mia attività.

Tuttora credo che Internet sia la più grande invenzione ed opportunità dell’ultimo secolo, che ognuno di noi può utilizzare a proprio vantaggio.

Di SEO si parla da molti anni. Nel tempo gli algoritmi di Google Search sono costantemente cambiati, in sintonia con gli obiettivi di business di Google. Quali sono secondo lei i motivi per cui oggi bisognerebbe investire in attività SEO? E perché la SEO è così importante? 

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E tu chi sei?

Ci tengo innanzitutto a fare una premessa: l’obiettivo di Google, come motore di ricerca, è quello di dare la miglior risposta ad una domanda, espressa come ricerca.

Gli algoritmi che definiscono il posizionamento dei siti web variano mensilmente, ma mantengono sempre lo stesso obiettivo.

È quindi fondamentale allineare il proprio sito web alle necessità dei consumatori e quindi di Google, così da non doversi preoccupare dei cambi algoritmici.

Detto questo, ritengo che ogni attività debba investire in attività SEO, principalmente per due motivi: per rafforzare la propria presenza e il proprio posizionamento sul web, e per acquisire nuovi clienti.

Un’altra ragione per cui credo veramente tanto nel potenziale della SEO è la sua solidità: in un mercato digitale dominato dai social networks, in cui i ritmi sono frenetici e tutto cambia da un giorno all’altro, la SEO è sempre rimasta un canale solido nel tempo, che garantisce risultati stabili e duraturi soprattutto nel lungo periodo.

Non tutti concordano sul fatto che la SEO risponda ai bisogni di chi vi investe e alle promesse in essa comprese. Molti sostengono di avere risultati buoni anche senza SEO. Cosa c’è di errato in queste scelte e comportamenti. Cosa direbbe a un potenziale cliente che manifestasse scetticismo e resistenza all’investire in questo tipo di pratiche?

Domanda molto interessante. La diffidenza nelle attività SEO è molto comune ed è dovuta principalmente al fatto che, nel mondo digitale, ci stiamo tutti abituando sempre più spesso a ricevere una gratificazione istantanea in tutto ciò che facciamo.

Produrre un contenuto o avviare una campagna pubblicitaria sui social networks ci permette di ottenere un risultato quasi immediato, che traduciamo in interesse da parte del pubblico e in efficacia di comunicazione.

La SEO, al contrario, è un’attività che (a parte casi eccezionali) permette di vedere risultati sul lungo periodo: a volte ci vogliono diversi mesi, se non anni, prima che un articolo acquisisca l’importanza che merita sui motori di ricerca.

Allo stesso tempo, però, mentre sui social networks i contenuti sono effimeri in quanto la loro durata è circoscritta a poche ore o giorni, con la SEO una risorsa può rimanere posizionata e continuare ad ottenere traffico anche per diversi anni.

Il consiglio che do a chi diffida della SEO, è quindi quello di associare questo insieme di attività ad una strategia a breve-medio termine (ad esempio grazie ai social networks),così da avere una crescita esponenziale sul lungo termine in entrambi i fronti.

SEO, storytelling, social media marketing, SEM, ecc. Sono tante pratiche che sono emerse negli anni come utili per trasformare in digitale molti aspetti del business. Sono pratiche che coinvolgono migliaia di operatori e professionisti. Come vede lei questo mercato in Italia? Non crede che ci sia un surplus di offerta e che molta di essa sia inadeguata? Non crede che anche la domanda sia altrettanto inadeguata?

La situazione attuale e le restrizioni adottate non solo dal Governo Italiano, ma anche da tutti i Paesi del mondo, hanno reso necessaria una forte presa di consapevolezza dell’importanza del mercato digitale. 

All’improvviso ci siamo dovuti rendere conto che il mondo digitale è essenziale per la comunicazione in qualsiasi ambito.

In Italia sono moltissime le attività che offrono questi servizi per soddisfare le nuove esigenze delle aziende e questo genera sicuramente un surplus di offerta, ma  questa, per la maggior parte,  risulta inadeguata. Circa l’80% di chi si rivolge a me ha avuto in passato almeno un’esperienza negativa  con un professionista o un’agenzia del settore. E non si tratta di casi isolati, ma di storie comuni a tanti altri colleghi.

Infine una domanda filosofica. Praticando un’attività volta a soddisfare gli algoritmi non le sembra di contribuire alla costruzione di una realtà dominata dalle macchine? E’ come se ci si adeguasse al codice straniero che fa funzionare gli algoritmi e decide per noi cosa sia bene e male, cosa si debba comperare e quando, ciò che conviene pubblicare o meno, come va scritto e quanto deve essere esteso, ecc. Come professionista lei non si pone mai domande di questo tipo?

Ottima domanda! No, onestamente ho una visione piuttosto ottimista dell'uso degli algoritmi e delle macchine in generale. Penso che questi possano essere di fondamentale aiuto all’uomo per semplificare ed automatizzare i processi monotoni e ripetitivi.

Tuttavia reputo molto importante non farsi condizionare dagli algoritmi, ricordandosi sempre che, seppur utilizzando strumenti online, abbiamo sempre a che fare con delle persone.

Per terminare e ringraziandola vuole aggiungere altro?

Essendo la mia prima intervista ufficiale, ci tengo a ringraziarla molto per questa opportunità e spero di aver ispirato o esser stato d'aiuto a qualcuno.

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